Il programma di Monti per la scuola: incentivare dirigenti e docenti migliori

di
ipsef

red – Mario Monti, Primo Ministro uscente del governo "tecnico", ha pubblicato online il proprio un proprio programma elettorale al fine di raccogliere attorno ad esso una coalizione politica. Vediamo insieme cosa prevede per la scuola. Parola d’ordine: merito

red – Mario Monti, Primo Ministro uscente del governo "tecnico", ha pubblicato online il proprio un proprio programma elettorale al fine di raccogliere attorno ad esso una coalizione politica. Vediamo insieme cosa prevede per la scuola. Parola d’ordine: merito

L’istruzione è un settore strategico sia a livello di paese, che a livello individuale, eppure, afferma Monti: "l’Italia ha un elevato tasso di abbandono scolastico precoce, un livello di performance scolastica più basso rispetto alla media dei Paesi OCSE e un numero di laureati lontano dagli obiettivi fissati dall’Unione europea."
 

Quindi? Innanzitutto, afferma "serve rompere uno schema culturale per cui il valore dello studio e della ricerca e il significato della professione di insegnante sono stati mortificati. Gli insegnanti devono essere rimotivati e il loro contributo riconosciuto, investendo sulla qualità".
 

Come fare?

  1. puntare su autonomia e responsabilità
  2. rafforzare la valutazione incentratta su INVALSI e INDIRE, basata su performance oggettivi che tengano conto delle caratteristiche del bacino di utenza e i livelli di entrata degli studenti.
  3. inserire meccanismo di incentivazione dei dirigenti, basato sul rendimento della scuola
  4. inserire premi economici annuali agli insegnanti che raggiungono i migliori risultati

Altra questione cara a Monti è l’abbandono scolastico: "troppo alto", tuona. L’obiettivo è abbattere quel 18% attraverso misure mirate e nuovi investimenti nelle strutture scolastiche. "Occorre assicurare – afferma – a ogni adolescente che esce da un ciclo scolastico un servizio effciente di orientamento scolastico e professionale".

Ma attenzione, il tutto è subordinato ai dettami del debito pubblico. Prima bisogna ridurre il costo del debito, quindi si potranno creare nuovi spazi di investimento.

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