Primaria, come organizzare la didattica digitale integrata nel ciclo di base: Scarica “Lettera ai genitori”

Ogni istituzione scolastica italiana, in questi giorni, sta definendo le regole di realizzazione della didattica digitale integrata, cercando di bilanciare, per ora e in prospettiva, le attività sincrone e asincrone. La didattica digitale integrata è, perciò, da intendere come metodologia innovativa di insegnamento-apprendimento, ed è rivolta a tutti gli studenti come modalità didattica aggiuntiva che completa la tradizionale sperimentazione di scuola in presenza, nonché, nella eventualità (forse neppure troppo remota) di un nuovo lockdown, agli alunni di tutti i gradi di scuola, secondo le indicazioni impartite nel presente documento. La progettazione della didattica in modalità digitale deve tenere conto del contesto e assicurare la sostenibilità delle attività proposte e un generale livello di inclusività, evitando che i contenuti e le metodologie siano la mera trasposizione di quanto solitamente viene svolto in presenza.

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La sezione relativa al fabbisogno educativo, didattico e formativo

Le istituzioni scolastiche, già a partire dalla pubblicazione delle Linee Guida Nazionali, hanno avviato una rilevazione relativa al fabbisogno di strumentazione tecnologica e connettività, allorché il quadro rispetto ai mesi di interruzione delle attività didattiche sia mutato anche nell’eventualità dell’ingresso dei nuovi alunni nelle classi prime, al fine di prevedere la concessione in comodato d’uso gratuito degli strumenti per il collegamento, agli alunni che non abbiano l’opportunità di usufruire di device di proprietà.

Verifica del fabbisogno

La verifica del fabbisogno è stata indispensabile per fissare i criteri di concessione in comodato d’uso delle dotazioni strumentali dell’istituzione scolastica, avendo cura che essi osservino una precedenza nei confronti degli studenti meno abbienti, attraverso la esplicitazione di criteri chiari di attribuzione nel rispetto della disciplina in materia di protezione dei dati personali. Il ministero dell’Istruzione ricorda che la rilevazione riguarderà anche il personale docente a tempo determinato al quale, se non in possesso di propri mezzi, potrà essere conferito un dispositivo in via rimanente rispetto agli alunni e solo ove il fabbisogno da questi espresso sia totalmente soddisfatto.

Gli obiettivi da perseguire l’adattamento delle due modalità di didattica

Il Collegio docenti è interpellato a assicurare criteri certi e modalità adeguate al grado di scuola per erogare la didattica digitale integrata, adattando la progettazione dell’attività educativa e didattica in presenza alla modalità a distanza, anche in modalità secondaria, al fine di permettere che la proposta didattica del singolo docente si inserisca in una cornice pedagogica e metodologica condivisa, che garantisca omogeneità all’offerta formativa dell’istituzione scolastica. Il ministero dell’Istruzione ricorda che al team dei docenti e ai consigli di classe è affidato il compito di rimodulare le progettazioni didattiche individuando i contenuti essenziali delle discipline, i nodi interdisciplinari, gli apporti dei contesti non formali e informali all’apprendimento, al fine di porre gli alunni, pur a distanza, al centro del processo di insegnamento-apprendimento per sviluppare quanto più possibile autonomia e responsabilità.

Gli alunni fragili

Il ministero dell’Istruzione ricorda che va posto impegno agli alunni più fragili. Nel caso in cui si penda per attività di DDI come metodica aggiuntiva alla didattica in presenza, si avrà cura di disporre la proposta verso gli studenti che presentino fragilità nelle condizioni di salute, convenientemente attestate e riconosciute, permettendo a questi, in primis, di poter utilizzare la proposta didattica dal proprio domicilio, in sintonia con le famiglie, pure avviando percorsi di istruzione domiciliare volutamente progettati e condivisi con le competenti strutture locali, ai fini della possibile integrazione degli stessi con attività educativa domiciliare. Nei casi in cui la fragilità investa condizioni emotive o socio culturali, ancor più nei casi di alunni con disabilità, si consiglia che sia privilegiata la frequenza scolastica in presenza, prevedendo l’inserimento in turnazioni che contemplino alternanza tra presenza e distanza solo d’intesa con le famiglie.

Le attività di sostegno e la DDI

I docenti per le attività di sostegno, sempre in presenza a scuola congiuntamente agli alunni, curano la scambievolezza tra tutti i compagni in presenza e quelli nell’ipotesi impegnati nella DDI, e inoltre con gli altri docenti curricolari, disponendo materiale individualizzato o personalizzato da far fruire all’alunno medesimo in incontri giornalieri con il piccolo gruppo e collaborano, in stretta correlazione con i colleghi, allo sviluppo delle UDA per la classe. È indispensabile che la scuola dia alle famiglie una tempestiva indicazione sui contenuti del Piano scolastico per la didattica digitale integrata, sui criteri che saranno utilizzati dai docenti per operare la scelta degli studenti cui proporre la DDI, salvaguardando la piena limpidezza dei criteri individuati, sulle peculiarità che disciplineranno tale metodo e gli strumenti che potranno essere necessari. L’individuazione degli alunni cui proporre percorsi alternativi in DDI dovrà avvenire adottando specifiche garanzie a tutela dei dati dei minori, considerata la delicatezza delle informazioni trattate.

Il Piano per la Primaria

Anche in questo caso vi proponiamo il format di una missiva esplicativa che i dirigenti scolastici farebbero bene ad inoltrare alla propria utenza. Specie se essa è del primo grado dell’istruzione. Luogo nel quale ogni scelta è apparsa, nella primavera trascorsa, durante la chiusura delle scuole, più complessa considerata l’età dell’utenza e le specificità legate all’impossibilità dell’alunno di accedere, da solo, alle piattaforme proposte. La dirigente scolastico dell’istituto Comprensivo Statale “Pietro Aldi” di Manciano, in provincia di Grosseto, la professoressa Anna Maria Carbone, collaborata con grande professionalità dall’animatore digitale della scuola, il professore Giampaolo Guaina, ha stilato, sulla scorta di quanto abbiamo premesso prima, una missiva, molto bene articolata, destinata ai genitori dei suoi piccoli alunni. Nella stessa, la professoressa Anna Maria Carbone fa presente come “nella società attuale la svolta importante è data dallo sviluppo del sistema di comunicazione Internet, dalla disponibilità di piattaforme e-learning, dalla disponibilità di basi informative e formative di grandi dimensioni (Wikipedia, ecc…), veicolate dall’avvento di sistemi mobili, non solo telefoni cellulari tradizionali, ma soprattutto smartphone e tablet”.

E continua, il dirigente scolastico dell’istituto Comprensivo Statale “Pietro Aldi” di Manciano, in provincia di Grosseto, facendo presente che “la crisi del COVID-19 ha dimostrato l’importanza delle competenze digitali e della relativa infrastruttura, sia a livello generale che nel particolare per le famiglie e i singoli individui.

Con il DL del 25 marzo 2020, le attività didattiche in presenza si sono interrotte in funzione della didattica a distanza (Dad), identificata erroneamente come didattica digitale: una soluzione d’emergenza che ha permesso alla scuola di essere presente, adeguandosi ad un contesto pandemico che impediva la prossimità fisica”.

Era necessario, dunque, ritornare a sperimentare e a scommettere. Oggi, la scuola continua a chiedere questo ai docenti italiani.

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