Prof poetessa licenziata: temo che il problema sia la mia transessualità

Giovanna Cristina Vivinetto, professoressa e poetessa licenziata in tronco dalla scuola paritaria presso cui prestava servizio. Su Facebook il suo lungo sfogo.

La professione del docente è una tra le più belle e socialmente importanti. Dalle nostre mani dipende il destino di tante persone. Perciò abbiamo la responsabilità di un futuro che riguarda tutti. E del docente devono essere valutate le competenze e la capacità di fare e trasmettere. Nient’altro. La mia storia personale non ha nulla a che vedere con quello che so fare. La mia storia personale non può e non deve essere motivo di licenziamento” scrive la giovane professoressa.

Ieri in un altro post ha spiegato il suo licenziamento dicendo che l’istituto in cui lavorava ha dato spiegazioni “confuse, nebulose e, in sostanza, poco credibili”. “Mi hanno dato altre motivazioni ufficiali: che sono indietro con il programma, che spiego troppo velocemente, che quando parlo sono confusa e insicura, che non mi faccio rispettare dai ragazzi, che sono ‘troppo poeta’ per fare l’insegnante. Però finora nessuno mi aveva chiesto di cambiare il mio modo di far lezione, e i ragazzi mi hanno sempre mostrato apprezzamento ed entusiasmo – spiega Cristina su Facebook – Probabilmente c’entra il fatto che io sia una donna transessuale, e questo sarebbe già molto più triste e ingiusto. E non voglio pensarci“. La scuola però reputa valido il licenziamento, ma non sono state rese note le motivazioni.

A raccontare la sua storia è stato anche il Corriere della Sera.

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