Promozione della lingua e della cultura italiane all’estero con personale formato in loco

di Lalla
ipsef

red – E’ la proposta dell’on. Marco Fedi (Pd) " l’inserimento nel curriculum locale apre nuove opportunità, risparmi per lo Stato e la necessità che si rispettino sempre più gli ordinamenti locali. Ecco che il personale formato in loco diventa non solo una scelta dettata dal risparmio ma anche un scelta saggia ed obbligata".

red – E’ la proposta dell’on. Marco Fedi (Pd) " l’inserimento nel curriculum locale apre nuove opportunità, risparmi per lo Stato e la necessità che si rispettino sempre più gli ordinamenti locali. Ecco che il personale formato in loco diventa non solo una scelta dettata dal risparmio ma anche un scelta saggia ed obbligata".

Comunicato dell’On. Fedi – Credo sia stato utile aprire il confronto nel Partito Democratico sui temi della promozione e diffusione di lingua e cultura italiane nel mondo – ha dichiarato l’On. Marco Fedi. Arriviamo in forte ritardo ad affrontare il tema della riforma di questo settore. I tagli drastici e drammatici imposti dal Governo Berlusconi, che ancora cerchiamo di contrastare con l’azione parlamentare tesa al recupero di risorse, anche con gli incontri che abbiamo chiesto al Governo, hanno comportato una nuova condizione: la condizione della sopravvivenza. 

Credo che i tempi siano maturi per una vera riforma che guardi agli interessi più generali del Paese. Non possono vincere gli interessi corporativi ed abbiamo il dovere di assumere in piano questa responsabilità anche dopo la spending review , che non va demonizzata o enfatizzata, ma che deve fornici gli strumenti di analisi della spesa dai quali programmare gli interventi e gettare le basi di una proposta di riforma che parta anche dal buon lavoro già svolto alla Camera. 

Credo sia utile ricordare che oggi è l’inserimento nel curriculum scolastico locale ad aprire nuove opportunità, anche con forti risparmi per lo Stato. Il personale formato in loco diventa non solo una scelta dettata dal risparmio ma anche un scelta saggia ed obbligata. Utilizzare queste opportunità non mette in discussione l’articolo 33 della Costituzione: al contrario, ne rende possibile la piena attuazione per gli italiani nel mondo. 

Ritengo che comunque l’esigenza fondamentale sia dotarsi di strumenti, anche normativi, tali da garantire la diversità degli interventi, attraverso il pieno riconoscimento e la valorizzazione della diversità delle singole realtà. Il Piano Paese che diventa anche piano di interventi articolato secondo le esigenze dei vari Paesi. 

La proposta di riforma, infine, deve appartenere alla nostra storia, rispondere alle nostre aspirazioni, fare riferimento alla esperienza politico culturale dei Comites e del CGIE e dei tanti soggetti che all’estero hanno costruito le opportunità di integrazione e diffusione di lingua e cultura italiane che esistono oggi e che rischiano di perdersi.

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