Profumo come Alberto Sordi: scuole a distanza per bambini non urbanizzati

Di Lalla
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La Scuola Iblea – Ricordate quel film di Alberto Sordi, in cui il comico nazionale era un emigrato in Australia (Bello, onesto, immigrato… )? In quel film, ad un certo punto, si vide una classe a distanza, tipica del continente australiano, in cui pochissimi bambini seguono alla radio la maestra, interagendo con un grosso microfono. Ebbene, quel modello è fatto proprio ora dal Decreto sviluppo, varato dal consiglio dei ministri tecnici il 4 ottobre 2012 (si veda l’estratto che riportiamo in coda a questo articolo).

La Scuola Iblea – Ricordate quel film di Alberto Sordi, in cui il comico nazionale era un emigrato in Australia (Bello, onesto, immigrato… )? In quel film, ad un certo punto, si vide una classe a distanza, tipica del continente australiano, in cui pochissimi bambini seguono alla radio la maestra, interagendo con un grosso microfono. Ebbene, quel modello è fatto proprio ora dal Decreto sviluppo, varato dal consiglio dei ministri tecnici il 4 ottobre 2012 (si veda l’estratto che riportiamo in coda a questo articolo).

Al posto della radio ci sarà il computer, forse la LIM, ma la sostanza non cambia: se in un paesino montano o in un’isola ci sono meno di 15 alunni di primaria, si potrà evitare di fare una pluriclasse e l’ente locale, dietro accordo con il MIUR, potrà connettere online gli studenti con classi a distanza di riferimento. Il bello è che scompaiono gli insegnanti! Un tutor seguirà i ragazzi; locali e pulizia degli stessi, nonché custodia e vigilanza degli alunni saranno a carico dell’ente. Queste scuolette di serie B, per bambini di serie B, si chiamano, pomposamente, “centri scolastici digitali”. Ci sarebbe da ridere, se la cosa non fosse davvero tragica!

Ora, non vogliamo certo né sminuire l’eccellenza accademica del nostro governo e del nostro ministro dell’istruzione, né vogliamo ridurre a poche battute l’analisi dell’ampia manovra di rinnovamento prevista dal decreto sviluppo di prossima pubblicazione sulla G.U. – ma dovrà essere anche approvata in Parlamento, dove ci auguriamo intervenga sul punto da noi indicato qualche individuo che sappia veramente di scuola e bambini… Qui vogliamo solo analizzare, entrando nello specifico, quegli interventi che interessano settori nei quali, immodestamente, crediamo di avere una qualche competenza. E vogliamo anche fare quello che, purtroppo, molti giornali hanno smesso di fare: andare oltre le veline degli uffici stampa.

Ci sorprende, quindi, e ci terrorizza al tempo stesso, la faciloneria, condita con ricca retorica digitale, con cui si affrontano i problemi dei bambini e delle comunità montane o isolane, nonché la reinterpretazione del diritto costituzionale stesso di ogni bambino ad avere insegnanti, ambienti di socializzazione e crescita armonica. Chi si occuperà realmente (e non parliamo della “semplice” vigilanza) di quei bambini che verranno messi davanti alla LIM in collegamento con maestra e compagni virtuali a distanza? Il tutor! – ci dice il nostro illuminato governo. Ma che figura è questa? in quale contratto è prevista? E si pensa che possa bastare un impiegato comunale o un improvvisato tutor per assicurare un surrogato di scuola a quei bambini che hanno la “sventura” di non essere urbanizzati?

Davvero siamo tornati ai tempi di don Milani e di Barbiana! Solo che qui, con acume accademico e sguardo digital-utopico, il nostro Profumo elimina ogni complicazione pedagogica donmilanesca e passa direttamente al microfono di Sordi. Parafrasando Leopardi, si potrebbe concludere che queste, in realtà, al di là di tutto il fumo, sono le vere “magnifiche sorti e progressive” della scuola italiana ai tempi dei Tecnici Accademici.

Eppure la notizia sembra passata nell’assoluta indifferenza. Ne aveva parlato TuttoScuola , aprendo incredibilmente alla proposta zero-pedagogia del ministro e andando contro alle sacrosante dimostrazioni di Pantaleo della FLC-CGIL  . A Pantaleo ha pure replicato indirettamente un lunare comunicato dell’ ufficio stampa del MIUR , che notava come non si fosse compresa la portata innovativa digitale della faccenda; anzi si citava come caso esemplare la scuola di Marettimo, che secondo il MIUR “ormai da sei anni funziona con ottimi risultati con la presenza, oltre che delle lavagne e dei computer, di insegnanti tutor che sostengono il lavoro degli studenti”. Ovviamente però si tace sullo stato allucinante in cui si trova l’unica maestra presente, che deve dividersi tra 4 classi (la prima, quest’anno, non si è nemmeno formata), come riportato da Repubblica ed. Palermo del 29/09/2012; e si tace pure sulle civili ma ferme proteste degli isolani ( Comitato Isola di Marettimo ), che a gran voce ma inutilmente chiedono l’approvazione di uno specifico DDL fermo alle camere , per veder riconosciuto finalmente il diritto dei bambini isolani ad una scuola “normale”.

Ecco. Crediamo di aver dato al nostro lettore tutti i riferimenti per farsi una precisa opinione sull’argomento, andando oltre quella che in Sicilia chiamiamo “schiumazza” (la retorica delle dichiarazioni governative) e scendendo nel cuore della questione. Invitiamo tutti a seguire i nostri link ed approfondire individualmente la faccenda: abituiamoci tutti quanti a sfruttare il bello di Internet, che ci consente di andare oltre i titoli dei giornali e scoprire lo spessore reale di taluni problemi.

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Estratto dall’art. 11 del decreto sviluppo  4/10/2012 :

[….]3. All’articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti commi:

“1-bis. Nei casi di cui al comma 1, le regioni e gli enti locali interessati possono stipulare convenzioni con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per favorire l’offerta formativa in situazioni particolarmente svantaggiate, attraverso modalità di gestione della didattica anche mediante utilizzo di nuove tecnologie al fine di migliorare la qualità dei servizi agli studenti e di garantire una maggiore socializzazione delle comunità di scuole.
1-ter. Gli alunni interessati sono collegati in rete alle classi assegnate, di cui fanno parte a tutti gli effetti.
1-quater. Le attività didattiche sono gestite in modalità e-learning sotto la vigilanza di un tutor nominato dall’istituzione scolastica di riferimento nell’ambito della dotazione organica assegnata alla medesima.
1-quinquies. I locali sono forniti e mantenuti dall’ente a ciò obbligato dalla legge 11 gennaio 1996, n. 23, che provvede altresì alle altre spese previste dall’articolo 3 della medesima legge nonché alla pulizia e sorveglianza dei locali medesimi e alla vigilanza a favore degli alunni.
1-sexies. La convenzione di cui al comma 1-bis regola l’acquisizione e il mantenimento della necessaria strumentazione informatica e telematica.
1-septies. Le convenzioni di cui al presente articolo sono stipulate nell’ambito delle risorse finanziarie ordinariamente disponibili a legislazione vigente.”.

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