“Prima l’amaro, poi il dolce”. Alcune considerazioni sulla posizione del Pd sul concorsone del ministro Profumo

Di Lalla
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di Vincenzo Pascuzzi – Ho riletto i due articoli di Giovanni Bachelet e Francesca Puglisi pubblicati di recente sull’Unità e che riporto di seguito. Mi sembra che la posizione Pd sia ambigua e incerta: vogliono (il Pd e i due autori citati) salvare la forma ma sanno già che la sostanza non accoglierà le loro richieste.

di Vincenzo Pascuzzi – Ho riletto i due articoli di Giovanni Bachelet e Francesca Puglisi pubblicati di recente sull’Unità e che riporto di seguito. Mi sembra che la posizione Pd sia ambigua e incerta: vogliono (il Pd e i due autori citati) salvare la forma ma sanno già che la sostanza non accoglierà le loro richieste.

Bachelet si schiera per "l’articolo 97 della Costituzione (nella pubblica amministrazione si entra per concorso), delle giovani generazioni, del merito e della qualità della scuola"; e chi non è favore? Non è questo il problema. Si tratta di passare da una situazione di 13 anni di deroga (decisa dai ministri e dai governi per motivi ….) a una di "normalità" che è illusorio ripristinare d’autorità, in modo unilaterale, senza accordi né confronti e in tempi brevi. In particolare, chi indennizza gli interessati del fatto che sono stati omessi 5 o 6 concorsi biennali o triennali? E i precari, che la gestione non-normale ha prodotto e utilizzato a buon mercato, ora li affoghiamo?

Inoltre, "i migliori laureati degli ultimi anni" non potranno partecipare al concorso salvo deroghe.

Bachelet, che ha "espresso viva soddisfazione per il concorso della scuola", ha commesso un azzardo o una leggerezza in quanto:
1°) non si conosce ancora il bando;
2°) non c’è traccia di un programma certo che recuperi i precari come sopra detto;
3°) non c’è nessuna garanzia che il Miur non ripeta "la recente esperienza in fatto di concorsi nazionali (anch’essi a lungo reclamati dal PD: dirigenti scolastici e TFA)" che, "è stata catastrofica".

Puglisi, giustamente, chiede di "rendere disponibili per l’immissione a tempo indeterminato i posti attualmente coperti con incarico annuale", conferma che il "proposito è sempre stato di svuotare le graduatorie con un nuovo piano pluriennale", ricorda "tra i "buoni consigli" che avevamo avanzato, respinti dal governo, c’era anche la richiesta di mandare in pensione con i criteri pre-riforma Fornero gli insegnanti che conseguono i requisiti al 31 agosto,". E ciò quasi in rassegnata previsione di ulteriori respingimenti governativi.

In sintesi, la posizione del Pd – espressa da Bachelet e Puglisi – potrebbe pure andare bene se recepita in toto ma non è quello che prevedibilmente farà il governo. Al più potrà promettere una successiva "fase 2" (campa cavallo precario ….) che
poi non verrà realizzata. "Prima l’amaro, poi il dolce": solo che l’amaro è certo e il dolce no.

Il concorso per la scuola è una richiesta del PD

Scuola, serve equilibrio sul concorso

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