Privatizzare e abbassare gli stipendi del pubblico impiego: la BCE ha dettato le sue regole all’Italia

di Giulia Boffa
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Red – Il Corriere della Sera pubblica un articolo in cui rivela di essere venuto in possesso della lettera spedita dalla BCE di Mario Draghi nell’agosto scorso all’Italia su come muoversi per uscire dalla crisi.

Red – Il Corriere della Sera pubblica un articolo in cui rivela di essere venuto in possesso della lettera spedita dalla BCE di Mario Draghi nell’agosto scorso all’Italia su come muoversi per uscire dalla crisi.

 Nella lettera ci sono una serie di indicazioni che in parte sono state seguite alla lettera, in parte no.
 
Prima di tutto l’anticipazione di un anno del pareggio di bilancio dal 2014 al 2013 e la richiesta di raggiungere un deficit pubblico pari all’1% del prodotto interno lordo addirittura già nel 2012, con una manovra di tre punti di prodotto interno lordo, una cinquantina di miliardi di euro, in un solo anno.
 
Per accelerare la crescita si sottolinea nella lettera  la necessità di rendere più severi i criteri per ottenere le pensioni di anzianità e di allungare l’età pensionabile delle donne nel settore privato in modo da avere risparmi di bilancio già nel 2012. E l’opportunità di ridurre significativamente il costo degli impiegati pubblici, rafforzando le regole sul turnover e, se necessario, riducendo gli stipendi.
 
Inoltre si parla di assunzioni e di dismissal, ossia licenziamenti, nelle imprese applicando l’intesa del 28 giugno tra la Confindustria e i sindacati. E anche di liberalizzazione degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali, prevedendo una privatizzazione in larga scala. C’è anche la richiesta di un serio impegno per abolire le province.
 
Tutto questo doveva essere fatto in un decreto a fine settembre, perché ritenuti interventi essenziali, ma anche per assicurarsi l’appoggio  della Banca centrale europea ed il suo impegno ad acquistare sul mercato i nostri Btp, scrive il Corriere.
 
Nonostante questo, il declassamento del rating è arrivato lo stesso: non tutte le indicazioni sono state seguite alla lettera, ad esempio non attuando gli interventi sulle pensioni d’anzianità, come chiesto, o lasciando decidere ai sindacati sull’articolo 18.
O forse c’è qualche altro motivo, chiosa l’articolo.
 
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