Lettera Preside per Emiliano: con l’ultima ordinanza ha creato un pandemonio. Studenti al pc e assembrati in piazze in serata

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La Dirigente scolastica dell’I.C. Calò, Ginosa, TA, Marianna Galli, scrive una lettera al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Al centro le problematiche sorte dopo la pubblicazione dell’ordinanza regionale n. 413 che prevede la “libera” scelta della dad da parte delle famiglie. 

“Non mi soffermo, in quanto non addetta ai lavori, sulla condizioni della sanità, dei dipartimenti di prevenzione, dei trasporti della nostra amata Puglia”, si legge nella lettera inviata alla nostra redazione.

E prosegue:

“Vorrei però, sommessamente, farLe notare, vantando una vaga cognizione di causa, qualche problemuccio che con l’ultima ordinanza n.413 lei ha determinato, sia pure in buona fede, al personale scolastico e alle famiglie che sono legittime fruitrici di un diritto costituzionale, appena al di sotto di quello alla salute, ci mancherebbe. Ebbene, credo sia riuscito a creare un “pandemonio” in piena pandemia. Mi scuso per l’allitterazione, non cerco effetti speciali. Guardi, i genitori si sono trovati, in un weekend, a fare delle scelte individuali ( fantasia e, in pochi casi, deliri di qualcuno si sono palesati) tra la didattica in presenza e la dad. “Al fine di consentire anche in Puglia la tutela della salute pubblica attraverso la didattica digitale integrata
– si legge nell’ordinanza – le istituzioni scolastiche devono garantire il collegamento on line per tutti gli alunni le cui famiglia richiedano espressamente per i propri figli la didattica digitale integrata, anche in forma mista, e per periodi di tempo limitati coincidenti con eventuali quarantene”. “Denunciate quei presidi che negano la dad, non esitate di riferire direttamente a me i nominativi che provvederò a segnalarli alla prefettura e all’USR”, imperava via facebook, dando prova del suo attaccamento al popolo.

La confusione mista alla paura, come se ce ne fosse bisogno di questi tempi, ha creato divisioni e fazioni, in barba tanto all’impegno profuso durante l’estate, trascorsa a misurare, sanificare, adeguare spazi, fare acquisti per il rientro in sicurezza, con l’aiuto di pochi docenti e amministrativi, quanto ai delicati e strategici rapporti scuola – famiglia. L’istruzione non potrà mai essere a piacimento incondizionato delle singole famiglie che scelgono è vero, ma sulla base di quanto democraticamente si decide negli Organi Collegiali che, dal 1974, determinano l’offerta formativa di ogni scuola d’Italia, non prescindendo
dall’apparato normativo del Ministero di riferimento.

Ora, come tra Orazi e Curiazi, le fazioni “tutti a scuola” “tutti a casa” si sfidano a suon di Whatsapp, di mail, di richieste di chiarimenti, di repentini cambi di idee con revoche e ravvedimenti in un senso e nell’altro. In breve, c’è chi va, chi viene, chi ritorna e se ne va di nuovo, secondo i desiderata. Qualche difficoltà si ha nel registrare le assenze (sorvolo sulle giustifiche) di chi non è collegato per niente o si collega ad orari non concordati, pretendendo che si svolgano max 2h al giorno, alla stessa maniera di quando tutta la classe viene messa in DAD, in caso di quarantena o lockdown generale. Ed allora: come Camilla, sorella di uno degli Orazi, ma anche promessa sposa di uno dei guerrieri della fazione avversa, affranta e rassegnata, poiché in ogni caso lei subiva un lutto, la scuola assiste impotente allo “spettacolo”. Spettacolo assurdo e grottesco, quando ci si imbatte in una maestra di sc. Primaria con metà classe in presenza e l’altra a casa.

Vede Signor Presidente,la DDI, prevista secondo le linee guida ministeriali per le scuole del 2 ciclo, si traduce in questo grado in un nulla di fatto, con gli studenti ormai da tempo a casa davanti ad uno schermo e goliardicamente assembrati in piazze e locali in serata, per trovare la sua massima espressione tra i banchi, rigorosamente monoposto, della scuola Primaria. Qui occhi curiosi e manine igienizzate provano incessantemente ad avere il supporto dell’adulto di riferimento che, dotato di superpoteri, in forma mista e sincrona,cerca di soddisfare le esigenze di bambini e mamme che, da casa, sollecitano la stessa cura educativa, non sempre in linea con quanto previsto dal galateo. Nemmeno i Santi del Paradiso!

Gli stessi che dobbiamo ringraziare laddove, senza la compresenza del docente di sostegno, la vigilanza va a farsi benedire! Ma le maestre si organizzano, resistono e non si lamentano neppure! Come le docenti della scuola dell’ Infanzia, “privilegiate”, se non altro perchè verso questo ordine sembrano convergere le volontà politiche nazionali e regionali sull’apertura, a dispetto del numero dei contagi e del virus stesso. I docenti del 1 grado, invece, raccontano di adolescenti che, Le dirò, anche disorientati, resistono ai tempi, alla ricerca della presenza fisica dell’amico e del professore che sa accompagnarlo durante la sua impegnativa crescita, alla ricerca di tempeste e approdi sicuri.

E così scorre la vita tra diatribe politiche, bollettini, aperture, chiusure, mascherine in consegna, gel dimenticato da tempo dai corrieri, ma ancora disponibile per le scorte fatte dalla sottoscritta durante i mesi estivi. Tra un collegamento in fibra che prova a ribellarsi all’eccesso di traffico, un hotspot che risolve la questione, si intrecciano nelle aule, negli uffici e, mi conceda, anche nelle presidenze del 1 ciclo, i volti e le storie di tanti alunni della Vostra e Nostra Puglia che nella scuola trovano il loro spazio vitale.
E’ troppo sperare in una maggiore ponderatezza e conoscenza delle realtà sulle quali si interviene normativamente? Ci sono brave e belle persone a cui si sta chiedendo l’impossibile e di più, che operano da sempre a contatto con i bambini, la parte innocente e fragile della società, che si deve e si può tutelare, sulla quale Scuola e Famiglia sono chiamate a fare quadrato. Anche in pandemia!
Che dire?
Speriamo in tempi migliori e in soluzioni più condivise! La Scuola c’è e ci sarà sempre! Dobbiamo crederci.
Ne abbiamo bisogno. Tutti!

 

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