Prevenzione e gestione delle crisi comportamentali a scuola: i consigli a cura dell’USP Bologna

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L’ufficio scolastico di Bologna riprende una nota del 2017 inerente alla prevenzione e gestione delle crisi comportamentali a scuola. Ecco le indicazioni utili.

Si ritiene utile ripubblicare la nota prot. 12563 del 5 luglio 2017 relativa alla prevenzione e gestione delle crisi comportamentali a scuola; gli allegati alla nota sono stati rivisti ed ampliati in occasione della seconda edizione del 2018, sulla base dei suggerimenti pervenuti da docenti e istituzioni, si legge sul sito dell’USP Bologna.

Il materiale riportato negli Allegati alla nota, è frutto di apporti molteplici e viene offerto alla riflessione e alla rielaborazione delle scuole, che potranno liberamente assumere ciò che parrà utile nella difficile sfida posta dalle crisi comportamentali.

Con l’espressione “crisi comportamentali”, si legge sulla nota e negli allegati che la accompagnano, si intendono “reazioni esplosive” di aggressività verbale e fisica (verso se stessi, verso gli altri e verso gli oggetti), non volontarie e non pianificate, quindi fuori dal controllo cosciente dei ragazzi che le  manifestano. Il materiale proposto non affronta quindi forme di bullismo, di sopraffazione, di vandalismo, di sfida all’autorità, di assunzione cosciente di modelli di comportamento devianti (come quelli delle gang giovanili, ad esempio).

Le crisi comportamentali cui è dedicato il materiale allegato, possono manifestarsi in ragazzi con disturbi certificati, quali i disturbi dello spettro autistico, i disturbi dell’attenzione e iperattività (ADHD/DDAI), i disturbi oppositivo-provocatori, i disturbi della condotta; in ragazzi con disabilità intellettive importanti, o con rilevanti problemi comunicativi e linguistici.

Tuttavia possono presentarsi anche in bambini o ragazzi con problematiche sociali complesse, che abbiano subito esperienze traumatiche, che vivano relazioni familiari gravemente conflittuali, che abbiano difficili storie di pre-adozione alle spalle, come pure in ragazzi esposti a modelli comportamentali violenti, reattivi, aggressivi.

La varietà delle situazioni esistenziali, e a volte cliniche, in cui possono trovarsi i bambini e i ragazzi che manifestano crisi comportamentali è molto grande e non riassumibile in questo contesto. Ciò che accomuna queste situazioni è che, trattandosi di comportamenti involontari e non consapevoli, in esse vi sono soltanto vittime. Le “crisi comportamentali”, al fondo, denotano sempre una grande sofferenza nell’alunno che le emette e derivano dalla sua incapacità di comunicare in modo diverso ciò che prova, sente, di cui ha bisogno; a volte anche la sua incapacità/impossibilità di comunicare con se stesso, di sapere cosa prova e perché.

LA NOTA E GLI ALLEGATI

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