I presidi a Renzi: “Tra sconforto e entusiasmo, ora i fatti”

di
ipsef

di Adriano Gasperetti (da Dire.it) – Di fronte alla crisi economica ‘non puoi non partire dalle scuole’. Detto, fatto. Matteo Renzi ha ‘aperto’ il suo mandato con la prima uscita ufficiale a Treviso, visitando la scuola media Coletti, insieme al neo ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, e annunciando di volersi recare ogni settimana nelle scuole.

di Adriano Gasperetti (da Dire.it) – Di fronte alla crisi economica ‘non puoi non partire dalle scuole’. Detto, fatto. Matteo Renzi ha ‘aperto’ il suo mandato con la prima uscita ufficiale a Treviso, visitando la scuola media Coletti, insieme al neo ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, e annunciando di volersi recare ogni settimana nelle scuole.

La prossima volta sara’ al sud. Il presidente del Consiglio ha anche messo a disposizione un indirizzo email, [email protected], dove scrivere quello ‘che non va’.

L’agenzia Dire ha contattato i dirigenti scolastici di alcune scuole dislocate sul territorio, per dare loro la possibilità di rivolgere un messaggio al presidente del Consiglio: da Mestre a Brindisi, da Roma a Scampia a L’Aquila, chi in un modo e chi in un altro, tutti hanno invitato Renzi nel proprio istituto per più di un motivo.

– Liceo Morin (Mestre), Valter Rosato: "Presidente, venga da noi per vedere come risolviamo i problemi. Non abbiamo chiesti soldi extra, non abbiamo mai posto questioni in particolare. Abbiamo trasformato la scuola: siamo completamente cablati con tutte classi dotate di pc, reti wireless, registri online. Stiamo migliorando il nostro sito web in cui c’è di tutto, compresa la minima spesa fatta. In due anni ho speso 120mila euro per trovare soluzioni, per ‘inserire’ badge e lavagne interattive nelle scuole. Alla mia scuola ci lavoro a tempo pieno: non sono un genio, cerco solo di trovare soluzioni ragionando". A Renzi, prosegue Rosato, "chiedo solo gli strumenti adatti per poter fare il mio lavoro al meglio, ad esempio faccia scegliere alle scuole gli insegnanti migliori. Ricordo ancora con piacere il suo discorso alla Leopolda del 2012: era per una dirigenza forte, se confermasse sarei il primo ad accoglierlo con un abbraccio. Oggi sono d’accordissimo con Stefania Giannini: finalmente un ministro che ha il coraggio di parlare di autonomia per le scuole".

– Liceo Democrito (Roma), Paola Bisegna: "Gli annunci non bastano. Per avere risposte, per avere chiara la situazione di oggi delle scuole, Renzi dovrebbe chiamare tutti i presidi, a tappeto. E lo dico perché solo così il presidente del Consiglio potrebbe capire chiaramente che la situazione reale delle scuole è decisamente meglio rispetto a quello che si pensa". Negli istituti, prosegue Bisegna, "c’è uno sviluppo del pensiero educativo che molti si sognano. Vediamo la valorizzazione dei docenti, del personale, dei dirigenti. Quello che chiediamo è di essere lasciati nelle condizioni di poter lavorare nel modo migliore. Tutto ruota attorno a tre concetti: libertà di scelta educativa; valorizzazione delle scuole, autonomia delle scuole.

