Professione Insegnante aderisce allo sciopero del 23 febbraio. Se non ora quando?

di redazione
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inviato da Libero Tassella – L’associazione Professione Insegnante aderisce allo sciopero della Scuola del giorno 23 febbraio 2018 e invita i docenti italiani, umiliati dal contratto appena firmato, ad aderire allo sciopero.

Si invitano altresì gli insegnanti a dimettersi da ogni incarico, anche elettivo, e a sospendere tutte le attività aggiuntive; a rendersi indisponibili ad ogni attività di cordinamento, di tutoraggio e di accompagnamento di alunni fino alla fine dell’ anno scolastico.

Professione Insegnante chiama i docenti allo sciopero e alle dimissioni e alle astensioni sulla seguente piattaforma.

1) Protesta per un rinnovo contrattuale che comprime ancor più le retribuzioni del docente, e che prevede il mancato recupero di quanto le retribuzioni hanno perduto in termini di potere d’acquisto nel fermo del contratto per 9 anni e del blocco delle carriere nell’anno 2013.

2) Protesta contro un contratto che conferma tutti gli istituti della legge 107/2015 e che discrimina normativamente i docenti precari ( assenze e permessi).

3) Protesta contro un contratto che non affronta i problemi legati alla sicurezza e alla salute del docente.

4) Richiesta di apertura del contratto nel gennaio del 2019 con risorse da trovare nel bilancio dello Stato per finanziare una nuova stagione di retribuzioni che veda l’allineamento delle nostre retribuzioni con quelle degli insegnanti di Inghilterra, Francia e Germania.

5) Per l’abrogazione degli istituti della 107/ 2015, come i meccanismi premiali, la chiamata diretta, gli ambiti territoriali, i poteri discrezionali dati al DS.

6) Per una centralità della scuola come comunità educante dove si rivaluti la collegialità delle decisioni e la trasparenza dei comportamenti.

7) Per maggiori investimenti su personale (stabilizzazione del precariato) sicurezza delle scuole, sicurezza e salute dei lavoratori e contenimento del numero degli alunni per classe.

8) Per una scuola delle conoscenze e non delle competenze che si basi sulle conoscenze critiche e non sull’addestramento.

Per tutto questo chiamiamo la categoria alla mobitazione, allo sciopero e alla lotta.
Invitiamo i sindacati non firmatari del Contratto, lo Snals – Confsal e la Fgu a dare un senso politico alla loro non firma del contratto e ad aderire allo sciopero del 23 febbraio.

Il consiglio direttivo di Professione Insegnante

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