Presidi Mantova scrivono a Procura e Ministero: “troppe responsabilità”

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Con una lettera alla Procura della Repubblica e al Ministero dell’Istruzione, i dirigenti scolastici di Mantova tornano a far sentire la loro voce sulle troppe responsabilità.

Sull’eco del suicidio del loro collega di Venezia, lamentano di dover ricoprire anche competenze tipiche degli ingegneri e degli avvocati.

A dare corpo alle lamentele è stato il sito della Gazzetta di Mantova che riporta anche una frase della lettera: “Lo stress è altissimo, abbiamo una montagna di responsabilità e nessuno che ci dia una mano“.

L’articolo parla di una lettera garbata, dove a pesare sullo stress sono anche le reggenze che solo nella provincia di Mantova ammontano a 21 su un totale di 50 istituti. 

In questo clima da preside errante devono far fonte alle richieste dei genitori, dei docenti, degli Ata, dei sindacati e del rispetto di un quadro normativo complesso e articolato. Insomma, il ruolo di manager in cui si sono ritrovati non è così semplice e consono a un dirigente scolastico che deve svolgere questo compito contemporaneamente su più sedi. E questo i presidi di Mantova e dintorni lo hanno messo nero su bianco, soprattutto parlando del loro collega suicida che gestiva otto plessi.

E’ credibile – si legge nella lettera – che tutto questo, sommato all’esposizione a cui è stato sottoposto, ripetiamo, per scelte legittime, non abbia influito sulla sua scelta drammatica?

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