Proposta di soluzione per il reperimento spazi in vista della riapertura delle scuole. Lettera

Lettera

Inviata da Carla Biella – Gentile Ministra Azzolina, Chi scrive è una docente di lingua inglese, in pensione, ma che ha continuato ad insegnare nei corsi pomeridiani di lingua e quindi in periodo di lockdown ha lavorato online utilizzando gli strumenti per la Didattica a Distanza.

Durante la mia carriera ho insegnato alla scuola media inferiore e superiore oltre che all’Università di Catania.
Mi permetto di rivolgermi a Lei perchè apprezzo quanto Lei ed altri state facendo per fare riaprire la scuola in sicurezza a settembre, malgrado la continua presenza del virus Covid 19 e apprezzo altresì che abbiate ben presente i problemi concreti a cui si deve ancora trovare una risposta, che si potrebbero sintetizzare in tre punti principali:

– l’effettiva mancanza di spazi scolastici, e di personale scolastico, tali da permettere il rispetto del distanziamento sociale;

– il rischio che dovrà affrontare chi si reca a scuola con un mezzo pubblico, dove difficilmente tale distanziamento verrà osservato;

– la sperequazione in termini di possibilità economiche non solo fra i singoli alunni ma fra le varie Regioni e spesso anche fra i vari Comuni d’Italia, che ha costretto alcuni alunni meno abbienti a seguire le lezioni online con una connessione non idonea o con un mezzo (telefonino anzichè PC) altrettanto inadatto per sei ore di lezione. Anche qualche docente si è trovato in difficoltà ed ha dovuto aggiornare il WIFI o addirittura il PC.

Il Presidente Conte afferma che è necessario fare scelte coraggiose: io ne propongo una coraggiosissima per la scuola, partendo dalla mia esperienza e dalle seguenti premesse.

Con l’andatura attuale della pandemia, non sarà semplice tornare tutti a scuola il 14 settembre: mancheranno soprattutto gli spazi vitali e il personale necessario per sdoppiare le classi, anche se sono previste molte assunzioni;

Gli alunni più bisognosi di scuola in presenza” sono i più piccoli, quelli che frequentano la scuola materna ed elementare. Inoltre tali alunni a casa necessiterebbero della babysitter quando i genitori si recano a lavoro.

Il problema di come recarsi a scuola in sicurezza utilizzando il trasporto pubblico e’ un problema reale, soprattutto nelle grandi città.

Molte scuole superiori di secondo grado sono frequentate da studenti pendolari o addirittura fuori sede, che vivono presso famiglie e vanno a casa il sabato e la domenica.

Con il tempo, l’università online diventerà comune soprattutto per gli studenti fuori sede.

LA PROPOSTA ” CORAGGIOSA” CHE LE SOTTOPONGO E’ LA SEGUENTE, NON E’ PRIVA DI PROBLEMATICHE , MA ALLO STESSO TEMPO NE RISOLVE ALCUNE

PRENDIAMO L’ESEMPIO DI UN GRUPPO DI TRE SCUOLE: MATERNA -ELEMENTARI, MEDIA INFERIORE E MEDIA SUPERIORE, UBICATE A BREVE DISTANZA UNA DALL’ALTRA

Si lascino a casa tutti gli alunni della scuola superiore di secondo grado con insegnamenti on line. Si tratta di una fetta della popolazione scolastica che è abituata o si sta abituando all’insegnamento online e che ha già sviluppato una certa autonomia nello studio. Inoltre, gli alunni sono dell’età in cui possono rimanere a casa da soli quando i genitori si recano a lavoro, di conseguenza non necessitano di babysitter e potrebbero frequentare i compagni in piccoli gruppi nel tempo libero, anche per studiare insieme in sicurezza.
Per le scuole superiori che usufruiscono di laboratori specializzati si potrà prevedere un ingresso a scuola uno o due pomeriggi a settimana per piccoli gruppi.

Gli alunni della scuola media inferiore potranno usufruire delle aule, delle strutture e del personale non docente della scuola superiore lasciati liberi, in gruppi classe di non più di 14, certamente meglio di utilizzare cinema o altri locali meno idonei dell’ edificio scolastico stesso.

Gli alunni della scuola elementare, in classi dimezzate, potranno occupare le aule lasciate libere dagli alunni della scuola media inferiore ( come appena detto, ubicati negli istituti superiori).

Gli alunni della materna, conseguentemente, troveranno più spazi liberi nella scuola elementare o negli Istituì Comprensivi.

Sulla carta, può sembrare l’invenzione dell’acqua calda, anche se l’adozione di una tale soluzione non è priva della necessità di modifiche di alcune strutture, ma forse è più semplice modificare una scuola per ospitare alunni di diversa età piuttosto che adattare un cinema, un ospedale, una caserma, possibilmente dimessi da tempo, anche perché il personale presente conosce gli ambienti e continuerebbe a lavorare senza difficoltà.

Il fabbisogno di personale, inoltre, si limiterebbe soprattutto alle scuole elementari e medie inferiori; invece, il personale della scuola media superiore avrebbe bisogno di pochi nuovi elementi.
Gli investimenti di fondi potrebbero essere finalizzati all’acquisto di un buon PC per chi studia o lavora da casa, poiché nell’Anno Scolastico trascorso molti ragazzi hanno seguito le lezioni con l’iphone, per più ore al giorno

È prevedibile che gli alunni e forse alcuni docenti delle scuole superiori non accettino come ideale la soluzione proposta, memori della Scuola precedente alla pandemia. Ma quella Scuola non può esistere se il rischio Covid rimane così elevato.

Dobbiamo solo sperare che qualunque provvedimento venga adottato non sia permanente, ma della durata di tre o quattro mesi al massimo. A maggior ragione, fare piccole modifiche alle strutture esistenti ha una sua logica.

Se mi ha letto fin qui La ringrazio del tempo che ha perso e Le auguro buon lavoro.

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