Profumo avanti tutta, più ore di lavoro e più stipendio per chi lo vorrà, e più part-time. I tagli? Non sono così tanti. 2013 “Stati generali”

di
ipsef

red – Saranno questi i punti che il Governo metterà sul piatto della trattativa con i sindacati per il rinnovo del contratto 2014. Una scuola più aperta che necessita di orari più flessibili. Inizio 2013 Profumo convocherà una conferenza nazionale.

red – Saranno questi i punti che il Governo metterà sul piatto della trattativa con i sindacati per il rinnovo del contratto 2014. Una scuola più aperta che necessita di orari più flessibili. Inizio 2013 Profumo convocherà una conferenza nazionale.

In una intervista al quotidiano "Il Messaggero", il Ministro Profumo aggiunge qualche piccolo tassello alle indiscrezioni sull’aumento delle ore lavorative degli insegnanti. Una prassi ormai consolidata che partendo da una indiscrezione (vedasi caso del concorso a cattedra), si snocciolano attraverso la stampa particolari che delineano meglio lo scenario. E il quotidiano "Il Messaggero" rappresenta, sempre, una tappa importante. Una chiara strategia comunicativa.

Torniamo a noi. Il Ministro ha, innanzitutto, parlato del ruolo dei docenti e della necessità di rivalutare il ruolo dell’insegnante. La prola d’ordine è agganciare la scuola italiana e gli stipendi dei docenti all’europa.

Una scuola europea, per il Ministro, significa una scuola aperta, flessibile negli orari di lavoro che comporterà la necessità di una maggiore flessibilità dell’orario degli insegnanti. sul piatto delle trattative per il rinnovo del contratto, il Governo proporrà un orario dei docenti più flessibile. " Nel patto della scuola che andremo a stipulare – dichiara Profumo al quotidiano "Il Messaggero" – dovremo avere maggiore flessibilità, e prevedere ad esempio i part time. O l’opposto: lavorare di più, per chi lo voglia fare". Per il Ministro, bisogna dare "la possibilità agli insegnanti di adattare i tempi di lavoro con quelli della vita: ora lavoro di più perché sto in una fase familiare in cui lo posso e lo voglio fare, ora lavoro di meno perché ho figli piccoli o altre necessità".

Una "carriera" che si legherà, dunque, alla quantità di ore lavorative. In Europa, dice il Ministro, i docenti guadagnano di più "perché svolgono a scuola anche molte attività non tradizionali".

Quindi: prima la legge, con l’articolo della finanziaria che prevede un aumento delle 24 ore, e poi contrattiamo la retribuzione? Sembra essere questo il percorso che si sta delineando.

E il dialogo con i sindacati avverrà ad inizio 2013 con la convocazione di una "conferenza nazionale", una sorta di "stati generali della scuola" che sarà occasione di confronto su molti temi che riguardano la scuola: dall’edilizia, al ruolo dell’insegnante (compreso l’aumento lavorativo a 24 ore).

Per quanto riguarda l’entità dei tagli, Profumo sottolinea che alla scuola è stato chiesto un taglio dello 0,5% del totale, pari a 182 milioni su un bilancio che si aggira intorno ai 36 miliardi. "Non mi sembra affatto un salasso", ha concluso.

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