Progetti di Alternanza Scuola-Lavoro e cultura, perché le migliori opportunità di lavoro verranno dall’industria culturale italiana

di redazione

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Lo scorso fine settimana 255 mila persone hanno visitato le bellezze del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale italiano in occasione delle Giornate FAI d’Autunno. Come di consueto, i volontari e le volontarie del FAI Fondo Ambiente Italiano, in primavera e in autunno, offrono la possibilità di scoprire oltre 700 luoghi del Bel Paese poco conosciuti o inaccessibili durante il resto dell’anno. Un patrimonio diffuso da Sud a Nord, fatto di palazzi, castelli, aree archeologiche, musei, siti termali.

Ve ne parliamo perché attraverso questa e altre iniziative, dal 1996 il FAI ha attivato il progetto “Apprendisti Ciceroni”, con lo scopo di avvicinare ragazzi e ragazze delle scuole al patrimonio di arte e natura italiano. In poco più di 20 anni ben 40.000 studenti i delle scuole medie e superiori hanno partecipato a questa esperienza formativa. In effetti, per la scuola secondaria di II grado, la partecipazione ad “Apprendisti Ciceroni” non solo fa acquisire crediti scolastici, ma può anche essere riconosciuta come attività di Alternanza Scuola Lavoro. Diventa così un’esperienza professionalizzante in un settore, quello culturale, che rappresenta uno dei più importanti lavori del futuro.

Il patrimonio culturale italiano è il nostro petrolio, uno dei principali fattori produttivi che rafforzano la qualità e la competitività dell’economia nel nostro Paese. Questo settore contribuisce al 6% del PIL (89,9 miliardi di euro) con circa 1,5 milioni di occupati in aziende private, enti pubblici e organizzazioni non profit, Musei, gallerie, parchi, beni culturali, festival, iniziative letterarie e cinema sono le realtà tradizionalmente forti, ma vanno aggiunti quei nuovi lavori dell’industria creativa come design, architettura, comunicazione e marketing territoriale. Qui tutti i dati del VII rapporto sul Sistema Produttivo Culturale e Creativo italiano.

Uno stock di circa 415 mila imprese che producono il 6,8% del PIL in cui spiccano due settori trainanti:

    • la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale (2,9 miliardi di euro di valore aggiunto)
    • le performing art (legate alla produzione di beni e servizi culturali non riproducibili (spettacoli dal vivo, arti visive) (7,2 miliardi di euro).

Orientare gli studenti verso il Sistema Produttivo Culturale e Creativo italiano è dunque molto importante, così come promuovere esperienze dirette di alternanza scuola lavoro nel patrimonio culturale. Il settore chiede professionalità sempre più qualificate e specialistiche (dal 2011 al 2016 il numero di laureati nel settore è aumentato dal 33% al 41%).

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