Proposta al ministro Valditara: consulenti legali per ogni scuola. Lettera

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Inviata da Simone Finotti, dirigente scolastico Liceo “C. Cavalleri” di Parabiago (Mi) – Spett.le Ministro Valditara, mentre si discute sulla recente proposta di legge volta ad inasprire le pene per reati commessi ai danni del personale scolastico, credo che i tempi siano maturi per riaprire uno spazio di riflessione e confronto su un tema limitrofo e per certi versi affine.

La questione, me ne rendo conto, non è tra le più confortevoli: mi riferisco all’opportunità di dotare ciascuna Istituzione scolastica autonoma della facoltà di avvalersi di consulenti legali a titolo di “professionisti esterni”, analogamente a quanto accade per altre figure che, negli ultimi anni, sono state chiamate con profitto a collaborare con le scuole (su tutti Rspp per la sicurezza, Dpo per la privacy, Medico competente per la salute).

Non mi è difficile comprendere che un certo silenzio intorno a questo tema -in concreto molto sentito nella quotidianità di chi gestisce le scuole- possa essere connesso all’apparente stridore fra la missione educativa dell’istituzione e, in certo qual modo, il formale riconoscimento della previsione del conflitto giudiziale.

Credo però che l’elusione della realtà sia altrettanto insidiosa quanto la sua eccessiva drammatizzazione: troppo di frequente si cede alla retorica che aleggia intorno a un patto sociale -scuola famiglia, scuola-alunni, dirigenze scolastiche-personale, ecc.- che si va via via sfilacciando e ormai mostra tutti i suoi limiti, nella speranza che i dissensi in ambito scolastico debbano trovare bonaria composizione in virtù del fatto stesso di svilupparsi in contesto educativo.

Anche alla luce del ruolo ibrido di “pubblica amministrazione-frontiera” che la scuola riveste per “missione” e nei rapporti col territorio, mi pare illusorio non notare l’inasprimento della conflittualità e l’incremento del contenzioso di vario genere, da parte di una pluralità di attori, che intorno ad essa si vanno addensando. Il livello del conflitto, dati e giurisprudenza alla mano, si sta alzando, e così i numeri delle liti amministrative, civili e penali che coinvolgono gli istituti scolastici, con esiti spesso nefasti per la serenità di quell’ambiente educativo che dovrebbe essere la prima preoccupazione di chi la scuola la vive, la ama e contribuisce a migliorarla.

Per non parlare delle più o meno velate minacce di adire a vie legali, con quel famoso “mi riservo” che è ormai diventato un ritornello nella vita quotidiana di ogni DS e che comunque, anche nella più irrealistica delle ipotesi, costringe a correre ai ripari con dispendio di tempo ed energie che potrebbero essere finalizzate a scopi ben più utili per la collettività.

Spesso, fra l’altro, si tratta di questioni che necessitano di competenze specifiche -soprattutto procedurali- che giocoforza esulano dalla formazione della stragrande maggioranza dei dirigenti scolastici, chiamati come è noto a rivestire un ventaglio di ruoli di estrema eterogeneità.

I rapporti con il personale, le famiglie, la comunità, le Organizzazioni sindacali, gli Enti locali, le Forze dell’Ordine e i diversi soggetti che a vario titolo costituiscono la platea di stakeholder dell’istituzione scolastica hanno raggiunto un livello di complessità non facilmente gestibile da un solo professionista, tantopiù in assenza di quel middle management a più riprese ventilato ma mai di fatto formalizzato e contrattualizzato.

A fronte di questo scenario appare imprescindibile ma non esaustiva l’azione dell’Avvocatura dello Stato e degli uffici legali periferici, in quanto per evidenti ragioni strutturali non hanno la possibilità materiale di intervenire capillarmente sulle questioni che quotidianamente interessano le scuole, e che potrebbero invece essere proficuamente affrontate, per il buon andamento dell’amministrazione e per il bene della comunità educante, da professionisti dedicati.

Senza contare, chiudendo il cerchio di una strategia che il gergo anglosassone non esiterebbe a definire “win-win”, le interessanti opportunità di sviluppo professionale per validi esperti formatisi in discipline giuridiche, nel solco di quelle degli specialisti della salute, della sicurezza e della privacy che già da anni lavorano accanto alle scuole.

Colgo l’occasione per ringraziarLa dell’attenzione e per augurare buon lavoro a Lei e a tutto il suo staff.

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