Prevedere nei PTOF e nei curricula “l’insegnamento remoto di emergenza” e “l’apprendimento online”

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Le esperienze di insegnamento-apprendimento online ben pianificate, frutto di una progettazione efficace e meticolosa, sono significativamente diverse dai corsi offerti online in risposta a una crisi o un disastro. Le scuole e le università che hanno lavorato per mantenere vivo l’insegnamento durante la pandemia del COVID-19 dovrebbero comprendere tali differenze nel valutare questo insegnamento remoto di emergenza. Lo dovrebbero fare gli alunni, i docenti e anche i genitori che, dall’oggi al domani, si sono dovuto confrontare con un mondo che, talvolta, non conoscevano neppure per sentito dire. La possibilità di doversi di nuovo confrontare, almeno con la didattica mista, impone, senza tentennamenti, una serie e meticolosa progettazione del curriculo, prevedendo a monte, ogni eventualità. Poi necessita puntare su una formazione serie dei docenti italiani, sulle metodologie connesse alla didattica a distanza.

Continuare ad insegnare o arrendersi al COVID-19?

A causa della minaccia del COVID-19, scuole e università si sono trovate costrette ad affrontare decisioni su come continuare a insegnare e apprendere mantenendo al contempo docenti, personale e studenti al sicuro da un’emergenza di sanità pubblica che si stava muovendo rapidamente senza che fosse perfettamente compresa. Molte istituzioni, a marzo, hanno deciso di annullare tutte le lezioni frontali, compresi i laboratori e le altre esperienze di apprendimento, e hanno incaricato i docenti delle loro scuole e delle loro università di spostare i propri corsi online per aiutare a prevenire la diffusione del virus. Lo spostamento delle scuole online ha permesso la flessibilità dell’insegnamento e dell’apprendimento ovunque e in qualsiasi momento.

La velocità con cui è avvenuto questo passaggio alle istruzioni online è stata senza precedenti e, per ciò, sconcertante per la sua rapidità. Nella situazione attuale, questi individui e gruppi non saranno in grado di offrire lo stesso livello di supporto a tutte le facoltà in una finestra di preparazione così ristretta. Le scuole, meglio i docenti, hanno dovuto improvvisare soluzioni rapide in circostanze tutt’altro che ideali. Non importa quanto intelligente possa essere stata una soluzione adoperata o una piattaforma utilizzata- e sono emerse alcune soluzioni molto intelligenti – molti docenti hanno comunque operato, talvolta senza preparazione specifica alcuna, improvvisandosi, anche se questo processo è risultato per molti stressante.

L’apprendimento on line

La tentazione di confrontare l’apprendimento online con la scuola resesi online, in queste circostanze particolari, è stata grande e chiaramente inefficace. In effetti, questo “grande esperimento” non è stato il risultato progettato di un vero e proprio “Apprendimento online”. Da sempre l’idea dell’apprendimento misto è stato inserito nelle agende politiche dei governi senza prestare sufficiente attenzione al fatto che senza interventi seri e mirati del ministero dell’Istruzione (indipendentemente dalle emergenze che dettato suggerimenti non sempre adeguati al tempo che verrà) le istituzioni scolastiche, nell’alveo della loro autonomia e delle linee guida per il prossimo anno scolastico, prenderebbero decisioni diverse e investirebbero in modo diverso, con il risultato di soluzioni e risultati molto diversi da un’istituzione all’altra. Con un po’ di senno e di saggezza, cerchiamo di proporre alcuni suggerimenti.

Qualità inferiore?

L’apprendimento online porta la stigmatizzazione di una qualità inferiore rispetto all’apprendimento faccia a faccia (o in presenza, come si usa definire la didattica in aula) nonostante le ricerche mostrino il contrario. Queste mosse affrettate, senza alcuna formazione specifica, di didattica a distanza o online che molte istituzioni scolastiche sono state costrette contemporaneamente a fare, potrebbero, di fatto lo fanno, avvalorare la percezione dell’apprendimento online come un’opzione debole. Cosa che non è possibile valutare a partire da una didattica dell’emergenza che non ha permesso, neppure nelle migliori condizioni, di valutare efficacemente le possibilità formative ed educative che è in grado di assicurare il formato online.

