La protesta degli insegnanti mette in crisi il turismo scolastico

Di Lalla
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Lalla – Alla conferenza stampa sul turismo scolastico la Fiavet Lazio lancia l’allarme: il protarsi del blocco delle attività extracurricolari del personale, forma di protesta contro le disposizioni del governo sulla scuola, sta paralizzando il settore. E propone al nuovo Governo di ripristinare l’indennità di missione per i docenti.

Lalla – Alla conferenza stampa sul turismo scolastico la Fiavet Lazio lancia l’allarme: il protarsi del blocco delle attività extracurricolari del personale, forma di protesta contro le disposizioni del governo sulla scuola, sta paralizzando il settore. E propone al nuovo Governo di ripristinare l’indennità di missione per i docenti.

La protesta messa in atto dai docenti e in molti casi da tutto il personale delle istituzioni scolastiche nell’autunno ha preso le mosse dalla reazione contro il paventato aumento delle ore di insegnamento da 18 a 24, dal mancato pagamento degli scatti di anzianità, dal blocco del contratto, dalla progettazione del disegno di Legge Aprea sulla governance nelle scuole, per abbracciare tutti i motivi di disagio che oggi rendono difficile la professione del docente.

Protesta che non è scemata anche quando qualcuno di questi motivi è venuto meno. Rimane infatti alta la preoccupazione per alcuni punti dei programmi elettorali presentati dalle forze politiche in lizza per il nuovo Governo.

Una delle forme di protesta è stata proprio la cancellazione dei viaggi di istruzione che, al di là delle forte valenza formativa che rappresentano per gli alunni, costituiscono per i docenti un surplus di lavoro non retribuito.

La prima associazione a reagire è dunque la Fiavet Lazio. Il Presidente Andrea Costanzo afferma "Ben 3mila imprese sono a rischio chiusura. I viaggi di istruzione hanno subito un crollo del 70 per cento che sta mettendo a rischio le imprese specializzate nel settore" e si fa portavoce di una proposta che sarà presentata al nuovo Governo "La nostra proposta al nuovo Governo prevede la riattivazione dell’indennità di missione per i docenti".

L’ indennità di missione (seppure fosse simbolica) è stata abolita anche per i viaggi all’estero dal 2010 (per quelli in Italia bisogna risalire ancora più indietro). La sua abolizione ha mortificato la professionalità dl docente che di fronte ad una prestazione di lavoro aggiuntiva gravosa dal punto di vista dell’orario (24 ore su 24) si fa carico anche della responsabilità civile nei confronti di alunni spesso minorenni.

Le proteste si sono moltiplicate in questi anni nelle scuole, fino a raggiungere il culmine nell’a.s. 2012/13. E le conseguenze, anche nelle scuole stesse, si fanno sentire. Ricordiamo a questo proposito che il docente non può essere obbligato ad accompagnare gli alunni in visita di istruzione, nè il suo rifiuto deve essere motivato, dal momento che la visita di istruzione è a tutti gli effetti un progetto (e quindi attività facoltativa), non un’attività di insegnamento obbligatoria o funzionale ad essa (non rientra cioè nelle attività definite dagli art. 28 e 29 del CCNL). Pertanto anche eventuali "ordini di servizio" non possono essere giustificati.

Nella rubrica di consulenza Chiedilo a Lalla abbiamo affrontato le problematiche connesse all’organizzazione delle visite di istruzione

Il Dirigente richiede “valido motivo” per non accompagnare gli alunni in visita di istruzione

Il docente non può essere obbligato ad accompagnare gli allievi nei viaggi di istruzione

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