Presto il numero ufficiale di non vaccinati, Anief: i problemi sono altrove

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Manca poco all’ufficializzazione dell’altissimo numero di vaccinati tra i lavoratori della scuola. “Entro stasera – scrive oggi la stampa nazionale – sul tavolo del generale Figliuolo arriveranno i numeri definitivi dei docenti no vax. Quelli che, per convinzione o necessità, non si sono vaccinati. E che, in assenza di tampone negativo ogni 48 ore, di certificato di guarigione o di esenzione medica dalla campagna vaccinale, non potranno avere il Green Pass per entrare in classe. A loro, dopo 5 giorni di assenza, saranno sospesi l’insegnamento e lo stipendio. Almeno fino alla riammissione in servizio, possibile solo con l’esibizione del Certificato Verde”.

Le scelte intraprese dal Governo non piacciono al sindacato, ancora di più dopo la decisione di interpretare in modo del tutto anomalo la nota ministeriale prodotta dal capo dipartimento del Ministero che destina i tamponi gratuiti solo al personale fragile, un particolare che non era di certo presente nel testo del Protocollo di sicurezza, comunque non sottoscritto da Anief. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “senza lo sdoppiamento delle classi e senza una distribuzione degli alunni in base alla metratura delle aule, pari a massimo 14 allievi più un docente ogni 35 metri quadrati, tanto più senza obbligo vaccinale per tutti gli studenti anche under 12 e senza i numeri di quelli vaccinati over 12, non è possibile aprire in sicurezza, quand’anche i 100 mila docenti e Ata non vaccinati fossero costretti a vaccinarsi perché minacciati di sanzioni. La verità è che l’Unione europea dice ben altro: non ci può essere obbligo di possesso e di esibizione del green pass né discriminazione tra i cittadini dell’Unione”.

Le condizioni di rientro a scuola non soddisfano minimamente il sindacato. “Il decreto legge 111/2021 va interamente riscritto – dice Marcello Pacifico, leader dell’Anief – perché bisogna avviare una seria campagna informativa sulla vaccinazione. Il Governo utilizzi i 350 milioni destinati alla sicurezza dell’anno scolastico per le sostituzione del personale, senza imporre il Green Pass, favorendo invece test diagnostici salivari frequenti tra lavoratori e studenti. E nel frattempo investa un terzo delle risorse europee del Pnrr per lo sdoppiamento delle classi e il raddoppiamento degli organici”.

“Soltanto così – continua il presidente del giovane sindacato rappresentativo – si potrà tornare a scuola in sicurezza. Senza contare che con un ridotto numero di alunni per classe, si riusciranno anche a migliorare quegli apprendimenti che lo stesso istituto Invalsi a luglio a definito come carenti non tenendo conto delle realtà territoriali del Paese. Magari, qualcuno smetterà anche di accusare gli insegnanti e comincerà a metterli nelle condizioni di lavorare bene”.

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