Proposta di ripresa a settembre con monte orario dimezzato e doppio turno. Lettera

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Inviata da Michela Giangualano – La situazione relativa alla ripartenza delle scuole a settembre è complessa. Credo però che non sia possibile separare la questione della ripresa lavorativa dei genitori degli alunni da quella della ripartenza scolastica.

La scuola è un luogo educativo di formazione e apprendimento, ma per i genitori rappresenta anche un luogo protetto dove affidare i propri figli durante lo svolgimento delle proprie attività lavorative.

Il bonus babysitter e il congedo parentale straordinario non sono strumenti completamente risolutivi del problema di cura dei bambini e ragazzi.

Le questioni sono tante.

Non è semplice individuare delle babysitter affidabili e disponibili ininterrottamente e il bonus è di soli 600 euro. I fruitori dei congedi parentali sono in gran misura donne e a loro verrebbe richiesto il maggior sacrificio in termini di carriera lavorativa. D’altro canto, per chi ne può usufruire, anche l’attuazione dello smart working non consente di seguire in modo adeguato e costante i propri figli a casa.

Senza contare che un eventuale coinvolgimento dei nonni anziani nella cura dei bambini li metterebbe sicuramente a rischio.

Così come gli altri Paesi Europei, anche l’Italia, quindi, dovrà assicurare una riapertura delle scuole a settembre, se vuole che i lavoratori-genitori possano ritornare a svolgere le loro occupazioni produttive con serenità.

Sarà dunque necessario che la riapertura delle scuole avvenga nel modo più sicuro possibile.

Vista la capienza delle aule a disposizione e i criteri di distanziamento, credo che le scuole possano venire riaperte solo prendendo in considerazione due fattori: la possibilità di una diminuzione generalizzata nel monte orario scolastico in presenza e l’attuazione di una turnazione nell’accesso ai locali scolastici.

Il criterio più semplice per permettere la turnazione, a parità del numero di docenti impegnati attualmente nelle classi, è quello di ridurre della metà il monte orario delle lezioni in presenza, per tutti gli ordini di scuola, e contemporaneamente di suddividere tutti i gruppi-classe in due gruppi di alunni.

Così facendo, durante il periodo di emergenza sarebbe possibile consentire la frequenza a scuola di tutti gli alunni con doppio turno giornaliero: uno al mattino e uno al pomeriggio, intervallato da un’ora, tra i due turni, per consentire l’igienizzazione dei locali.

Si potrebbe altresì prevedere che una parte del lavoro svolto in presenza venga in alternativa svolto con la modalità della didattica a distanza, per una percentuale variabile fino al 20% del nuovo monte orario previsto, in base alla scelta dell’Istituto scolastico in funzione della diversa autonomia degli studenti (dovuta all’età e alla tipologia di studi intrapresa).

I criteri per la formazione dei nuovi gruppi di lavoro scolastici dovrebbero prendere in considerazione in via prioritaria le esigenze lavorative delle famiglie, in modo da venire incontro il più possibile ai bisogni dell’utenza.

Andrebbero eliminate le attività di mensa dove previste, in quanto causa di sovraffollamento dei locali e già normalmente di difficile gestione per le turnazioni. Dovrebbe essere incrementato il numero di collaboratori scolastici per provvedere all’igiene dei locali, magari utilizzando in parte il medesimo personale oggi impiegato nelle mense.

Il sistema proposto garantirebbe una graduale ripresa della routine scolastica, determinerebbe una certa uniformità di attuazione a livello nazionale e consentirebbe l’uso dei mezzi pubblici per recarsi a scuola in momenti separati della giornata. Comporterebbe certo degli ulteriori sacrifici per il personale scolastico, ma sarebbe comunque preferibile a una ulteriore proroga dell’utilizzo della sola didattica a distanza, che a lungo andare potrebbe provocare negli studenti una distorsione nella percezione della realtà.

Non dimentichiamoci, infatti, che l’eccessivo utilizzo degli strumenti multimediali è fino ad oggi sempre stato considerato potenzialmente nocivo e che un minimo di socialità è indispensabile per la crescita serena dei bambini. La didattica multimediale ha un proprio valore come modalità aggiuntiva, ma non certo sostitutiva dell’attività in presenza.

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