La ricerca scientifica e l’insegnamento remoto di emergenza

I ricercatori nella tecnologia dell’istruzione, in particolare nella sotto disciplina dell’apprendimento online e a distanza, hanno negli anni accuratamente definito i termini per distinguere le soluzioni di progettazione altamente variabili che sono state sviluppate e implementate: apprendimento a distanza, apprendimento distribuito, apprendimento misto, apprendimento online, apprendimento mobile e altri metodi ancora connesse al mondo dell’online. Tuttavia, è necessario offrire una discussione importante sulla terminologia adoperata, durante la chiusura di scuole e università, e proporre formalmente un termine specifico per il tipo di istruzione che viene erogato in queste circostanze pressanti: insegnamento remoto di emergenza.

“Insegnamento remoto di emergenza” è emerso come termine alternativo per mettere in chiaro il contrasto con ciò che molti di noi conoscono come istruzione online di alta qualità. Alcuni lettori potrebbero contestare l’uso del termine “insegnamento” rispetto a scelte come “apprendimento” o “istruzione”.

Ma si è scelto “insegnamento” per le sue semplici definizioni: “l’atto, la pratica o la professione di un insegnante” e “la condivisione concertata di conoscenza ed esperienza”.

Proprio perché, al di là delle circolari, delle note, delle interviste rilasciate da politici e mestieranti dell’educazione, i primi compiti svolti durante i cambiamenti di emergenza sono stati quelli di un insegnante che diventa istruttore.

Formazione online efficace

L’istruzione online, incluso l’insegnamento e l’apprendimento online, è stata studiata per decenni. Numerosi studi, ricerche, teorie, modelli, standard e criteri di valutazione si concentrano sull’apprendimento online di qualità, sull’insegnamento online e sulla progettazione di corsi online. Quello che hanno comunicato, in termini di dati, le ricerche è che i risultati di apprendimento online sono efficaci solo quando sono preceduti da un’attenta progettazione e pianificazione didattica; e quando si utilizza un modello sistematico per la progettazione e per lo sviluppo. Il processo di progettazione e l’attenta considerazione delle diverse decisioni di progettazione hanno, infatti, un impatto sulla qualità della didattica. Ed è questo attento processo di progettazione che nella maggior parte dei casi è assente in questi casi, eccezionali, di emergenza. Uno dei riassunti più completi della ricerca sull’apprendimento online proviene dal libro “Apprendimento online: ciò che la ricerca ci dice su se, quando e come”. Gli autori identificano nove dimensioni, ognuna delle quali ha numerose opzioni, evidenziando la complessità del processo di progettazione e di decisione. Le nove dimensioni sono la modalità, la stimolazione, il rapporto studente-istruttore, la pedagogia, il ruolo dell’istruttore online, il ruolo dello studente online, la sincronizzazione delle comunicazioni online, il ruolo delle valutazioni online e la fonte di feedback.

Le dimensioni e le opzioni

All’interno di ciascuna di queste dimensioni, sono elencate una serie di opzioni pedagogiche e didattiche da offrire alla didattica online. Non tutte le opzioni, però, sono ugualmente efficaci. Motivazione per la quale, non sempre l’insegnamento d’emergenza è stato efficace o efficace ovunque. Ad esempio, le decisioni relative alla dimensione della classe limiteranno notevolmente le strategie che è possibile utilizzare. La pratica e il feedback, ad esempio, sono ben consolidati in letteratura, ma è più difficile implementarlo con l’aumentare della dimensione della classe, fino a raggiungere un punto in cui un insegnante non è più in grado di fornire un feedback di qualità. Nel caso della sincronia, ciò che scegli dipenderà davvero dalle caratteristiche dei tuoi studenti e da ciò che soddisfa meglio le loro esigenze (gli studenti più grandi, quelli della secondaria superiore, richiedono maggiore flessibilità, quindi di solito è meglio un insegnamento/apprendimento asincrono, forse con sessioni sincrone opzionali; mentre gli studenti più giovani, quelli della primaria, necessitano della strutturazione dell’apprendimento in sessioni sincrone).

