Prof multitasking…. Lettera

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Daniela Cigni prof.ssa di Lettere Istituto Secondaria Superiore –  Nei miei ricordi di alunna gli insegnanti erano veramente molto lontani da noi, imperscrutabili, inconoscibili e alle volte i loro giudizi venivano calati dall’ alto -come un ipse dixit- . “ chi non capisce adesso capirà a settembre” tuonò una mia prof.ssa al liceo….. Uscita da questo girone infernale , nonostante il “ Tanto fare l’ insegnante oggi è impossibile “ di un’ altra mia docente ho deciso di essere un’ insegnante diversa, di ascoltare i miei alunni, di capire le motivazioni dei loro insuccessi o successi….

Ma questo è preistoria, effettivamente oramai sono quasi vent’anni che faccio l’insegnante e mi rendo conto che, adesso più che mai, il concetto di docente è completamente diverso da quello che era quando io ho iniziato a lavorare .

Il docente non è un mero impartitore di nozioni, ma è chiamato a svolgere un compito ben più gravoso : accompagnare i suoi alunni in un processo di crescita, guidarli nella formazione personale, nello sviluppo di competenze spendibili nella vita vera e non solo tra i banchi di scuola. Il problema impellente , che ci troviamo ad affrontare, è quello di creare un percorso didattico suscettibile di modifiche e adattamenti in itinere che sia soprattutto condiviso e che riveda il concetto di insegnamento e la genesi della valutazione. Il docente deve inevitabilmente formarsi non tanto sui contenuti disciplinari, quanto su aspetti metodologici. Deve essere in grado di venire incontro ai vari stili di apprendimento e, qualora si palesino difficoltà oggettive dovute a disturbi dell’ apprendimento riconosciuti e non, mettere in atto strategie didattiche adatte individualizzando i percorsi . Non dovrebbe tralasciare inoltre l’ aspetto psicologico ed emotivo degli allievi …..

Gli insegnanti devono essere dei tutto fare , sapersi destreggiare in ogni situazione e persino difendersi da eventuali ricorsi …

I docenti da sempre sono abituati a mettersi in gioco,ma soprattutto negli ultimi due anni scolastici hanno dovuto sostenere la scuola affidandosi spesso alle proprie forze e al personale spirito di iniziativa. Lo schema di lavoro , ancora comune nell’ immaginario collettivo, del docente dietro la cattedra lontano milioni di anni luce dai suoi alunni è quindi un ricordo lontano per molti di noi .

Quest’ultimo periodo è stato difficile , ma ci siamo spesso uniti non solo per trovare soluzioni, escogitare percorsi e coinvolgere i nostri alunni, ma anche per aiutarci, supportarci, consigliarci , confrontarci e confortarci ….

Tuttavia la gestione dell’ emergenza didattica o , se vogliamo , della didattica in situazione di emergenza, ha gravato sulle nostre spalle.

Personalmente ho cercato di instaurare un rapporto di fiducia e di tenere vivi sempre i contatti con i miei alunni.

Che fare? Mi sono detta… sfruttare quello che si ha …… per esempio proporre attività su lavagne on Line dove farli lavorare in remoto insieme durante una lezione in dad ….

Oppure ,scenario tipo di una classe al 50% in dad e 50% in presenza , interrogare contemporaneamente un allievo collegato da casa e uno in presenza …. assegnare compiti on Line e in presenza alternando , ma valutando tutti e dando chances di recupero sempre .

Insomma ho dato fiducia ..e “capita” che il ragazzino a casa non cerca sotterfugi , ma se non sa lo dichiara …e senza rendertene conto tu docente valorizzi gli sforzi di chi ha studiato davvero e incentivi gli altri ad essere onesti ….. Certo un’ esperienza da tenere a mente ……

Fondamentale, oltre all’ iniziativa personale, è però un intervento dall’ alto .

Sarebbe infatti opportuna una revisione delle strutture scolastiche, delle aule, intese come spazi educativi dotati di attrezzature adeguate e al passo con i tempi e non dei luoghi dove mettere il numero massimo di allievi …

La Scuola oltre a promuovere l’ aggiornamento dei docenti, dovrebbe incentivarli e soprattutto valorizzarli fornendo i giusti riconoscimenti.

La Scuola e i docenti dovrebbero essere ritenuti beni primari !!!!

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