Prepensioniamo i docenti oltre i 60 anni? Firma la petizione

Di Lalla
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inviato da Mila Spicola – Una petizione che accoglie la proposta del Ministro Madìa, che ha prospettato modalità di prepensionamento nella pubblica amministrazione per lasciar spazio ai giovani. Eccoci! Il mondo della scuola è esattamente l’ambito dove applicare da subito tale modalità.

inviato da Mila Spicola – Una petizione che accoglie la proposta del Ministro Madìa, che ha prospettato modalità di prepensionamento nella pubblica amministrazione per lasciar spazio ai giovani. Eccoci! Il mondo della scuola è esattamente l’ambito dove applicare da subito tale modalità.

In Italia abbiamo la classe docente più vecchia al mondo. 

In Italia nel 2011, il  62% degli  aveva compiuto i 50 anni, mentre i giovani docenti in cattedra erano una rarità: appena lo 0,27 per cento. Media destinata a salire ancora.

Nel 2014 ai docenti per la pensione serviranno 63 anni e 9 mesi di età: siamo quasi al blocco del turn over ( http://www.repubblica.it/scuola/2013/12/28/news/insegnanti_italiani_pi_vecchi_del_mondo-74667233/).  ;

In un momento in cui la scuola deve acquisire grandi capacità di rinnovamento e mutamento, di acquisizione di strategie didattiche e pedagogiche innovative, ci ritroviamo un personale con l’età media di oltre i 50 anni e presto si lascerà la cattedra non prima dei 67 anni. Una situazione che nei prossimi anni rischia di scavare un solco ancora più profondo tra generazioni sempre più digitali e insegnanti sempre più vecchi. Inoltre  in Italia i nostri governanti continuano a dimenticare che l’insegnamento è scientificamente collocato tra le categoria professionali più a rischio burnout, rischio che aumenta con l’avanzare degli anni di servizio. Come può una maestra di 67 anni correre dietro a bambini di 5/6 anni se non ce la fa più?

Molti sono i docenti che continuano con entusiasmo e motivazione ad insegnare, a innovare e ad adeguare i propri metodi e le strategie didattiche. Per alcuni invece non è così, specialmente dopo i 60 anni, prevalgono stanchezza o altre motivazioni e la scuola diventa un calvario. Un calvario che si riflette e arriva sugli alunni e le loro famiglie. Significativo il caso dei docenti della cosidetta Quota96 per i quali comunque la pensione è un diritto acquisito e sarebbero da ascoltare fin da subito (  http://laricreazionenonaspetta.com.unita.it/scuola/2014/01/23/la-legge-fornero-e-quei-prof-bloccati-nel-limbo/ ).

Chiediamo che costoro, i docenti oltre i 60 anni (perchè no anche 58), SU BASE VOLONTARIA, possano optare per modalità di prepensionamento o per meccanismi di riconversione ad altre funzioni strumentali all’insegnamento o alla gestione scolastica interne alla scuola (attuando una diversificazione nella carriera dei docentie una funzionalizzazione del management scolastico che all’estero è a norma e da noi non esiste, schiavi di governi che hanno avuto sempre una visione molto provinciale dell’organizzazione scolastica), lasciando il posto in cattedra a colleghi giovani, motivati, energici e più vicini per linguaggio e per visione ai propri allievi. 

In questi giorni il ministro Madìa ha prospettato modalità di prepensionamento nella pubblica amministrazione per lasciar spazio ai giovani. Eccoci! Il mondo della scuola è esattamente l’ambito dove applicare da subito tale modalità.

Firma la petizione (ad oggi 372 sostenitori)

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