Le interazioni nel processo di apprendimento

La ricerca sui tipi di interazione – che include come contenuto per gli studenti il rapporto studente-studente – è uno dei più solidi gruppi nell’apprendimento online. La presenza di questi tipi di interazione, se significativamente integrati, aumentano i risultati di apprendimento.

Pertanto, un’attenta pianificazione dell’apprendimento online include non solo l’identificazione del contenuto da trattare, ma anche la cura attenta a come supportare diversi tipi di interazioni importanti per il processo di apprendimento. Questo approccio riconosce l’apprendimento come un processo sia sociale che cognitivo, non semplicemente una questione di trasmissione di informazioni.

Coloro che hanno costruito programmi online, nel corso degli anni, possono attestare che un efficace apprendimento online mira a costituire e, dunque, ad essere una comunità di apprendimento e a supportare gli studenti non solo a livello didattico ma con impegno co-curriculare e con altri supporti sociali cui bisognerebbe destinare parte dell’impegno didattico curriculare e organizzativo col territorio e la comunità di riferimento.

L’istruzione “faccia a faccia” o in presenza

L’istruzione “faccia a faccia” o in presenza non ha successo perché la lezione è buona. Le lezioni sono un aspetto istruttivo di un ecosistema generale progettato per supportare gli studenti con risorse formali, informali e sociali. In definitiva, un’educazione online efficace richiede un investimento in un ecosistema di supporti per gli studenti, che richiedono tempo per identificarsi e costruirsi. Rispetto ad altre opzioni, la semplice consegna di contenuti online può essere rapida ed economica, ma si confonde con la vera didattica online. Ammettiamolo: molte delle esperienze di apprendimento online che gli insegnanti saranno in grado di offrire, o hanno già offerto, ai loro studenti non sono state pienamente descritte o ben pianificate.

Dobbiamo riconoscere che tutti hanno fatto il meglio che hanno potuto in questa corsa folle verso la daD durante l’emergenza. Pertanto, la distinzione è importante tra la didattica online e quello che abbiamo fatto, in fretta, con risorse minime e con tempo scarso: l’insegnamento remoto di emergenza, o insegnamento a distanza di emergenza, o, infine, didattica a distanza di emergenza.

L’insegnamento remoto di emergenza (IRE)

Contrariamente alle esperienze che sono state pianificate dall’inizio e progettate per essere online, il sistema di insegnamento remoto di emergenza (IRE) è un passaggio temporaneo di consegna didattica a una modalità di consegna alternativa a causa di circostanze di crisi. Implica l’uso di soluzioni di insegnamento completamente remote per l’istruzione o come corsi combinati o ibridi e che torneranno a quel formato del “faccia a faccia” una volta che la crisi o l’emergenza si saranno attenuate. L’obiettivo principale in queste circostanze non è quello di ricreare un solido ecosistema educativo, ma piuttosto di fornire un accesso temporaneo alle istruzioni e ai supporti didattici in modo rapido da impostare e disponibile in modo affidabile durante un’emergenza o una crisi. Esistono molti esempi di altri Paesi che hanno risposto alle chiusure di scuole e università, in tempi di crisi, implementando la didattica “in presenza”, con modelli come l’apprendimento mobile, la radio, l’apprendimento misto o altre soluzioni contestualmente più fattibili. Ad esempio, uno studio sul ruolo dell’educazione nelle situazioni di fragilità e di emergenza, è stato quello sull’Afghanistan, dove l’educazione è stata interrotta da conflitti e violenze e le scuole stesse erano obiettivi, a volte perché le ragazze cercavano di accedere all’istruzione. Al fine di allontanare i bambini dalle strade e tenerli al sicuro, l’educazione radiofonica e i DVD sono stati utilizzati per mantenere e garantire l’accesso all’istruzione e miravano anche a promuovere l’istruzione per le ragazze.