– Itis Galileo Ferraris (Napoli), Alfredo Fiore: "Vorrei che il presidente del Consiglio venisse da noi a trovarci qui a Scampia. Noi siamo una realtà bistrattata, sempre considerata malavitosa, quando invece anche noi abbiamo le nostre eccellenze, tra alunni e docenti. A Renzi farei vedere come abbiamo lavorato in questi anni, per fornire un servizio all’utenza, per permettere ai nostri ragazzi di prepararsi per il futuro, per fornire loro una opportunità lavorativa. I nostri giovani, periti e capo tecnici, nella gran parte dei casi alla fine degli studi vengono assunti da grandi aziende. Trovo però importante il fatto che la scuola sia messa al primo posto e che l’edilizia sia considerata così importante". Quella di Scampia, aggiunge Fiore, "è una bella realtà. Qui ci sono 80mila abitanti, la percentuale di disoccupazione raggiunge il 50-75%, abbiamo 1.400 alunni iscritti e frequentanti. Ma c’è grande attenzione per gli alunni, ne abbiamo 54 diversamente abili che sono seguiti in modo eccezionale. Bisogna smettere di pensare che qui si tratta con persone irrecuperabili. C’è una bellissima frase, scritta in italiano e in inglese, giusto fuori dalla fermata della metropolitana di Scampia che dice: ‘Benvenuti a Scampia, basta crederci e trovi un mare di bene a Scampia’. Ho lavorato nel centro storico di Napoli, ma anche nel rione Sanità da dirigente e da professore a Ponticelli. Sono le realtà più belle, c’è maggiore creatività".

– I.p.s.i.s.s.a.r.l. Da Vinci (L’Aquila), Domenico Evangelista: "Vorrei chiedere a Renzi di venire da noi per potre vedere che siamo ancora in una struttura provvisoria. Dopo il terremoto le nostre aule sono tuttora inagibili. Non abbiamo ancora una palestra, buttata giù e mai più rifatta. Bene quindi il discorso del presidente del Consiglio sull’edilizia. Per noi si tratta di un fatto stringente, abbiamo ancora scuole distrutte". A Renzi, "se domani dovesse varcare l’ingresso della nostra scuola- dice Evangelista- farei vedere certamente i volti delle persone, dei professori e degli studenti. Nei primi vedrebbe la delusione, rassegnazione, la mancanza di entusiasmo, il ruolo sociale perso. Capirebbe che si sentono trattati male. Un professore senza entusiasmo vede ridotto il suo potenziale didattico del 50%". Poi ci sono gli studenti, "sono delusi, stanchi, rassegnati e questo non è un bel segnale- prosegue- due o tre anni fa si agitavano, facevano scioperi perché sono senza palestra. Chi è al quinto anno non ne ha mai vista una, e dal terremoto sono passati quasi 5 anni. Oggi sono stanchi e rassegnati, ma all’inizio di questo anno scolastico si sono limitati ad un volantinaggio. Hanno maturato sfiducia nelle istituzioni". Inoltre, "da circa 20 anni opero in istituti professionali, che formano la forza lavoro immediata per le aziende- spiega- ma come istituti professionali da anni non abbiamo più un euro per aggiornare i nostri laboratori o per farne di nuovi. Quello che chiederei al presidente Renzi è uno sforzo per rendere più competitive le istituzioni scolastiche. I tecnici e i professori hanno la necessità di aggiornare le attrezzature. Ci sono difficolta di ordine burocratico, ci sono dei paletti che se venissero tolti faciliterebbero il raggiungimento degli obiettivi".

– Istituto tecnico industriale liceo scientifico tecnologico Majorana (Brindisi), Salvatore Giuliano: "Renzi dovrebbe venire qui, avrebbe la possibilità di vedere che è possibile attuare rivoluzioni dal basso, le uniche che funzionano: le riforme dall’alto non hanno quasi mai risultati accettabili. Vorrei fargli vedere come la passione di tanti docenti, nonostante quello che dica l’opinione pubblica, possa ‘costruire’ una scuola migliore". Al presidente del Consiglio, dice Giuliano, "parlerei di come qui in un processo di innovazione siano messi al centro gli allievi con le loro famiglie, creando contenuti sia in formato cartaceo sia in quello digitale-multimediale. Gli mostreremmo quello che siamo usciti a fare, il grande lavoro dei docenti che ogni giorno si mettono in discussione: si possono costruire una scuola e un paese migliore, sono alla nostra portata".

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