Protocollo di sicurezza scuola 0-6 anni, fumata nera, manca l’accordo. Anief: “Tante le criticità rilevate”

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Si è conclusa la seconda sessione negoziale per l’approvazione del Protocollo 0-6. La seduta, durata diverse ore, ha visto una appendice pomeridiana per i diversi rilievi da gran parte del mondo sindacale.

Tra le criticità rilevate, segnala Anief in un report, la mancanza di certezze di copertura per l’attuazione della bozza del protocollo, a detta dei delegati intervenuti appare troppo netta la differenza di risorse tra il segmento 3-6 delle istituzioni statali e gli altri segmenti delle scuole non statali; la gestione di tutte le figure che ruotano attorno agli istituti scolastici, non solo il personale dipendente ma anche i servizi di collaborazione, fornitura e assistenza; su tutto le indicazioni del D. Lgs. 111/2021 non applicato con lo stesso metro a tutti gli attori coinvolti; non per ultima la richiesta della estensione dei servizi di help desk e di finanziamento delle risorse per i tamponi anche agli istituti paritari non afferenti al D. Lgs. 65.

Secondo Gianmauro Nonnis, vicepresidente nazionale di Anief: “Queste criticità sommate al colpevole ritardo col quale si è mossa l’amministrazione che ha portato al pomeriggio del 31 agosto la presentazione di un testo attualizzato e al 1 di settembre la discussione sullo stesso ha creato una difficoltà facilmente evitabile laddove i lavori fossero iniziati nel mese di giugno subito dopo la chiusura dell’anno scolastico, a valle di questa considerazione su questo documento gravano le stesse criticità del protocollo del 14 agosto, ovvero un protocollo dovrebbe contenere tutte le indicazioni rivolte agli operatori coinvolti per agire senza ambiguità, in realtà come già accaduto per il protocollo 6-18 a questo primo documento ne dovranno seguire altri per chiarire i dettagli dei doveri e delle competenze”.

Per l’ingegnere Nanni Saccone: “Si poteva dettagliare la frequenza e la quantità delle areazioni nelle sezioni a seconda delle attività svolte; poteva essere meglio descritto l’utilizzo dei DPI tra cui visiere in policarbonato e guanti in nitrile per gli operatori scolastici; e ancora specificare per chi fosse in possesso di esenzione da vaccinazione quale modalità di testing effettuare e con quale timing riproporlo”.

Il presidente Marcello Pacifico è netto: “Tutta la normativa doveva essere riassunta al momento della stesura delle linee guida e su quelle stendere in maniera univoca le procedure del protocollo, come d’altronde fatto nei precedenti protocolli del 6 agosto 2020 e 0-6 del 2020, nel protocollo 6-18 del 2021 invece la confusione normativa è stata tale che subito dopo l’amministrazione è dovuta intervenire con circolari esplicative il 18 e il 30 agosto, ora con questo dispositivo la confusione è anche maggiore per la differenza di modalità di accesso ai locali scolastici di tutti gli attori coinvolti, dal personale dipendente al personale ausiliario al personale collaboratore nonché ai fornitori e ai gestori. Per questo continua la protesta contro l’obbligatorietà del GP senza che ci sia un pari obbligo vaccinale, con colpevolizzazione di chi non ha ancora provveduto alla sua immunizzazione, generando una notevole quantità di interpretazioni differenti per procedure poco chiare”.

Protocollo di sicurezza scuola 0-6 anni, gestione della mensa e dei pasti. BOZZA

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