La pianificazione educativa

Ciò che diventa evidente quando esaminiamo esempi di pianificazione educativa nelle crisi è che queste situazioni richiedono una risoluzione creativa dei problemi. Dobbiamo essere in grado di pensare fuori dagli schemi standard per generare varie possibili soluzioni che aiutino a soddisfare le nuove esigenze dei nostri studenti e la comunità. In alcuni casi, potrebbero persino aiutarci a generare alcune nuove soluzioni a problemi intrattabili, come i pericoli che le ragazze affrontano nel tentativo di accedere all’istruzione in Afghanistan. Pertanto, potrebbe essere allettante pensare all’IRE come ad un approccio semplice alle istruzioni standard. In realtà, è un modo di pensare alle modalità di consegna, ai metodi e ai media, in particolare mentre si associano a bisogni e limiti in termini di risorse in rapida evoluzione, come il supporto e la formazione delle scuole. I corsi online creati in questo modo non devono essere confusi con soluzioni a lungo termine. Vanno accettati come soluzione temporanea a un problema immediato.

Valutazione dell’insegnamento a distanza di emergenza

Le istituzioni scolastiche hanno certamente valutato gli sforzi degli insegnanti, ma cosa hanno valutato e cosa dovrebbero valutare? Innanzitutto, consideriamo cosa non valutare. Un malinteso comune è che confrontare una didattica faccia a faccia con una versione online della didattica costituisce una valutazione utile. Questo tipo di valutazione, noto come studio di confronto dei media, non fornisce alcun valore reale, per almeno tre motivi:

Primo: qualsiasi mezzo è semplicemente un modo per fornire informazioni e un mezzo non è intrinsecamente migliore o peggiore di qualsiasi altro mezzo. In secondo luogo, dobbiamo comprendere meglio i diversi modi di erogare la didattica e il modo in cui le persone apprendono con didattiche diverse per progettare studi efficaci. E, in terzo luogo, ci sono troppe variabili confuse anche nel miglior studio di comparazione dei sistemi didattici perché i risultati siano validi e significativi.

Secondo: il successo delle esperienze di apprendimento a distanza e online può essere misurato in vari modi, a seconda di come viene definito “successo” dal punto di vista di un determinato stakeholder. Dal punto di vista della scuola, invece, i risultati dell’apprendimento degli studenti sarebbero di primario interesse. Gli studenti hanno raggiunto le conoscenze, le competenze, le abilità e/o gli atteggiamenti previsti che erano al centro dell’esperienza didattica? I risultati attitudinali possono anche interessare, per gli studenti e per i docenti. Per gli studenti, questioni come l’interesse, la motivazione e l’impegno sono direttamente collegate al successo dello studente e quindi potrebbero essere possibili obiettivi di valutazione. Per la scuola, l’atteggiamento nei confronti dell’istruzione online e tutto ciò che ciò comporta possono influire sulla percezione del successo.

Terzo: l’affidabilità di sistemi tecnologici, la fornitura e l’accesso a sistemi di supporto per gli studenti, il supporto per lo sviluppo professionale e gli strumenti di insegnamento online, sono da valutare per verificare la garanzia della qualità della didattica erogata.

Valutazioni del prodotto

Cosa valutare dunque:

  • “Valutare bisogni, problemi, risorse e opportunità, nonché condizioni e dinamiche contestuali pertinenti”.
  • “Valutare la strategia, il piano d’azione, le disposizioni relative al personale e il budget di un programma per la fattibilità e la potenziale efficacia in termini di costi per soddisfare le esigenze mirate e raggiungere gli obiettivi”.
  • “Monitorare, documentare, valutare e riferire sull’attuazione dei piani”.
  • “Identificare e valutare costi e risultati previsti e non intenzionali, a breve e lungo termine”.

Domande a cui rispondere per una seria valutazione

Nel caso di un insegnamento d’emergenza, invece, le scuole potrebbero dover prendere in considerazione domande di valutazione come le seguenti:

Data la necessità di passare a istruzioni remote, quali risorse interne ed esterne erano necessarie per supportare questa transizione?

Quali aspetti del contesto (istituzionale, sociale, governativo) hanno influenzato la fattibilità e l’efficacia della transizione? (contesto)

In che modo le interazioni tra scuola, studenti, famiglie, personale e istituzioni interessate locali e governative hanno influito sulla reattività percepita verso il passaggio a IRE? (contesto)

L’infrastruttura tecnologica era sufficiente per gestire le esigenze di IRE? (ingresso)

Il personale di supporto della scuola aveva una capacità sufficiente per gestire le esigenze di IRE? (ingresso)

Lo sviluppo professionale della nostra scuola era sufficiente per consentire l’IRE?

