Professione docente è usurante, non riconoscerlo è un “crimine” sociale. Sentenza

di Avv. Marco Barone

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Come è stato scritto in tutte le lingue per il personale dell’infanzia rientrano nella categoria dei lavori gravosi e non in quella del lavoro usurante, mentre tutto il resto della categoria è escluso sia dall’una che dall’altra fattispecie. Il personale scolastico svolge un lavoro usurante, che logora a livello psicofisico.

Quali i lavori usuranti

Il Tribunale Civile di Roma – sentenza n. 1760 del 2.2.2005 affrontava un caso inerente ad un contenzioso previdenziale sui lavori usuranti. Nel contesto della sentenza richiamava alcuni principi normativi importanti. “ Il d.lvo n. 374/93 prevede una definizione di carattere generale dei c.d. lavori usuranti nonche’ una elencazione non esaustiva dei lavori cui viene intrinsecamente riconosciuto il carattere di particolare usura. L’art. 1, comma 1del citato decreto recita – sono considerati lavori particolarmente usuranti quelli per il cui svolgimento e’ richiesto un impegno psico-fisico particolarmente intenso e continuativo, condizionato da fattori che non possono essere prevenuti con misure idonee.

Da tale definizione emerge che criteri per la identificazione dei lavori c.d. usuranti sono: a) un impegno psicofisico particolarmente intenso, la continuativita’ e il condizionamento di fattori che non possono essere prevenuti con misure idonee. L’art. 1, comma 2, rinvia ad una tabella allegata (la tabella a), ai fini della individuazione delle attivita’ particolarmente usuranti di cui al comma 1. In tale tabella sono contemplate le lavorazioni che di per se’ hanno carattere particolarmente usurante e per le quali sussistono, secondo la valutazione preventiva del legislatore, le caratteristiche di cui al comma 1, salva, in ogni caso, la continuita’ comunque richiesta dall’art. 2, comma 2”(….) Il decreto del Ministero del Lavoro del 19.5.1999 e’ intervenuto in ordine alla discplina delle mansioni particolarmente usuranti, previste dalla legge n. 335/95, indicando, all’art. 1, i criteri per la individuazione di tali mansioni, richiamando quelli previsti dalla legge n. 335/1995.” L’evoluzione normativa è continuata poi ad esempio con il DLGS  21 aprile 2011, n. 67 Accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, a norma dell’articolo 1 della legge 4 novembre 2010, n. 183.

Il servizio docente è usurante

Una sentenza del Consiglio di stato,Sez. VI Sent., 08/07/2010, n. 4448, ad esempio, riconosce quanto segue:

“Il servizio docente prestato all’estero – in considerazione del carattere più usurante del medesimo (per presumibili maggiori disagi, fisici e psichici, riconducibili ad un’attività di lavoro svolta al di fuori del territorio nazionale) – implica un mutamento dell’anzianità giuridica ed economica, utile ai fini della progressione di carriera e non suscettibile di abbattimento nel sistema di progressione retributiva orizzontale per scatti di stipendio, né in sede di passaggio alla classe stipendiale superiore (Conferma della sentenza del T.a.r. Lazio – Roma, sez. III bis, n. 12476/2007). “

Dunque si parla del carattere usurante della professione docente, anche se per una ragione ben specifica correlata all’inquadramento economico che doveva essere riconosciuto al docente in questione.  Insomma, non ci sono ragioni, se non politiche, che non debbano portare al riconoscimento della professione docente, come lavoro usurante. Perché ciò non avviene? Probabilmente perché si andrebbe forse incontro ad una quantità di pensionamenti eccessivi? Per ragioni di cassa? E per ragioni di cassa, chi paga, intanto, con la propria salute, sono i docenti, in un Paese dove si continua a sperperare danaro, dove si continua ad investire poco nel settore dell’Istruzione. Insomma, il mancato riconoscimento del carattere usurante della professione docente è una sorta di “crimine” sociale che si sta compiendo ai danni di migliaia di lavoratori, che poi sono prevalentemente donne, tra l’altro. A proposito della condizione di tutela del lavoro femminile nella scuola.

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