Per il presidente di Confindustria Squinzi l’Italia ha uno spread educativo grave quanto quello finanziario

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Red – Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha commentato un rapporto pubblicato dall’OCSE lo scorso settembre sul numero dei laureati in Europa che riescono a lavorare nel breve termine dal raggiungimento della laurea; da tale rapporto l’Italia figura al penultimo posto tra i Paesi OCSE per tasso di laureati tra i 25 e i 34 anni.

Red – Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha commentato un rapporto pubblicato dall’OCSE lo scorso settembre sul numero dei laureati in Europa che riescono a lavorare nel breve termine dal raggiungimento della laurea; da tale rapporto l’Italia figura al penultimo posto tra i Paesi OCSE per tasso di laureati tra i 25 e i 34 anni.

Ecco il commento del Presidente: "Abbiamo uno spread educativo altrettanto grave dello spread finanziario di cui sentiamo tanto parlare; un dato significativo: tanti nostri laureati non riescono a trovare lavoro, ma siamo penultimi tra i 34 paesi Ocse per tasso di laureati fra i 25 e i 34 anni, mentre aumenta il tasso di abbandono. L’Italia già oggi ha gli strumenti per favorire l’alternanza scuola-lavoro, ma vanno diffusi e potenziati. Nonostante tutto si riesce ancora a competere, come paese manifatturiero avanzato, con la Germania, ma la scuola e i suoi giovani non devono vedere l’impresa come un corpo astratto, lontano, se non addirittura un nemico".

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