Il programma Giannini, dettato ai quotidiani: dal merito al reclutamento, dal liceo quadriennale al bonus maturità

di redazione
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red – Raccogliamo le affermazioni programmatiche del Ministro Giannini relativamente alla scuola. Si tratta di affermazioni rilasciate ai quotidiani, ma che hanno già suscitato dibattito e in alcuni casi dissenso.

red – Raccogliamo le affermazioni programmatiche del Ministro Giannini relativamente alla scuola. Si tratta di affermazioni rilasciate ai quotidiani, ma che hanno già suscitato dibattito e in alcuni casi dissenso.

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Storia dell’arte

"Sono assolutamente d’accordo”, ha detto il Ministro rispondendo ad un ascoltatore, "a non eliminare lo studio della Storia dell’arte". E ha raccontato un aneddoto legato alla sua visita presso la media Coletti di Treviso, dove un bambino avrebbe detto: "voglio studiare la Storia dell’Arte”, rispondendo ad una specifica richiesta del Premier.

Testi Invalsi e valutazione delle scuole

"Andranno perfezionati ma non rifiutati", ha dichiarato appena insediata. Ruolo centrale avranno, nel disegno del Ministro, nella valutazione delle scuole, come, tra l’altro, già previsto dal sistema di valutazione dell’ex Ministro Profumo. Ha, infatti, dichiarato: "La strada segnata è stata introdotta di recente ed è molto discussa".

Bonus maturità

Le sue esternazioni a ruota libera sui quotidiani hanno già allarmato alcuni settori, sicuramente gli studenti che giorno 7 marzo saranno in piazza contro la paventata reintroduzione del "Bonus maturità" da parte del Ministro. Reintroduzione che non è andata a genio neppure alla Lega Nord, che così ha commentato: "Giannini si espone senza conoscere criticità bonus maturità e numero chiuso".

Diritto allo studio

Centrali i finanziamenti alle borse di studio per garantire il diritto allo studio. Come per i prof, la parola d’ordine è "meritocrazia" che deve essere legata alla disponibilità finanziaria per accedere alle borse.

Scatti stipendiali

Hanno lasciato con l’amaro in bocca le dichiarazioni rilasciate ad alcuni quotidiano circa la volontà del Ministro di incentivare il "merito", ma a discapito degli scatti di anzianità: promettendo più soldi a chi si impegna, chi si aggiorna, chi studia, ma rivedendo il sistema della progressione legata all’anzianità di servizio.

Idea che ha allarmato, per l’insidia di togliere ai docenti quel poco di aumento stipendiale legato all’anzianità, la maggior parte dei sindacati, non ultimi gli Unicobas che hanno indetto sino al 22 Marzo lo sciopero per l’astensione dalle attività aggiuntive e dai progetti, la sospensione dagli incarichi, nonché delle sostituzioni e dalle funzioni strumentali.

Un sistema "meritocratico" ancora dai contorni indefiniti, ma che fa trasparire anche delle potenziali ingiustizie: qualcuno, ad esempio, si è chiesto se in tale sistema rientreranno anche i docenti precari, o ne saranno esclusi, come sono esclusi dall’aumento stipendiale legato all’anzianità (sebbene i tribunali dicano altro)

"Sarebbe – ha affermato ieri a Radio 1 -un bel passo equiparare gli stipendi degli insegnanti italiani a quelli medi europei. La sfida vera è pensare e praticare contratti che considerino gli insegnanti una figura fondamentale nella società e non solo nella scuola". "Serve – ha continuato – la revisione di un contratto mortificante, non solo perchè è pagato poco, ma anche perchè non ha meccanismi premiali, che valorizzino quella larga fascia di docenti che si impegnano e si aggiornano".

Costituente

Il Ministro si dice scettico sulla validità della costituente lanciata dall’ex Ministro Carrozza come strumento per raccogliere idee provenienti dai diretti interessati. Il tutto mentre il primo Ministro Renzi chiedeva al Senato se i parlamentari avessero mai parlato con il mondo della scuola e poco prima che lo stesso Renzi lanciasse "la costituente dei bambini", invitando gli alunni delle medie a scrivere a [email protected] per dire cosa non va nella propria scuola.

Riforma cicli scolastici

La Giannini ha anche parlato di necessità di riformare i cicli scolastici, partendo proprio dalla scuola media che viene vista come il buco nero dell’istruzione.

Sui licei quadriennali afferma di non avere nulla di "pregiudizialmente in contrario", ma è un argomento che va approfondito. ”Il modello dei quattro anni viene adottato anche in altri paesi e non ho nulla di pregiudizialmente in contrario"

Finanziamenti

Sicura dell’appoggio da parte del Ministro dell’economia Padoan, si è detta sicura sull’attenzione finanziaria da parte del Governo. E promette, inoltre, una maggiore attenzione per le scuole non statali. "I soldi – ha affermato – sono necessari per la scuola pubblica e quella paritetica, che non lascerò indietro"

Reclutamento

Altro ambito che ha suscitato forti polemiche da parte dei docenti, soprattutto precari, è quello relativo alla riforma del sistema di reclutamento. Il Ministro ha parlato chiaramente della necessità, a sua opinione, di trasformare le scuole in attori nella scelta del proprio personale. Libertà da legare ad  un sistema di valutazione che giudichi l’operato delle scuole al fine di incentivarle a scegliere i migliori.

Al fine di comprendere l’orientamento dei diretti interessati, abbiamo lanciato un sondaggio, tramite la nostra pagina FaceBook, sul sistema di reclutamento che garantisce la migliore trasparenza. Il risultato ha visto il 67% dei partecipanti votare per una assunzione da Graduatoria alla quale si accede dopo il selettivo conseguimento di una abilitazione e si viene assunti a scorrimento sulla base del punteggio di abilitazione e del conseguimento di titoli.

Al secondo posto il concorso nazionale triennale, con il 16%.

Pochi i voti a favore di una chiamata diretta da parte del Dirigente scolastico o il coinvolgimento delle scuole nei processi di selezione dei docenti.

Parallelamente il Ministro, su Skuola.net, affermava lo stop ai concorsoni e la loro sostituzione con "tirocini formativi "nell’ottica – ha affermato – anche di un ringiovanimento del personale docente".

Il nostro sondaggio

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