Procedure kafkiane nell’assegnazione del ruolo per inglese – Lombardia. Lettera

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In questi giorni in cui si legge di colleghi beffati da un concorso che alla fine dei giochi porta a vincere 0 posti, vorrei portare alla luce anche la situazione a dir poco paradossale in cui versiamo noi vincitori di concorso per inglese in Lombardia.

Anzitutto i risultati: la graduatoria dei vincitori viene pubblicata mercoledì sera senza grandi clamori, se non quelli suscitati da chi subito se rende conto di una serie di errori; non solo quelli nel conteggio del punteggio titoli (abilitati PAS che hanno 5 punti per abilitazione selettiva, candidati che hanno ricevuto due punti laurea dichiarata per disattenzione come seconda laurea, altri a cui hanno dato punti per sevizio a tempo indeterminato ecc…) ma anche evidenti errori matematici, per cui un punteggio di 70 viene in posizione migliore del 70,4. Pensiamo di farci sentire nei successivi 15 giorni, come previsto dalla legge. La mattina dopo invece compare una convocazione per la mattina successiva (venerdì) a Lecco destinata ai primi 49 della graduatoria. Non una mail: semplice avviso sul sito istruzione Lombardia. Passiamo la giornata a mandare e-mail per segnalare errori sperando che il tutto venga rinviato: la sera del giovedì alle 20 esce una graduatoria rettificata per i soli errori matematici mentre permangono gli errori nei punteggi titoli individuali. Nessuna posticipa della convocazione.

Venerdì mattina a Lecco (sorvoliamo sugli aspetti (dis)organizzativi):  al momento dell’assegnazione ambiti noi facciamo notare che la graduatoria è ancora sbagliata, ma la risposta è che questa è una cosa che dovremo dire alla commissione, lì bisogna andare avanti. Ci sono anche tre assenti (sicuramente non avranno visto la convocazione, visto che non hanno inviato mezza mail, ma ovviamente non è un problema che tange il MIUR, visto che saranno loro a perdere la priorità nella scelta delle sedi), comunque si procede e gli ambiti vengono assegnati con firma e controfirma. Ci dicono che di domenica (avete già avuto in regalo degli ambiti, vorrete mica anche avere la domenica di riposo adesso?) dovremo caricare il nostro CV su istanze online. Passiamo tutta la giornata a tentare, niente da fare.

Il lunedì mattina si scopre perché: in non so quanti riceviamo una chiamata del responsabile, il quale ci parla di errori nel conteggio posti (a quanto pare si sono “dimenticati” che avrebbero dovuto riservare dei posti in ognuna delle province alle GAE) che a loro volta hanno provocato una serie di cambiamenti a catena che in sostanza ci tolgono l’ambito assegnatoci. E voilà, due minuti al telefono e si finisce fuori provincia. Non oso immaginare se stamattina avessi deciso di dormire fino alle 11, probabilmente sarei finita al confine con la Svizzera. Ora, mentre alcuni USP hanno bloccato le procedure perché la graduatoria va rettificata (pensa che sorpresa!!!!) noi attendiamo lo sblocco della sezione CV su istanze online, sperando – almeno nel mio caso – che non ci si riesca, dato il grado di trasparenza dell’operazione telefonica mattutina. Ma che sia una speranza vana si capisce abbastanza presto: la signora Ticozza, responsabile delle graduatorie, dice che la chiamata del direttore é una cosa ufficiale perché “non c’é il tempo per una nuova convocazione”. Cioè non c’è il tempo di fare le cose come vanno fatte.

Nessuno sa quanto questa procedura sia regolare, così a occhio e croce sembra ben poco, ma pare potrebbe essere stata autorizzata dal grande e benemerito MIUR il che pare renderebbe questa vergognosa schifezza assolutamente legittima. E’ evidente che il ministero ha fretta : ovvio, il caro Renzi vorrà fare i suoi tronfi annunci sull’aver coperto le cattedre, eliminato la supplentite ecc…sì, ma a che prezzo? Questi ci stanno obbligando a prendere decisioni poco informate (nessuno sa cosa possiamo e cosa dobbiamo fare), in un caos assurdo, e aspettandosi che ci si presenti  da un giorno all’altro in un’altra provincia e in un altro grado di scuola (visto che nonostante i posti messi a bando alle superiori abbiamo scoperto che in tutta Lombardia ci sono solo posti alle scuole medie). Tanto noi insegnanti non prepariamo mai niente prima di entrare in classe no? Siamo improvvisatori nati noi. Figurarsi poi quanta importanza può avere il fatto che questa decisione, presa con queste modalità, sia vincolante per 3 anni: tanto vincola noi, mica loro.

Al netto di tutto solo una cosa è certa: il pensiero che tutto questo noi l’abbiamo anche “vinto” tramite un concorso (preceduto da abilitazione e chissà che altro) è sufficiente a rendermi ragionevolmente sicura  della mia ormai minata capacità di apprezzare autori come Beckett o Kafka. I due signori al MIUR je spicciano casa.

 

Elena Magani

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