Presidi Udir: necessari interventi urgenti nelle scuole. Indispensabile garantire salute a lavoratori e studenti

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Oggi è la Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole: l’argomento è particolarmente delicato e urgente proprio in questo tempo di pandemia dove si corre il rischio di dimenticare che i terremoti o le inondazioni possono arrivare da un momento all’altro. Sono i numeri stessi a lanciare l’allarme: in un solo anno sono stati registrati 35 episodi di crolli

Oggi, 22 novembre, è la Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole: come ricorda anche la stampa nazionale, l’argomento è particolarmente delicato e urgente “proprio in questo tempo di pandemia dove si corre il rischio di dimenticare che i terremoti o le inondazioni possono arrivare da un momento all’altro”. Sono i numeri stessi a lanciare l’allarme: in un solo anno sono stati registrati 35 episodi di crolli.

Il sindacato Udir ha sempre ribadito come sia dovere dello Stato garantire la sicurezza a scuola a discenti e lavoratori. Qualche giorno fa inoltre il sindacato ha riportato la notizia di una tragedia sfiorata a Catania, dove nel liceo statale “Enrico Boggio Lera”, che ospita uno scientifico e un linguistico e conta circa 1.500 studenti, le lezioni furono bloccate e gli studenti evacuati dopo il crollo di parte del tetto dell’edificio, probabilmente a causa delle infiltrazioni di acqua piovana dopo i nubifragi delle scorse ore.

Inoltre Udir ha rilanciato anche i dati di uno studio di Legambiente da dove è emerso che la scuola italiana non gode affatto di ottima salute: la metà degli edifici infatti è senza agibilità e il ritardo del Sud su tempo pieno e mense è tangibile. Il patrimonio edilizio scolastico in Italia è vetusto e poco sostenibile: un edificio su due non ha ancora il certificato di collaudo statico (46,8%), di agibilità (49,9%), prevenzione incendi (43,9%). Sale al 41% nel 2020 la percentuale degli edifici che hanno necessità di manutenzione urgente contro il 29,2% del 2019. La maggiore fragilità strutturale viene indicata nelle aree interne più soggette a terremoti e a fenomeni di dissesto mentre la fragilità sociale legata alla povertà educativa e materiale è individuata nelle periferie urbane. Gli edifici in area sismica 1 in tutta la Penisola sono il 4,1%, e quelli in area sismica 2 sono il 30,9%. Al Sud gli edifici complessivamente posti in entrambe le aree sono 86,2%”.

È stato inoltre registrato un divario tra nord e sud. Circa il 56% degli edifici scolastici del meridione necessita di interventi urgenti contro il 36% di quelli del Nord. Ci sono evidenti emergenze strutturali che vanno al più presto sanate e consolidate con interventi di manutenzione urgenti. È necessario creare nuove strutture innovative ad hoc, di educazione e istruzione, pensate con gli ultimi orientamenti pedagogici, in modo da sperimentare nuove modalità educative con adeguati impianti sportivi/palestre e impianti outdoor per ridurre il rischio diffusione SARS-CoV-2. Per gli edifici storici del nostro patrimonio edilizio, anche se vetusto, vanno certamente valorizzati e ammodernati sanando le fragilità strutturali. Un edificio su due non dispone ancora di un certificato di collaudo storico o di agibilità e/o di prevenzione incendi, meno dell’1% gli edifici costruiti con criteri di bioedilizia e 387 classificati in classe energetica A.

IL PARERE DI UDIR

Il sindacato è consapevole che non è possibile pretendere negli ambienti di lavoro il rischio zero, ma bisogna rendere gli edifici più sicuri possibili. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, ha affermato che “il sindacato ha più volte sollevato l’annoso problema della sicurezza, che ancora non trova la giusta risposta normativa. È necessario intervenire con urgenza, rivedendo e rivalutando la responsabilità civile e, soprattutto, quella penale imputabile ai dirigenti scolastici in relazione alla sicurezza sugli ambienti di lavoro. Siamo difatti in prima linea nella difesa del dirigente scolastico, ci siamo mostrati sensibili alla problematica, avanzando diverse proposte emendative, note come scudo penale volte alla modifica degli articoli 589 e 590 del Codice Penale, nei diversi disegni di legge per alleggerire, in parte o del tutto, il dirigente da responsabilità spesso considerate improprie e trascendenti il ruolo proprio di capo istituto.

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