Proteste studenti, proseguono occupazioni e assemblee

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Uff. Stampa Rete della Conoscenza – Università e scuole in mobilitazione, a Roma, come a Milano e Veneto. Sta continuando anche nella giornata di oggi la mobilitazione nazionale degli studenti medi e universitari per la liberazione dei saperi (www.saperiliberi.it).

Uff. Stampa Rete della Conoscenza – Università e scuole in mobilitazione, a Roma, come a Milano e Veneto. Sta continuando anche nella giornata di oggi la mobilitazione nazionale degli studenti medi e universitari per la liberazione dei saperi (www.saperiliberi.it).

A Roma è stata occupata la sede della Scuola di Studi Superiori nel plesso dell’ex ospedale Regina Elena: gli studenti protestano contro la situazione di vergognosa disparità rispetto ad uno stanziamento di *200 mln su 10 anni per soli 16 studenti* mentre gli studenti di giurisprudenza sono costretti a seguire le lezioni in tensostrutture e in moltissimi non ricevono le borse di studio pur essendo idonei.

A Milano si stanno svolgendo diverse assemblee autoconvocate in diverse scuole tra le quali Cremona, Allende, Leonardo, Torricelli, Casiraghi. Aaaemblee autoconvocate nelle scuola anche in Veneto.

Anche in Puglia, Campania e Sicilia proseguono le mobilitazioni, con decine di scuole occupate e autogestite.

A Bari, a seguito dell’occupazione di Scienze della Formazione gli studenti hanno ottenuto riordino degli orari di lezione e una riorganizzazione generale degli spazi che verranno ratificati oggi dal Consiglio di Facoltà. A Salerno si sta svolgendo un’assemblea universitaria molto partecipata, con circa 500 studenti.

Per questo pomeriggio si preannuncia la prosecuzione della mobilitazione con diverse altre iniziative, in particolare a Torino, Taranto, Padova e Roma, e un presidio sotto la sede del Consiglio Regionale a Trieste.
“Quello che noi studenti stiamo affermando in queste giornate di mobilitazione – afferma Federico Del Giudice, Portavoce nazionale della Rete della Conoscenza – è che non ci rassegniamo al processo di privatizzazione e impoverimento dei saperi che si sta verificando nelle scuole e nelle università e che vede nella legge Aprea l’ultimo di una lunga serie di attacchi vissuti in questi anni”.

“Stiamo mettendo in campo – prosegue Del Giudice – numerosi momenti di confronto e costruzione dell’alternativa, per dei saperi liberati dal mercato, capaci di costruire un futuro socialmente ed ecologicamente più giusto per tutti. Saperi al servizio della comunità e non del profitto privato”

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