Progetto Sport di classe, dubbi su retribuzione docenti

di redazione
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di Fulvio Zecchinello – Edumoto ospita sovente i commenti dei colleghi Bruno Mantovani e Silvano Mombelli  che si occupano di analizzare il sistema dello sport scolastico e dell’educazione fisica; sono tematiche oggettivamente problematiche poiché da troppo tempo vengono mescolate le competenze di Enti diversi con modalità difficili a capirsi anche dagli stessi docenti di educazione fisica.

Sull’ultima iniziativa di Sport e Salute S.p.A.

Con nomi diversi l’attuale progetto “sport di classe” esiste fino dalla metà degli anni 2000 ed ha utilizzato come modalità di pagamento per gli insegnanti precari la cosiddetta Legge Pescante grazie alla quale si consente di retribuire il personale come se si stesse occupando di attività sportiva federale. Prioritariamente la collaborazione deve avvenire nelle classi quarte e quinte, allargate a tutti in presenza di fondi.

Per analogia con quel sistema retributivo nel tempo anche moltissime Regioni hanno contribuito a fornire personale in compresenza delegando al Coni le incombenze economiche.

L’insegnante precario viene quindi retribuito con € 15 orari onnicomprensivi.

Si è arrivati quindi alla contrattualizzazione di 4000 precari da parte del Comitato Olimpico ai quali vanno aggiunti i docenti utilizzati nelle varie periferie.

Oltre alle due forme di finanziamento Coni Miur (oggi la somma è fornita da Sport e Salute S.p.A.) e Regioni si è aggiunta poi, in otto regioni del Sud, la sovvenzione consentita dai progetti europei.

Si tratta di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia il cui progetti prevedono una particolare impegno per le prime tre classi del ciclo di studi.

Il docente viene retribuito con € 30 orari, come previsto dai PON.

Per sport di classe il meccanismo è, in sintesi il seguente i docenti fanno domanda sul sito dedicato: www.progettosportdiclasse.it e localmente, sotto la responsabilità del Direttore Scolastico Regionale vengono emanate le graduatorie.

Le modalità di nomina sono essenzialmente simili anche per le contribuzioni regionali così come le modalità di pagamento alle quali avvengono in larghissima misura il Comitato Olimpico.

Poiché questo sistema di pagamento non veniva considerato trasparente al massimo la Regione Toscana ha stabilito che con la propria contribuzione i docenti vengano retribuiti, attraverso una Scuola Polo, e con ritenuta d’acconto, per un importo di € 21 lordo stato.

Infatti la Toscana ha ritenuto di non considerare qualificante un sistema che paragonava i docenti a presunti allenatori ritenendo così di salvaguardare con la propria formula di pagamento anche la professionalità dei docenti.

Il sistema della retribuzione attraverso il Comitato, spesso criticato per la serie di passaggi obbligati, si è abbastanza consolidato nel tempo, ma le novità prodotte dalla Legge di riordino dello Sport con la creazione di Sport e Salute S.p.A. impedisce nei fatti la continuazione del meccanismo.
Infatti i Comitati Regionali Olimpici avendo esclusivamente compiti di rappresentanza non possono più provvedere al pagamento di quanto affidato loro da Regioni e Comuni.

Pertanto la soluzione immaginata da Sport e Salute S.p.A. è stata di mescolare l’ormai storica attività per le scuole elementari “sport di classe” con una iniziativa denominata “classi aperte” che coinvolge varie Federazioni Sportive.

Il risultato è che i contratti, volendo sempre sfruttare la Legge Pescante, saranno fatti dalle Federazioni che si divideranno per questa incombenza il territorio nazionale.

Questo aspetto, certamente nuovo, crea parecchie perplessità e più precisamente:
• mentre il Coni, pur con i dubbi già espressi, rappresenta di fatto l’organizzazione sportiva nazionale sul territorio, il pagamento da parte di una singola Federazione significa che i Tutor dovranno essere tesserati, oggi o domani, per quella Federazione creando così i presupposti per pagamenti che ci limitiamo definire come problematici;
• ogni Tutor oltre a seguire la formazione standard prevista dall’accordo Coni Miur dovrà anche seguire un non meglio condiviso modulo con le Federazioni Sportive Nazionali al fine di somministrare ad ogni classe quattro lezioni specifiche della disciplina;
• immaginare di trasmettere “know-how” per proseguire l’attività con formazione raffazzonata è risibile o velleitario. (http://www.scuoleaperteallosport.it/home/il-progetto.html).

È chiaro che si tratta dell’escamotage per unire due progetti; va detto che “classi aperte” nell’ultima edizione non è riuscita a decollare, perché sono pochi i docenti di educazione fisica che abbiano anche tessere federali, e di conseguenza si rischia il disordine assoluto sia per le singole classi sia per i colleghi precari.

Sulla base delle nostre informazioni riteniamo che il progetto sia in continuità con quanto il Coni ha sviluppato in queste stagioni, visto anche che i fondi sono stati stanziati da Sport e Salute S.p.A.

Indubbiamente anche volendo semplificare al massimo qualunque spiegazione ci si trova davanti ad una organizzazione contorta e sarebbe stato certamente meglio:
• affidare ad una singola Federazione, magari dopo un bando pubblico, l’intero servizio di pagamento, quantomeno volendo mantenere l’esenzione fiscale previsto dalla Legge Pescante;
• seguire il metodo della regione Toscana, affidando ad una Scuola Polo per Regione le varie incombenze ed evitando così percorsi tortuosi.

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