Proposta laurea triennale per gli ITP

di Lalla
ipsef

Paolo Latella* – Il Dipartimento Istruzione Italia dei Valori Lombardia e il Sindacato Unicobas Scuola sta valutando, dopo le opportune verifiche, di proporre al MIUR la modifica del titolo di ingresso per insegnare le materie di laboratorio nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

Paolo Latella* – Il Dipartimento Istruzione Italia dei Valori Lombardia e il Sindacato Unicobas Scuola sta valutando, dopo le opportune verifiche, di proporre al MIUR la modifica del titolo di ingresso per insegnare le materie di laboratorio nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

La proposta consentirà ai nuovi aspiranti docenti della tabella C, diplomatosi negli istituti tecnici dopo l’anno 2011-2012, di poter accedere alle graduatorie solo dopo aver frequentato un corso universitario.

Per svolgere questa professione (Insegnanti Tecnico Pratici), crediamo sia necessario ed obbligatorio elevare il titolo di studio (di ingresso) per insegnare nei laboratori, eliminando così la disparità tra la scuola italiana e quella europea.

La proposta presentata nelle sedi politiche competenti sarà quella della laurea triennale, ottenibile frequentando un corso universitario di primo livello tramite le facoltà universitarie in scienze della formazione primaria area tecnica. La laurea, dalla durata triennale (180 CFU, 1 credito ogni 25 ore), dovrebbe corrispondere al bachelor, titoli di primo grado dalla durata triennale o quadriennale (almeno 180 ECTS, 1 credito ogni 25-30 ore).
Il corso di laurea triennale si dovrà caratterizzare per un monte-ore di laboratori a frequenza obbligatoria e frequenti prove intermedie per le seguenti classi di concorso ad esclusione dei docenti di conversazione di lingue straniere già in possesso della laurea.

Ecco le classi di concorso (bozze nuovo ordinamento) coinvolte nel processo di modifica del titolo di studio di accesso:

C – 01 Attività pratiche speciali

C – 02 Conversazione in lingua straniera

C – 03 Laboratori di fisica

C – 04 Laboratori di liuteria

C – 05 Laboratori di produzioni industriali ed artigianali della ceramica

C – 06 Laboratori di scienze e tecnologie aeronautiche

C – 07 Laboratori di Scienze e Tecnologie delle costruzioni aereonautiche

C – 08 Laboratori di scienze e tecnologie agrarie

C – 09 Laboratori di scienze e tecnologie chimiche e microbiologiche

C – 10 Laboratori di scienze e tecnologie della calzatura e della moda

C – 11 Laboratori di scienze e tecnologie delle costruzioni

C – 12 Laboratori di scienze e tecnologie elettriche ed elettroniche

C – 13 Laboratori di scienze e tecnologie informatiche

C – 14 Laboratori di scienze e tecnologiem meccaniche

C – 15 Laboratori di scienze e tecnologie tessili, dell’abbigliamento e della moda

C – 16 Laboratori di servizi di ricettività alberghiera

C – 17 Laboratori di servizi enogastronomici, settore cucina

C – 18 Laboratori di servizi enogastronomici, settore sala e vendita

C – 19 Laboratori di tecnologie e tecniche delle comunicazioni multimediali

C – 20 Laboratori per i servizi socio-sanitari

C – 21 Laboratorio di scienze e tecnologie nautiche

C – 22 Laboratorio di scienze e tecnologie delle costruzioni navali

C – 23 Laboratorio di tecnologie del legno

C – 24 Laboratorio di tecnologie del marmo

C – 25 Laboratorio di tecnologie orafe

C – 26 Esercitazioni di comunicazioni

C – 27 Laboratorio di odontotecnica

C – 28 Esercitazioni pratiche di centralinisti telefonici

C – 29 Gabinetto fisioterapico

C – 30 Massochinesiterapia

C – 31 C 555 – Tecnica di servizi e pratica operativa (ex C/52)

C – 32 C 999 -Assistente di laboratorio (ex EE.LL.)

Naturalmente i docenti inseriti in terza fascia, nelle graduatorie ad esaurimento e coloro che hanno il contratto a tempo indeterminato potrebbero frequentare il corso triennale, (non obbligatorio ma consigliabile) riconoscendo dei crediti lavorativi.

Il MIUR potrebbe stipulare convenzioni con le Università come ha già fatto per altri comparti della pubblica amministrazione, a favore dei propri docenti, che garantiscano a questi ultimi di conseguire la laurea con degli sconti sui programmi di studio.

Ad ogni esame è assegnato un numero di crediti che dovrebbero corrispondere, secondo il sistema dei crediti europeo, a un certo numero di ore di studio e di impegno a casa. L’impegno a casa è comunque interpretato come un’attività legata allo studio dei corsi universitari.

