Prete chiude oratorio a causa della maleducazione dei bulli: “Adesso mi aiutano anche a fare le pulizie”

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Ha chiuso l’oratorio per un giorno a causa della maleducazione di troppi dei ragazzi che lo frequentano. Ma a quanto pare la misura drastica sembra proprio abbia funzionato.

“Adesso sono tutti gentili e si offrono persino di aiutarmi a ripulire a fine giornata” spiega don Andrea Spreafico, il parroco dell’Unità pastorale “Beata Vergine delle Grazie”, si legge su La Repubblica, che giovedì scorso ha deciso di chiudere lo spazio dedicato ai giovani, con un cartello.

“Questa è la nostra casa: se entri rispetti le regole, altrimenti stai fuori”, riportava il cartello, che elencava una lunga lista di comportamenti incivili a cui il sacerdote ha spesso assistito nell’ultimo periodo.

“Il mio è stato un normale intervento educativo, che peraltro avevo già messo in atto altre volte, per esempio nei giorni prima di Natale – racconta -. Quel cartello disciplinare rappresenta un argine innalzato per limitare atteggiamenti scorretti e spingere le persone che li adottano a interrogarsi. Ho di fatto chiesto loro se preferissero continuare a far parte della comunità dimostrandosi disposti a migliorare oppure rimanere fedeli ai loro comportamenti disordinati e rimanere fuori”.

Chiudere il cancello di un oratorio – come già aveva fatto qualche anno fa per lo stesso motivo un altro parroco a Linarolo (nel Pavese) – è il segnale che “la situazione è degenerata e non c’è più spazio per la tolleranza, che quando è esagerata diventa il veleno dell’educazione. Non si può semplicemente dire sì a tutto, bisogna mettere dei paletti – continua don Spreafico – Le famiglie di Cicognara l’hanno capito e infatti ho ricevuto molte dimostrazioni di sostegno”.

Il parroco che ha chiuso l’oratorio per un giorno, precisa: “Non è vero che volevo punire i giovani, ma indurre una riflessione nei ragazzi e nei loro genitori”.

C’è stato però anche chi ha contestato la decisione del parroco: “Ho letto commenti in cui venivo definito ‘un prete arrabbiato che ha voluto punire i giovani‘ – prosegue -. Non è così, non ho esposto quel cartello per guarire una ferita al mio orgoglio, ma per indurre una riflessione nei ragazzi e nei loro genitori: sono disposto a cambiare per uscire dal mio spazio ed entrare in quello di un’altra persona o di una comunità? Solo facendosi queste domande, che possono sembrare scomode e fastidiose, si cresce“.

Don Andrea Spreafico ha già anticipato sui social: “Cari genitori e nonni che avete applaudito alla chiusura per un giorno del nostro cancellino, spero tanto che vi domandiate se dietro a quel cancellino ci siete anche voi, nel vostro oratorio, a dare una mano”, ha scritto su Facebook.

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