Prima prova maturità 2023, l’Accademia della Crusca: “Autori un po’ dimenticati ma che hanno segnato il Novecento”

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“Si tratta di autori a cui normalmente il programma arriva, almeno nel caso di Quasimodo, che è un Nobel. La sua è una poesia moderna ma non proprio degli ultimissimi anni, come del resto anche il testo di Moravia: un momento fondamentale del romanzo italiano. Il ministero nella scelta dei testi letterari ha tenuto conto del programma, che dovrebbe arrivare al pieno novecento, ma, di fatto, non arriva oltre la metà”.

Così all’Adnkronos Paolo D’Achille, docente di linguistica italiana all’università ‘Roma Tre’ e presidente dell’Accademia della Crusca, commentando le tracce letterarie dell’esame di Maturità.

La ritengo una scelta strategica felice – continua D’Achille – Si tratta di autori oggi un pochino dimenticati, meno considerati rispetto ad altri ma che certamente hanno segnato il Novecento, dal punto di vista non solo letterario ma anche con interventi pubblici“.

Poi vorrei esprimere la mia soddisfazione per il fatto che è il secondo anno che la prova scritta d’italiano è rientrata nell’esame di Maturità – sottolinea il presidente della Crusca – C’era stata l’interruzione a causa del covid e poi la richiesta degli studenti di non reintrodurre lo scritto, sostenuta anche da alcuni pedagogisti e docenti. A mio parere, invece, questa prova scritta è importante per dimostrare il pieno possesso dell’italiano: un discorso argomentativo di carattere letterario o storico o di attualità è certamente un elemento con cui gli studenti si devono misurare. Poi sarà la commissione a valutare senza eccessiva severità, considerando i problemi e le difficoltà affrontate dagli studenti, ma la prova scritta è irrinunciabile“.

Maturità 2023, prima prova: da Quasimodo ad Angela, ecco le tracce ufficiali [scarica PDF]

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