Promuovere l’inclusione: la fornitura di materiali, le attività che supportino, gli stili di apprendimento, l’interazione tra gli studenti tutti e il ruolo della comunità

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Promuovere l’inclusione in una classe richiede la fornitura di una gradazione di attività. Idee progettuali e, naturalmente, materiali in grado di supportare, adeguatamente, gli stili di apprendimento di tutti gli studenti. Servono attività e materiali in grado di incorporare una varietà prospettive culturali, di background. In grado, cioè, di promuovere quello che chiamiamo il pensiero coraggioso. Istruire, educare, formare utilizzando compiti tattili, visivi e uditivi completati, prioritariamente individualmente e, poi, quasi congiuntamente o parallelamente in piccoli gruppi. Ciò vuol dire che gli studenti, qualsivoglia siano gli stili di apprendimento, possono accedere agli stessi concetti in più modi. Nelle nostre comunità sempre più multiculturali, gli insegnanti efficaci devono comprendere l’importanza della diversità e della dimensione multiculturale. Cioè, la dimensione che contiene e fa propria la vasta gamma di identità razziali, culturali, socioeconomiche, religiose e di genere e le numerose altre espressioni dell’esperienza umana. Una classe inclusiva fornisce anche attività creative per consentire agli studenti di pensare fuori dagli schemi e incoraggia gli studenti a correre rischi intellettuali e persino a commettere errori, mentre esplorano approcci innovativi alla risoluzione dei problemi.

Incoraggiare l’interazione tra gli studenti: giochi rompighiaccio, il cambio dei “posti”, gli studenti a supporto dei compagni durante la ricreazione

Quanto più gli studenti si impegnano tra loro, in una mutuale vicinanza, migliore sarà la forma di inclusione in classe. Inoltre, inutile ribadirlo, maggiore sarà il legame degli studenti con la comunità scolastica e maggiore sarà la probabilità che gli studenti si sentano protagonisti, attori principali della propria istruzione e delle modalità che la determinano dopo avere innescato i processi formativi di cui essi sono protagonisti. Esistono molti modi diversi in cui gli insegnanti possono incoraggiare l’interazione degli studenti. All’inizio dell’anno scolastico, gli insegnanti potrebbero chiedere alla classe di utilizzare i cosiddetti giochi rompighiaccio che aiutano gli studenti nel processo conoscitivo e a trovare un terreno comune sul quale edificare questa magnifica impalcatura chiamata inclusione. Cambiare l’assegnazione dei posti più volte durante l’anno è un altro modo per gli studenti di conoscere meglio anche gli altri compagni della classe. Talvolta, in modo non del tutto adeguato, si resta compagni di banco per un intero ciclo. L’impostazione di progetti di gruppo e la modifica della composizione dei gruppi nel corso dell’anno possono, invece, facilita e potenzia l’interazione variegata tra gli studenti, ancor più quando questa poliedrica composizione è importante. Per gli studenti più giovani, regolare attività di gruppo organizzate durante la ricreazione non solo crea occasioni svariate e eccezionali di divertimento inclusivo per tutti, ma può essere di particolare utilità per gli studenti che potrebbero trovare la ricreazione una forma di solitaria gestione di un momento della vita scolastica o, peggio e di più, una parte imbarazzante della giornata scolastica.

Costruire una classe inclusiva significa offrire una gamma di risorse scolastiche e non scolastiche a tutti

Costruire una classe inclusiva vuol dire offrire una gamma di risorse scolastiche e non scolastiche a tutti gli studenti; e congiuntamente ad essi anche (e perché no?) ai loro genitori o tutori. Ad esempio, alcuni studenti traggono parecchio e utile vantaggio dal tutoraggio e stabilire orari impegno formativo anche al di fuori delle lezioni potrebbe avvantaggiare in modo particolare coloro che avvertono un disagio nel parlare o nel porre domande davanti ai propri compagni. Offrire momenti di confronto regolari con gli insegnanti è un altro modo importante attraverso il quale gli studenti e i loro genitori possono avere momenti di confronto privati su aree curriculari o sfere comportamentali in cui gli studenti potrebbero aver bisogno di ulteriore supporto. E poiché non tutti gli studenti, o i loro genitori o tutori, potrebbero sentirsi a proprio agio nel chiedere aiuto, è rilevante che i docenti o le stesse scuole si facciano portavoce con gli studenti e con le famiglie delle tante e innovative risorse scolastiche e non scolastiche disponibili a scuola e nel contesto locale nel quale opera la scuola. Lasciare la porta aperta durante le lezioni, le conversazioni in classe, i momenti laboratoriali e ricreativo-didattici determina, lo ribadiamo con convinzione, un ambiente accessibile a vantaggio di tutti gli studenti

Gli insegnanti devono collaborare e avere il sostegno di tutti i membri della comunità scolastica

Affinché le classi possano davvero sperimentare con compiutezza l’inclusività, gli insegnanti devono collaborare e richiedere e ricevere il sostegno fattivo e deciso di tutti i membri della comunità scolastica, compresi i colleghi, i dirigenti scolastici, i collaboratori scolastici, insieme ai genitori e alle famiglie. Quando tutti in comunità scolastica lavorano in maniera coesa e sinergica, vengono presi in carico e nella giusta considerazione tutti i bisogni di ciascuno degli studenti di ogni provenienza e con qualsivoglia competenza e abilità. Ciò permette e assicura all’istruzione scolastica una migliore e più adeguata accessibilità e una più verificabile coerenza formativa ed educativa per tutti. I workshop di formazione professionale (che dovrebbero e più e meglio ridefiniti e adattati alle mutate esigenze del personale docente) sono modi per creare coscienza sugli strumenti necessari e da utilizzare per l’inclusione in classe. Nelle nostre classi. In tutte le nostre classi, nessuna esclusa. Le riunioni del personale scolastico, infine, più frequenti e meglio ridefinite sulla modalità di gestione e organizzazione (anche on line, naturalmente) sono altri modi per creare opportunità per i docenti di condividere idee e approfondimenti per gestire l’inclusione e per promuoverla con convinzione e compiutezza. Raggiungere (non telefonicamente, ma fisicamente) genitori e famiglie all’inizio dell’anno scolastico e offrire opportunità di contatto durante tutto l’anno consente ai docenti impegnati in questo percorso di avere una comprensione più completa del background e delle esperienze di vita dei loro studenti, insieme ai loro punti di forza e alle aree che necessitano di miglioramento e i loro obiettivi e sogni personali.

Diventare un grande insegnante richiede anni di pratica e costruire una classe inclusiva richiede un impegno costante

Diventare un grande insegnante richiede anni di pratica e costruire una classe inclusiva richiede un impegno costante, ma tutto inizia con l’ottenimento della giusta istruzione ed esperienza pratica. Bisogna abbracciare con convinzione umana e civica l’importanza della diversità e della consapevolezza multiculturale. Qui risiede la vera scommessa. La vinceremo? Intanto iniziamolo questo percorso evitando di parlarne solamente e di crogiolarci in commissioni varie che talvolta, pur se nate con nobili intenti, non mutano di molto la situazione.

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