L’unica attività lavorativa coinvolta eventualmente nel computo dei crediti sono le ore di tirocinio maturate.

In merito alla polemica che continua ad alimentarsi sia su Facebook e sui quotidiani on line di settore, con attacchi sistematici nei confronti degli ITP definendoli come il male, la zavorra della scuola italiana, si rammenta che sia l’Italia dei Valori che il sindacato Unicobas Scuola difende, ha difeso e difenderà la categoria dei docenti ITP (insegnanti tecnico pratici).

Esiste purtroppo un problema socio culturale, è stata cancellata di fatto l’etica professionale. Si è entrati nell’era del caos della comunicazione.

Un sistema mediatico errato inventato dall’Ex Premier e purtroppo diventato un modo generale di porsi leader su tutti a prescindere dal contesto e dalle persone.

Speriamo vivamente che gli educatori docenti che si autodefiniscono i migliori, coloro che hanno la professionalità nel DNA capiscano che nella scuola pubblica tutti sono importanti e nessuno è indispensabile. La collaborazione non bisogna chiederla soltanto agli alunni, ma la partecipazione collettiva deve nascere proprio tra gli insegnanti. Solo così l’intero comparto scuola, composto da docenti e personale Ata, potrà uscire da questo meccanismo statico e pericoloso, del più bravo e del più furbo e far passare l’ idea… di trasformare gli ITP (insegnanti tecnico pratici) in assistenti tecnici. Che vergogna!

Si ricorda a coloro che si ostinano a definire gli ITP degli insegnanti poco preparati ed inutili, che nella didattica laboratoriale esperienziale e multisensoriale esiste un concetto diffuso da anni dal Coordinamento ITP adesso trasformatosi nel gruppo "Io Sto con gli ITP" su facebook: http://www.facebook.com/groups/coordinamentoitp [1] (composto da quasi 1700 docenti) che è: (se leggo dimentico se scrivo ricordo se faccio imparo!)

* Dimmi e dimentico

* Mostrami e ricordo

* Fammi fare e imparo

Il documento – manifesto del coordinamento ITP si può definire il più completo e racchiude per punti tutti i riferimenti per un cambiamento della didattica laboratoriale a favore degli studenti italiani, ecco un breve stralcio:

1) Garanzia del mantenimento dello stato giuridico ed economico di docenti. Nessun docente tecnico pratico dovrà essere utilizzato in funzioni e mansioni non coerenti con la specificità professionale.

2) RICHIESTA DELLA LAUREA E DELL’ABILITAZIONE SPECIFICA COME TITOLO DI ACCESSO, con le DOVUTE GARANZIE per i Docenti Tecnico PRATICI PRECARI.

3) Collocazione di tutti i docenti tecnico-pratici nel VII livello, riconoscendo, quindi, quella effettiva parità che attualmente trova la sua unica applicazione nell’assolvimento di tutti i compiti istituzionali.

4) Mantenimento ed estensione delle compresenze in tutti gli indirizzi Liceali, Professionali e dell’Istruzione e Formazione Tecnica Superiore, con criteri di senso logico e di percorribilità didattica. Estensione delle attività di Laboratorio e degli Uffici Tecnici anche negli indirizzi in cui queste non siano ancora state previste (Laboratori scientifici – TIC – ECDL -ecc.).

5) Riconversione automatica per classe affine del personale ITP, nelle eventuali nuove classi di concorso.

6) Mantenimento delle risorse nell’organico funzionale della scuola di titolarità.

7) NESSUNA MOBILIT FORZATA IN ALTRI COMPARTI DELLA P.A.

si può leggere l’intero documento all’indirizzo del collega prof. Liborio Butera:
http://www.liboriobutera.com/2011/11/07/ddl-stabilita-il-documento-dei-docenti-di-laboratorio [2]

In un mondo in rapida evoluzione, il compito degli educatori -docenti è necessariamente diverso da quello delle precedenti generazioni. Nessuno si illuda più di preparare gli studenti con un bagaglio di informazioni cui fare riferimento per tutta la vita.

E’ necessario invece focalizzarsi su competenze cognitive e sociali come sui contenuti, sulla "coscientizzazione" degli studenti sui processi perché li sappiano analizzare e gestire, sfruttare le attività laboratoriali preparandoli ad un agire flessibile e alla capacità di adattarsi all’ampia gamma di situazioni che la società prospetterà loro. (Kagan)

Naturalmente, questa è una bozza di proposta con evidenti margini di modifica e di miglioria per la 7° Commissione Cultura e Istruzione della Camera e del Senato.

* Responsabile Dipartimento Istruzione Italia dei Valori Lombardia
Segretario Unicobas Scuola Lombardia

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