Come possiamo migliorare le opportunità di richieste di apprendimento immediate e flessibili relative ad approcci alternativi all’istruzione e all’apprendimento? (ingresso)

Dove hanno fatto maggiormente fatica docenti, studenti, personale di supporto?

Come possiamo adattare i nostri processi per rispondere a tali sfide operative in futuro? (processi)

Quali sono stati i risultati programmatici dell’iniziativa IRE (ad es. Tassi di completamento del corso di studio, analisi aggregate dei voti, ecc.)?

In che modo è possibile affrontare le sfide relative a questi risultati a sostegno degli studenti e delle scuole interessate da questi problemi? (Prodotto)

In che modo il feedback di studenti, docenti può informare le esigenze IRE in futuro? (Prodotto)

La valutazione dell’IRE e il contesto

La valutazione dell’IRE dovrebbe essere più focalizzata sul contesto, sugli input e sugli elementi di processo rispetto al prodotto (apprendimento). Si noti che non stiamo sostenendo di non valutare se l’apprendimento è avvenuto o meno, o fino a che punto è accaduto, ma semplicemente sottolineando che l’urgenza di IRE e tutto ciò che ci vorrà per realizzarlo, in un breve lasso di tempo, operativo e attuabile, sarà il più critico elementi da valutare durante questa crisi.

PTOF e curricula facciano la loro parte e “prevedano” anziché rincorre le emergenze

Tutti coloro che sono coinvolti in questa brusca migrazione verso l’apprendimento online devono rendersi conto che queste crisi e disastri creano anche interruzioni nella vita degli studenti, del personale ATA, del Dirigente Scolastico e dei docenti. Quindi tutto questo lavoro deve essere fatto con la consapevolezza che il passaggio all’IRE probabilmente non sarà la priorità di tutti coloro che sono coinvolti. Insegnanti e istituzioni politiche e amministrative dello Stato (il ministero dell’Istruzione in primis) sono invitati a considerare che gli studenti potrebbero non essere in grado di frequentare immediatamente i corsi su piattaforma (e sappiamo bene la lentezza dell’inizio COVIOD). Di conseguenza, le attività asincrone potrebbero essere più ragionevoli di quelle sincrone.

Speriamo che la minaccia COVID-19 sarà presto un ricordo. Quando lo sarà diventato, non dovremmo semplicemente tornare alle nostre pratiche di insegnamento e apprendimento prima del virus, dimenticando IRE. Probabilmente ci saranno futuri problemi di salute pubblica e sicurezza e, negli ultimi anni, nel mondo, le scuole sono state chiusi a causa di catastrofi naturali come incendi, uragani e guerre.

Pertanto, l’eventuale necessità di IRE deve entrare a far parte delle competenze dell’autonomia scolastica di ciascuna scuola, nonché della programmazione dello sviluppo professionale per qualsiasi docente, ATA e dirigente scolastico, coinvolto nella missione didattica delle scuole e delle università.

La minaccia del COVID-19 ha presentato alcune sfide uniche per gli istituti scolastici. A tutte le parti coinvolte – studenti, docenti e personale – viene è stato chiesto (imposto, per la verità) di fare cose straordinarie. Sebbene questa situazione sia stata (ed è) stressante, quando sarà finita, le istituzioni scolastiche dovranno verificare l’opportunità di valutare quanto sono state in grado di implementare IRE per mantenere la continuità dell’istruzione. È importante evitare la tentazione di equiparare IRE all’apprendimento online durante tali valutazioni. Con un’attenta pianificazione, i dirigenti scolastici di ogni scuola potranno valutare i loro sforzi, consentendo a coloro che sono stati coinvolti di evidenziare i punti di forza e identificare i punti deboli per essere meglio preparati per le esigenze future di implementare IRE.

La scommessa è: anticipare le scelte e vincere le paure

I curricula delle scuole e i PTOF farebbero bene a prevedere, da settembre, tutte queste eventualità e gli eventuali percorsi da adottare in circostanze simili. La scommessa è importante e, stavolta, la scuola non ha più scuse e non può trovarsi impreparata. Prevedano, ad esempio, forme di didattica mista da erogare a distanza per vincere la scommessa principale, l’implementazione della metodologia online, il digitale e la tecnologia.

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