Prolungamento anno scolastico, ci aveva già pensato Azzolina: lezioni d’estate solo dove c’è bisogno

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Era stata già Lucia Azzolina a proporre alle Regioni una rimodulazione del calendario scolastico per favorire il recupero degli apprendimenti. L’idea di Draghi era stata già presa in considerazione e prevedeva, comunque, l’ultima parola ai singoli territori.

L’ipotesi lezioni anche d’estate che avrebbe esposto Mario Draghi nel corso delle consultazioni dell’8 febbraio ha certamente alimentato un grande dibattito sul tema: l’idea di allungare il calendario scolastico, però, non può certamente essere di paternità del premier incaricato: già la Ministra uscente Lucia Azzolina, aveva posto le basi per questo ragionamento.

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L’Ansa, infatti, ricorda come l’idea di prolungare il calendario, data la particolarità di questo e del passato anno scolastico, era già stata presa in considerazione: la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina a fine dicembre aveva proposto alle Regioni di prolungare le lezioni fino a giugno. L’idea in campo era di discutere del tema con i governatori che hanno la competenza sul calendario scolastico.

Quello che veniva comunque sottolineato da viale Trastevere, è che sarebbero poi state le Regioni, in raccordo col ministero dell’Istruzione, a capire, date anche le situazioni territoriali, chi doveva prolungare e dove.

Ecco perchè, come più volte ribadito, la ministra pentastellata aveva chiesto al Mef 250 milioni per i ristori formativi, per lezioni e recuperi da fare subito in particolare nelle zone dove è più forte la povertà educativa: “Uno degli errori più grandi che si fa è dire è più facile chiudere la scuola perché la scuola non ha bisogno di ristori. Se io chiudo un negozio, un negozio a fine serata sa bene cosa ha perso e questo è valutabile immediatamente. Con le scuole no. Allora sarò io adesso a chiedere i ristori, i ristori formativi perché io ho bisogno di fare immediatamente dei corsi di recupero per gli studenti che sono rimasti più indietro e che non solo gli studenti della scuola superiore, io ho anche bambini della scuola primaria che sono sì a scuola, ma ci sono territori in cui sono andati un po’ meno.”, ha detto Azzolina in una degli ultimi interventi televisivi.

Ad agosto è stato siglato un accordo con gli psicologi per 40 milioni per supporto psicologico e sportelli a favore dei giovani; altrettante risorse sono state cercate ed erogate in questi mesi sempre a questo fine.

L’attuale anno scolastico, si ricorda, è partito il 14 settembre 2020. Le Regioni hanno la facoltà di adottare le determinazioni di propria competenza in materia di calendario scolastico, ferma restando la necessità di effettuare almeno duecento giorni di lezione, secondo quanto stabilito dalla normativa. 

L’idea rimessa in circolo nelle ultime ore, non piace ai sindacati, che invitano a considerare con maggior rispetto il lavoro che gli insegnanti stanno svolgendo fino ad oggi con la DaD.

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Scettica anche la posizione dell’associazione nazionale presidi: “Si può prendere in considerazione tutto, ma per poterne discutere penso che si debba aspettare qualcosa di più strutturato e più organico a livello di proposte”, dice il Presidente Antonello Giannelli.

Dal mondo della politica, appare piuttosto soddisfatto il partito democratico: “Concordo assolutamente con l’idea dell’allungamento del calendario scolastico fino a giugno, è una delle priorità che noi avevamo posto in tempi passati perché ritenevamo che l’assenza e le difficoltà che i ragazzi hanno avuto potessero essere colmate in qualche modo con un allungamento dell’orario scolastico”, ha detto la deputata del Partito Democratico, Rosa Maria Di Giorgi.

Posizione enfatizzata anche da Matteo Orfini, della Commissione Cultura della Camera, e Francesco Verducci, vicepresidente della Commissione Cultura del Senato, che approvano l’idea di scuola di Mario Draghi: “Le parole del Presidente Mario Draghi che emergono dalle consultazioni prefigurano una rivoluzione per la scuola, finalmente messa al primo posto delle priorità dell’agenda di governo. È una rivoluzione necessaria, perchè da troppo tempo la scuola non è più motore dell’ascensore sociale”.

Secondo Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia, “allungare l’anno scolastico è una proposta d’impatto, ma non è una rivoluzione copernicana. Ma se ci sarà un governo efficace ed efficiente va bene. Noi comunque chiediamo che gli studenti tornino in classe e bisogna lavorare per farli tornare il prima possibile“. 

Mi fa piacere che il presidente del Consiglio designato Mario Draghi voglia rompere con qualche tabù. Serve aria fresca. Un momento straordinario richiede misure straordinarie“, ha commentato sulla proposta di Draghi il governatore altoatesino Arno Kompatscher. “Poi ovviamente si dovrà vedere come esattamente far recuperare ai ragazzi i giorni persi. È però un bene superare l’idea che non si può mai cambiare nulla“, ha aggiunto.

Bocciatura invece da CIDI, Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti: secondo il presidente Beppe Bagni, “una posizione del genere, assunta senza prima aver ascoltato la scuola, né le associazioni e i sindacali, ma forse solo Fondazione Agnelli e amici, è molto grave e foriera di conflitti di cui proprio non se ne vede il bisogno. Non si può continuare a seguire il senso comune che pensa che il problema sia quello del ‘recupero’ di ore di ‘lezione’”.

 

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