Progressione carriera, Anief: non c’è alcuna differenza tra servizio a tempo determinato e indeterminato

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Anief – Nessun dubbio per il Giudice del Lavoro di Matera sulla legittimità delle tesi patrocinate dai legali Anief a tutela di un docente precario che sin dal 2005, e con assoluta continuità, ha prestato servizio alle dipendenze del MIUR con contratti a termine e che rivendicava il suo suo giusto diritto a ottenere la medesima progressione stipendiale riconosciuta solo ai docenti di ruolo.

La posizione del docente a tempo indeterminato è quella di chi ha lavorato con continuità nella medesima mansione in forza di una pluralità di rapporti a termine, così come specificato in sentenza, risultano “pienamente comparabili” ed è palese che “una disparità di trattamento che riguardi le condizioni di impiego tra i lavoratori a tempo determinato e i lavoratori a tempo indeterminato non può essere giustificata mediante un criterio che, in modo generale e astratto, si riferisce alla durata stessa dell’impiego”.

Riconosciuta in sentenza, dunque, la violazione da parte del MIUR della normativa comunitaria che vieta qualsiasi discriminazione a discapito del lavoro a termine: ammettere, infatti, che “la mera natura temporanea di un rapporto di lavoro basti a giustificare una siffatta disparità priverebbe del loro contenuto gli scopi della direttiva 1999/70 e dell’accordo quadro”, evidenziando come “Invece di migliorare la qualità del lavoro a tempo determinato e di promuovere la parità di trattamento cui mirano sia la direttiva 1999/70 sia l’accordo quadro, il ricorso a un siffatto criterio equivarrebbe a rendere permanente il mantenimento di una situazione svantaggiosa per i lavoratori a tempo determinato”. MIUR “bacchettato” in tribunale, dunque, con il riconoscimento di una piena responsabilità a carico dell’Amministrazione, poiché “costituisce violazione del principio di non discriminazione, il mancato riconoscimento, ai fini retributivi, dell’anzianità maturata in forza di contratti a termine, per i lavoratori precari, che risultano perciò penalizzati sul piano del trattamento economico loro spettante”.

Ancora una volta il nostro sindacato ha saputo agire in giudizio a piena tutela dei diritti dei lavoratori della scuola, dunque, imponendo al Ministero dell’Istruzione il rispetto della normativa comunitaria e dei lavoratori a termine. Il presidio organizzato dall’Anief a Roma il prossimo 14 novembre in occasione dello sciopero nazionale proclamato per tutta la giornata è un’ulteriore azione promossa per restituire dignità ai precari e per richiedere a gran voce il rispetto dei loro diritti e la loro immediata stabilizzazione.

L’Anief ricorda che per ulteriori informazioni sullo sciopero si può scrivere a [email protected]

09 novembre 2016

Ufficio Stampa Anief
 

Versione stampabile
anief anief voglioinsegnare