Prevenire disastri ambientali si può con un campionato mondiale di Lego

di Giulia Boffa
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GB – Presentato dal MIUR il campionato mondiale First Lego League (Fll): l’edizione 2013-14 ”Nature’s Fury” invita gli studenti a trovare soluzioni per prevenire catastrofi naturali, limitare i danni per la popolazione e soccorrere le vittime della furia della natura.

GB – Presentato dal MIUR il campionato mondiale First Lego League (Fll): l’edizione 2013-14 ”Nature’s Fury” invita gli studenti a trovare soluzioni per prevenire catastrofi naturali, limitare i danni per la popolazione e soccorrere le vittime della furia della natura.

Il campionato, rivolto ai ragazzi tra i 9 e i 16 anni, coinvolge 200 mila studenti di 61 nazioni. Richiede ai partecipanti di effettuare una ricerca con tutti i criteri caratteristici del protocollo scientifico. Gli studenti, è stato spiegato durante l’incontro al Miur, potranno così cimentarsi con concetti matematici e ingegneristici, servendosi di tecnologie Lego mindstorms e avvicinandosi a settori professionali e a future possibili occupazioni. Le scuole italiane potranno aderire all’iniziativa entro il 30 novembre.

Seguiranno le qualificazioni regionali, di cui è responsabile la fondazione museo civico di Rovereto: il 18 gennaio 2014 a Pistoia, il 26 gennaio a Cuneo, il 2 febbraio a Udine, il 6 febbraio a Catania. La finale nazionale si terrà a Rovereto il 14-15 marzo, mentre il World festival è in programma a St. Louis (Usa) dal 23 al 26 aprile.

Il sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria ha così commentato: ”Penso ai disastri ambientali che in questi giorni hanno colpito la Sardegna, il Mid West degli Stati Uniti e le Filippine; questa è un’occasione che consente agli studenti di riflettere su un problema reale per cercare soluzioni. I ragazzi che intendono partecipare alla competizione hanno bisogno di competenze tecniche e organizzative, devono saper lavorare in squadra e presentare bene il loro progetto. Questo campionato, come tante altre occasioni simili, aiuta la mentalità della risoluzione dei problemi. E’ fare scuola in maniera nuova”

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