Prende per il collo alunno, ne graffia un altro: docente condannata

di Avv. Marco Barone
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Gli episodi contestati, come affrontati dalla Cass. pen. Sez. V, Sent., (ud. 01-06-2018) 25-06-2018, n. 29221 riguardano la condotta tenuta dall’insegnante al fine di ottenere che gli alunni sistemassero l’aula, prima di recarsi al piano superiore per la ricreazione , e tenessero un contegno adeguato in classe.

Fatti

Nel primo caso, secondo il capo di imputazione, la donna aveva afferrato uno studente per un braccio, trascinandolo all’interno dell’aula e gettandolo per terra, per poi spingere in classe una studentessa la quale era finita addosso alla compagna di classe, facendola sbattere con la schiena contro il rubinetto di un calorifer ; nel secondo caso, l’imputata aveva afferrato uno studente per il collo, trascinandolo prima verso il banco, per farlo ritornare a posto, e poi verso la cattedra, facendolo sbattere contro una sedia; quindi, al fine di impedire che tre alunni si recassero in presidenza aveva cercato di afferrare uno di loro, graffiandolo sulla schiena e trascinandolo in classe.

La difesa evidenziava che l’ordinamento scolastico attribuisce al docente un potere disciplinare, il cui mancato esercizio lo rende responsabile per gli eventuali infortuni che dovessero accadere all’interno della scuola; che, nel caso di specie, gli alunni si stavano accalcando e schiamazzavano nel corridoio, rifiutandosi di entrare in classe; che, in tale situazione, l’unico modo che l’imputata aveva per ottenere il rientro ordinato in classe era quello di iniziare a prendere per un braccio i primi alunni. che si accalcavano vicino alla porta; che la donna non aveva mai trattenuto alcun ragazzo per il collo, non aveva graffiato spinto o urtato alcuno, nè mai aveva confessato di averlo fatto.

Per i Giudici per quanto attiene alla ricostruzione dei fatti, questa è fondata sulle dichiarazioni dei minori e dei loro genitori – concordi tranne che per minime divergenze estranee al nucleo centrale dei fatti -, sulle certificazioni mediche e sulle dichiarazioni di altri testi anche se non presenti direttamente ai fatti di causa.

Il reato di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina

In tale contesto, manifestamente infondate sono le critiche aventi ad oggetto l’inquadramento giuridico delle vicende, dal momento che integra il reato di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina il comportamento dell’insegnante che faccia ricorso a qualunque forma di violenza, fisica o morale, ancorchè minima ed orientata a scopi educativi (Sez. 6, n. 9954 del 03/02/2016 – dep. 10/03/2016, M., Rv. 266434).

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