Un preside fiorentino: “Niente cani antidroga nelle scuole, i ragazzi non vanno umiliati.”

Un preside di un istituto superiore di Firenze non ha permesso l'entrata dei cani antidroga nella scuola per i controlli su spaccio e consumo di droga tra i ragazzi.

Un preside di un istituto superiore di Firenze non ha permesso l’entrata dei cani antidroga nella scuola per i controlli su spaccio e consumo di droga tra i ragazzi.

Secondo il dirigente scolastico è un modo troppo traumatico per i ragazzi vedersi perquisire davanti ai compagni: meglio portare in presidenza chi è sospettato e fare lì il controllo.

Non tutti  presidi però la pensano allo stesso modo, infatti preferiscono la repressione e il pugno duro:”Esistono due fronti, è inutile negarlo. Da una parte chi come me chiede un uso limitato della forza e punta sulla prevenzione, dall’altra i presidi che preferiscono usare il pugno di ferro. Credo che uno dei problemi maggiori sia proprio la mancanza di comunicazione tra questi due blocchi, quando invece servirebbe un punto di equilibrio per cercare un percorso condiviso in nome del benessere degli studenti. Senza una vera discussione finiscono per crearsi incomprensioni, tra colleghi ma anche con le stesse forze dell’ordine” ha spiegato il dirigente.

“È chiaro che il consumo di droghe e lo spaccio sono intollerabili, ma non si può usare solo la repressione e in particolare non nelle classi, luoghi di formazione ed educazione”.

Il ds ha poi concluso: “Un ragazzo che usa stupefacenti non deve essere solo punito ma al tempo stesso ricevere aiuto. E in ogni caso va rispettato”.

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