Prevenzione e gestione della pediculosi nelle classi: ruolo scuola, famiglia e riammissione studente. Scarica modello circolare

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La pediculosi del capo è una malattia trasmissibile che si riscontra frequentemente nelle collettività scolastiche, in tutti i luoghi e i gruppi sociali e non è necessariamente dovuta a scarsa igiene personale.
La maggior parte dei problemi che ne derivano è determinata dalla facile trasmissibilità, dai pregiudizi e dall’allarme sociale ad essa correlati più che all’ azione del parassita in quanto tale.

La famiglia ha la responsabilità principale della prevenzione, identificazione e trattamento della pediculosi per i propri figli.

Si raccomanda di garantire un controllo accurato e periodico dei capelli al fine di rintracciare in tempo l’eventuale presenza di parassiti o delle loro uova (lendini). Un corretto trattamento antipediculosi riduce di molto il rischio di trasmissione.

La scuola e l’informazione

Innanzitutto, si ritiene di grande importanza che, all’inizio dell’anno scolastico e con le modalità ritenute più opportune, la scuola informi le famiglie su alcune necessarie precauzioni da adottare finalizzate alla prevenzione.

I casi di pediculosi: il ruolo della famiglia

Nella scuola, come in qualsiasi altra comunità infantile, come afferma l’Ospedale di Tolmezzo-Gemona accreditato Joint Commission International, si possono verificare frequentemente casi di pediculosi: i pidocchi della testa rappresentano un fastidio ma non causano malattie e, pertanto, non sono pericolosi e non hanno conseguenze sulla salute; possono colpire qualsiasi persona, a prescindere dal ceto sociale e dal gruppo etnico di appartenenza, non sono indice di cattiva pulizia della persona o povertà delle famiglie e, pertanto, il binomio pidocchi-sporcizia è totalmente privo di giustificazione.

E’ importante che i genitori avvisino la scuola se trovano i pidocchi sulla testa del proprio bambino: la segnalazione spontanea dei genitori permette alla scuola di avvisare gli altri genitori; è infatti probabile che, se un bambino ha i pidocchi, vi siano altri bambini con lo stesso problema. La segnalazione spontanea dei genitori permette alla scuola di avvisare tutti i genitori affinché controllino attentamente i capelli dei propri figli ed eseguano il trattamento, se necessario. Solo in questo modo è possibile arrestare la trasmissione dei pidocchi all’interno della comunità scolastica ed evitare ulteriori recidive (si è infatti constatato, non solo nel nostro Paese, ma in tutti i Paesi Occidentali ove si riscontra un sensibile aumento della diffusione della pediculosi, che tale fenomeno non può essere controllato se non con la responsabilizzazione ed il coinvolgimento delle famiglie).

I giusti stili comportamentali

È opportuno che non vi siano atteggiamenti di colpevolezza da parte degli altri genitori; tali atteggiamenti inducono a tenere nascosto il problema, impedendo così l’attuazione delle misure preventive per il controllo delle infestazioni nella scuola.

Le misure preventive

Le misure preventive ottimali da mettere in atto per ridurre la diffusione dei pidocchi sono semplici e devono essere prese in famiglia.

I genitori devono controllare regolarmente, una volta alla settimana, i capelli dei bambini per la ricerca dei pidocchi con l’avvertenza che una semplice osservazione del cuoio capelluto è insufficiente e che pertanto la ricerca va condotta attentamente aiutandosi con l’apposita pettinina a denti fitti. L’utilizzo di un balsamo (rigonfia i capelli e facilita l’asportazione di pidocchi e di uova con il pettine), di un asciugamano bianco e di carta assorbente bianca per il pettine permette la facile individuazione di pidocchi.

Controllo con il pettinino

Nel caso siano stati trovati pidocchi o uova vitali (vanno considerate vitali le uova di pidocchio che si trovano a meno di un centimetro di distanza dalla radice del capello), i genitori devono procedere al trattamento utilizzando una crema o gel pediculocida di provata efficacia da acquistare in farmacia. L’utilizzo del prodotto con capelli asciutti garantisce l’efficacia (i capelli bagnati diluiscono la sostanza attiva, rendendola meno efficace). Per i 10 giorni successivi i genitori devono, a giorni alterni, procedere al controllo dei capelli per la ricerca e l’asportazione di pidocchi e lendini (uova).

Dopo 7-10 giorni è consigliata la ripetizione del trattamento con prodotto pediculocida.

A casa vanno anche lavate le federe, le lenzuola e gli abiti che vengono a contatto con i capelli (berretti, sciarpe). Il controllo dei capelli va esteso anche a tutti i componenti della famiglia

La scuola: la riammissione

Il ragazzo che ha avuto i pidocchi può andare a scuola il mattino seguente il primo trattamento: per l’ammissione non è necessario il certificato medico e l’avvenuto trattamento può essere attestato dai genitori; per quanto riguarda le modalità di comunicazione si suggerisce l’adozione del fac-simile in allegato (“avviso alla scuola”).

I casi di pediculosi

Qualora la scuola riceva la comunicazione di uno o più casi di pediculosi avvertirà tutti i genitori affinché controllino accuratamente la testa dei loro bambini, con le modalità sopra descritte, a giorni alterni, per almeno 10 giorni. Per facilitare la comunicazione con i genitori, la Scuola potrà avvalersi del pieghevole informativo dell’Azienda Sanitaria.

L’approccio collaborativo

Nel caso in cui sia il personale insegnante ad evidenziare uno o più casi di pediculosi della testa, è opportuno che la scuola privilegi un approccio collaborativo e responsabilizzante, fornendo direttamente ai genitori informazioni utili sui pidocchi e su come cercarli e consigliando, in caso di recidive, di rivolgersi al Pediatra di Libera Scelta.

09.04.2021 – ok – allegato Circ._____-Pediculosi ok

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