Proposte DiSAL sui progetti MIUR in materia di valutazione della professionalità dei docenti, delle scuole e dei dirigenti scolastici

Di Lalla
Stampa

Ufficio stampa DiSAL – 1. DiSAL ritiene fondamentale e urgente ogni iniziativa di sistema o progetto sperimentale per introdurre e far crescere nella scuola italiana una cultura della valutazione complessiva e un sistema nazionale che però riveda assolutamente l’impostazione data dalla Legge 10 del 26.1.2011.

Ufficio stampa DiSAL – 1. DiSAL ritiene fondamentale e urgente ogni iniziativa di sistema o progetto sperimentale per introdurre e far crescere nella scuola italiana una cultura della valutazione complessiva e un sistema nazionale che però riveda assolutamente l’impostazione data dalla Legge 10 del 26.1.2011.

2. La valutazione dei docenti e dei dirigenti deve procedere di pari passo senza nessuna fuga in avanti separata, come ha confermato l’infelice esito dei tentativi di SiVaDis. La valutazione scuole dovrà allargare le esperienze iniziate in contesti culturalmente più favorevoli, anche a seguito della forte resistenza sindacale ad ogni cambiamento delle professionalità (corporativamente abbarbicati alla pura anzianità), ricercando invece dirigenze scolastiche disponibili alla collaborazione.
Si tratta nel complesso di sostenere un elemento di qualità imprescindibile per la scuola dell’autonomia. La valutazione non può che essere una valutazione complessa e di "contesto", che quindi tenga conto di diversi elementi e della situazione reale delle singole scuole, sempre e comunque finalizzata al sostegno dell’azione formativa ed al suo miglioramento.

3. Riferimento scientifico secondo DiSAL rimane a tutt’oggi il documento Ichino, Checchi e Vittadini INVALSI 2009. In particolare:

– la scuola dovrà essere valutata sui risultati che consegue in termini di apprendimenti degli studenti, più che sulla congruenza dei processi;

– ogni progetto o metodologia per la valutazione deve mettere al centro i risultati ottenuti e quindi gli strumenti debbono in qualche modo osservare il "valore aggiunto" ovviamente tenendo conto delle condizioni di partenza del campo di azione;

– si dovrà costituire un ente "terzo" rispetto a scuole e Ministero;

– la stessa valutazione dei dirigenti va all’interno di un sistema di valutazione delle prestazioni di tutte le professioni della scuola e della scuola stessa come sistema.

– ogni valutazione esterna va impostata e promossa come aiuto all’autovalutazione di istituto;

– occorrera nel tempo rimediare all’assenza di un corpo tecnico di esperti valutatori;

– qualsiasi percorso utilizzato dovrà prevedere modalità di restituzione e di diffusione dei risultati.

4. Confermiamo che, nonostante gli aspetti da migliorare, la metodologia di "Valorizza" sia un buon punto di partenza perché ha introdotto fattivamente un tentativo di valutazione dei docenti nella scuola. La sua prosecuzione deve assolutamente prevedere il coinvolgimento diretto delle associazioni professionali.

Lo stesso occorre prevedere per il Tavolo tecnico che dovrà individuare metodologia e percorsi per la valutazione dei dirigenti scolastici.

5. Tenendo conto che qualsivoglia valutazione non può in alcun modo limitarsi alla asettica rilevazione di dati "oggettivi e misurabili" (pur utili) che comporta sempre una dimensione relazionale essenziale nella pratica educativa e culturale, un efficace impostazione della valutazione delle professioni e delle scuole deve tener conto del giudizio dei pari. Risulta quindi limitativo eliminare una componente "reputazionale" o qualitativa in nome di criteri di pura oggettività (alunni promossi; pubblicazioni; progetti; etc.) perché questi da soli comunque non danno ragione della professionalità docente a 360°. Occorre infatti tener conto: di capacità comunicativa, dei linguaggi della disciplina insegnata, del capacità di relazione efficace con gli allievi e con i genitori, di capacità di "attrazione" e coinvolgimento nel processo di insegnamento/apprendimento che il docente mette in atto con i propri allievi e così via.

6. Resta tuttavia il fatto imprescindibile (come dato globale di contesto) che nuovi standard professionali saranno efficacemente individuabili e percorribili solo all’interno di un assolutamente nuovo contesto di autonomia delle Istituzioni Scolastiche Autonome (ISA) ed di nuovo stato giuridico dei docenti e dei dirigenti. Tra questi occorre la consapevolezza che l’apprendimento (non l’insegnamento) è il frutto di una cooperazione educativa, che tuttavia non emargina né sostituisce la necessità di riconoscere "il bravo insegnante" e così uscire dalla palude della corporazione che sempre di autodifende e mai si diversifica.

7. DiSAL, nell’interesse per la qualità della scuola e contro i forti tentativi di conservazione dell’esistente che rifiutano (con pretesti vari) ogni procedura di valutazione delle professioni della scuola, conferma la piena disponibilità ad ogni collaborazione effettiva nelle comunità locali e scolastiche a progetti che tengano contro dei criteri e delle proposte indicate

Stampa

Con i 24 CFU proposti da Mnemosine puoi partecipare al Concorso. Esami in un solo giorno in tutta Italia