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Prelievo contributi dallo stipendio e calcolo pensione, come funziona per i lavoratori dello Stato

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La pensione dei lavoratori dipendenti della pubblica amministrazione ha regole precise e determinate per il calcolo della stessa e per l’accantonamento dei contributi previdenziali.

Anche per i lavoratori statali la pensione e quindi il sistema pensionistico è finanziato grazie ad un prelievo mensile di contributi, rapportato allo stipendio percepito. In questo differenze tra settore pubblico e settore privato non ce ne sono. Ma come funziona nello specifico questo prelievo, cosa occorre sapere per capire come viene calcolata la pensione per i dipendenti pubblici e come si arriva al rateo mensile sono domande che necessitano di un approfondimento.

Prelievo contributivo sullo stipendio, come funziona per i lavoratori dello Stato

Quando si parla di versamenti previdenziali si fa riferimento ai contributi obbligatori. Per i dipendenti pubblici iscritti ex Inpdap, ente che dal 2012 è confluito nell’Inps, il sistema previdenziale è di fatto finanziato tramite un prelievo contributivo sullo stipendio e rapportato proprio alla retribuzione percepita. In questo caso si fa riferimento alla cosiddetta  retribuzione imponibile, quella cioè  costituita da tutte le somme percepite a qualsiasi titolo.

E questa retribuzione imponibile che è totalitaria a 360 gradi per quanto riguarda qualsiasi somma percepita dal dipendente, è la medesima che si utilizza in sede di calcolo della pensione, ovvero per la sua effettiva liquidazione.

Si chiama aliquota contributiva la percentuale applicata a quello che a tutti gli effetti è il prelievo mensile subito dai lavoratori. Al momento l’aliquota contributiva destinata al fondo pensioni dei dipendenti pubblici è pari al 33%. Parliamo dei dipendenti delle amministrazioni statali nelle quali di questo 33% l’8,80% è a carico del lavoratore stesso mentre la restante parte è a carico dell’Ente.

Per i lavoratori dipendenti degli Enti locali e delle Aziende Sanitarie Locali invece, aliquota pari al 32,65%, con l’8,85% a carico del lavoratore.

Nel sistema viene prevista anche una aliquota maggiorata ed una retribuzione pensionabile prefissata. Infatti per l’anno 2021 la retribuzione pensionabile è fissata a 47.379 euro, mentre l’aliquota aggiuntiva da applicare sulla parte eccedente tale soglia è pari all’1%. Va ricordato che questo prelievo aggiuntivo non vale per il calcolo della pensione ma è un prelievo sotto forma di contributo di solidarietà.

Per i cosiddetti contributivi puri, ovvero coloro che non hanno contributi versati prima del 1° gennaio 1996, vige l’imposizione di un massimale annuo della base contributiva e pensionabile pari per il 2021 a 103.055 euro. Importante questo massimale perché oltre tale soglia non sono più obbligatori i versamenti.

Calcolo della pensione

Abbiamo citato la data del 1° gennaio 1996 per quanto riguarda il massimale contributivo, ma questa data è importante anche per le regole di calcolo delle pensioni. Il sistema di calcolo della pensione si differenzia a seconda dell’anzianità contributiva maturata alla data del 31 dicembre 1995 proprio perché a partire dal 1° gennaio successivo, entrò in vigore la riforma Dini con introduzione del sistema contributivo.

Tutti i lavoratori che possono contare su 18 o più anni di contributi a qualsiasi titolo versati (quindi, anche i contributi figurativi, da riscatto e da ricongiunzione), prima del 1996, hanno diritto al calcolo della pensione con il sistema retributivo per le anzianità fino al 31 dicembre 2011. Per le anzianità successive si adotta il calcolo contributivo.

Per chi ha meno di 18 anni di contributi precedenti il 1996, il criterio utilizzato quello retributivo per le anzianità maturate fino al 31 dicembre 1995, mentre per le successive si passa al calcolo contributivo. Quest’ultimo invece è l’unico calcolo spettante a chi ha iniziato a lavorare ed a versare contribuzione dopo il 1995.

In base a quanto stabilito dalla legge 190 del 2014, precisamente all’articolo 1 ai commi dal 707 al 709, per i lavoratori con più di 18 anni alla data del 1° gennaio 1996, verranno prodotti due calcoli, uno come prima spiegato, con sistema misto, retributivo fino a tutto il 2011 e contributivo dal 2012 alla data di pensionamento, e l’altro interamente retributivo anche oltre i 40 anni di versamento. In pagamento  va la pensione più bassa tra le due fuoriuscite.

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