Prima il vaccino, poi il rientro a scuola. Lettere

Stampa

Questa è la richiesta di alcuni nostri lettori, favorevoli ad una ripresa delle attività didattiche in presenza ma solo in condizioni di estrema sicurezza. Sicurezza che, nelle lettere inviate, corrisponde alla vaccinazione di ampi strati della popolazione o almeno del personale scolastico.

“Gentilissimi,
trovo pregevole la vostra iniziativa di raccogliere i commenti sul previsto rientro degli studenti delle scuole superiori di secondo grado per il 7 gennaio.
Il mio parere è che sia azzardato tale rientro in presenza, alla luce dell’attuale situazione epidemiologica. Purtroppo, gli assembramenti dei ragazzi davanti alle scuole e alle fermate dei bus che si sono verificati ogni giorno, durante il mese di scuola in presenza, sono immagini ancora troppo vivide per immaginare che dal 7 gennaio non ci potrà essere di nuovo la stessa situazione. Anche il rientro del 50% degli studenti non garantisce una situazione ottimale. Per licei con 2000 studenti, significa 1000 studenti che, per forza di cose, si ritrovano fuori da scuola tutti insieme e vivono nelle stesso ambiente per 5 ore. Non dimentichiamo che le positività al coronavirus e i contagi nelle scuole, hanno reso inefficiente il sistema di contact tracing per l’elevato numero di soggetti coinvolti. Bisogna,inoltre, tenere in considerazione la differente situazione dell’epidemia nelle varie regioni. Se dopo il 7 gennaio ritornerà il sistema della suddivisione per colori, a seconda del livello di rischio nelle varie regioni, anche le scuole devono seguire sul territorio nazionale regole e organizzazioni diverse a seconda del livello di rischio.
Inoltre, io trovo che la dad stia funzionando in modo ottimale e che sia, in tale situazione di emergenza e di gravità per la salute, uno strumento straordinario che potrebbe essere utilizzato fino alla vaccinazione della maggior parte delle persone anziane e fragili e più in generale della maggior parte della popolazione.
È , d’altra parte, inutile riprendere in presenza con il rischio, a mio avviso concreto, di ritornare a svolgere dad per una situazione di rischio di perdita del controllo dell’epidemia. Sarebbe più opportuno proseguire in dad e ritornare in aula in maniera definitiva e in sicurezza quando la situazione epidemica sarà sotto controllo.”

___________________

“Leggo proprio ora le lettere di colleghi delle superiori che non vedono l’ora di tornare in classe e qualcuno lamenta il fatto  che la sua opinione ha poco spazio sui social.
Non credo che chi si oppone alla riapertura delle superiori ami la didattica a distanza . Io sono disperatamente desiderosa di rientrare in aula, ma….
Se davvero la scuola è  un luogo così  sicuro perché tantissimi medici ci dicono di non riaprirla?  Si vede come stanno ora a contagi  i Paesi europei che hanno lasciato aperte le scuole. E la nostra sanità pubblica non è  come quella tedesca.
A scuola sono rispettate le distanze di sicurezza? Sempre? Tutti perfetti cittadini i nostri alunni che si chiedono spesso a che servono tutte le restrizioni, visto che loro non muoiono di covid?
E quando in settembre e ottobre salivano sugli autobus tutti erano dotati di mascherine pulite? E ora che saliranno al 50% saranno attentissimi a tutte le regole, esattamente come,  a distanza,   hanno copiato, finto  problemi al computer per saltare le interrogazioni ,ecc?
 Nella mia scuola sono stati garantiti i laboratori e le attività per i diversamente abili e ciò mi pare corretto. Con l’inizio  della frequenza del 50% degli alunni avremo classi in presenza, altre a distanza, professori in giro per la scuola per il collegamento tra un’ora in presenza e l’altra,  finestre chiuse da chi ha freddo e ritiene tutto l’ allarmismo di alcuni  professori una bizza senile.
Delle due l’una:  o il covid è poco più  una banale influenza e quindi , pur con le dovute mascherine per tener buoni i paurosi, si deve far scuola,  o siamo in guerra e, non potendo avere classi di 10 persone, un ambiente areato di continuo e persone tutte altamente responsabili, ci conviene stringere i denti, vaccinarci tutti al  più presto e ricominciare a vivere come i nostri nonni dopo ogni guerra. (Chissà quanti ignoranti dopo la seconda guerra mondiale!)
Auguro a tutti un anno nuovo diverso da quello che abbiamo vissuto, ma lo auguro soprattutto agli anziani, ai più fragili e a chi ascolta la scienza.”
____________________
“Da mesi sentiamo politici, virologi e chi più ne ha più ne metta sostenere che la scuola e intrasporti sono praticamente covid free…..
A una settimana dal rientro in presenza per una parte di una parte di alunni e professori regna ancora il caos: alcuni di loro lavoreranno in dad, altri a scuola in presenza. Mi viene spontanea una domanda: non sarebbe il caso di vaccinare, dopo gli operatori sanitari, alunni, docenti e tutto il personale scolastico nel più breve tempo possibile. Nel frattempo si continua con la Dad, in attesa della decrescita della curva epidemiologica e di una minor circolazione del virus, nella speranza di contenere la terza ondata, visto che la seconda e, forse, la prima non  sono mai finite.
Trasformare la scuola in un mantra a fini politici e mandare allo sbaraglio il nostro futuro non è degno di paese civile.
Buon anno a tutti e che il 2021 sia migliore del 2020…. non vi vuole molto!!!”

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur