Prende 100 al Nord con una Tesina sul Brigantaggio e revisionismo dell’Unificazione

di Vincenzo Brancatisano
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Studentessa di una scuola del Nord prende 100 agli esami di Stato con una tesina sui fatti controversi dell’Unificazione del 1860. Il plauso della scrittrice Antonella Musitano che l’ha voluta incontrare.

La ragazza ha preso il massimo dei voti agli esami di Stato introducendo gli orali con una tesina dal titolo “Briganti” e ha contribuito, sia pure indirettamente, al dibattito sulla revisione storica dei fatti che portarono all’Unità d’Italia.

Per questo motivo, Valentina Leonelli ha pure ricevuto il plauso dalla professoressa Antonella Musitano – docente di Lettere presso l’Istituto comprensivo “U. Fraccacreta” di Bari Palese e autrice di testi, quali “Il Sud prima dell’Unità d’Italia” (coautrice Adele Pulice), “Il Brigante Gentiluomo”, “Sud, tutta un’altra storia” (Ed Laruffa) – che proprio in questi giorni l’ha voluta incontrare. Tesine su Berlinguer e la questione morale.

Sullo Stato sociale in crisi. Su Oriana Fallaci e sulla sua durissima lettera a Pasolini appena morto. Sul femminismo islamico. Sull’inettitudine raccontata, per una volta non con Svevo e Pirandello ma, in maniera originale, attraverso la Storia di un impiegato, di Fabrizio De Andrè. Su tanti altri argomenti originali. Quando i ragazzi sorprendono, lo fanno con il botto.

Come Valentina, che tra tanti argomenti utilizzabili per le tesine di fine anno, ha scelto un tema controverso, che non ti aspetti di vedere sviscerare presso una scuola situata in un piccolo comune sulle colline modenesi, sebbene anche a Modena il dibattito sulla verità dell’Unificazione sia stato aperto anche con i contributi di Elena Bianchini Braglia.

La Gazzetta di Modena si è occupata del tema con un recente servizio di Gabriele Sorrentino che ha tra l’altro rilanciato le polemiche sul generale modenese Enrico Cialdini, cancellato come eroe da vie e piazze per aver guidato la durissima repressione del brigantaggio nel Meridione e che a Modena viene ancora ricordato grazie a un’importante strada che prende il suo nome.

“Ho deciso di approfondire la Questione Meridionale – spiega Valentina – perché per metà questo argomento me lo sento vicino”. Valentina, è nata in Emilia, come il papà. “Mia madre, invece, è della provincia di Bari. Non mi sono mai sentita né più di una parte né più dell’altra. A metà. E questa cosa mi è sempre piaciuta”.

Dopotutto, prosegue, “mi sento anche fortunata, perché ho avuto, fin da piccola, la possibilità di viaggiare su e giù per l’Italia e di notare che proprio così unita, forse, non lo è mai stata. E se le differenze tra Nord e Sud le vedeva una bambina, dovrebbero essere visibili anche per gli adulti. Eppure, mi sembra che questo argomento non venga preso tanto in considerazione o, meglio, che non gli venga dato il giusto peso. Ma questo lo dico perché, dopo le ricerche fatte, ho conosciuto la realtà meridionale a partire dalla data dell’unificazione italiana, 1861, ad oggi. E ho cercato delle risposte a una domanda che mi sono sempre posta: perché il Sud ha avuto maggiori difficoltà rispetto al Nord? E perché la situazione, ancora oggi, non sembra essere cambiata? Ho voluto capire le ragioni di questo divario nazionale, affrontando l’argomento dal punto di vista storico-sociale, descrivendo brevemente la situazione del Sud appena dopo la nascita del Regno d’Italia, fino ad oggi. Ma anche dal fronte economico e giuridico, esaminando il ruolo dello Stato e i suoi interventi, per porre rimedio a questa disparità”.

Da molti anni, commenta Antonella Musitano, che avevamo già intervistato alcuni anni orsono in occasione dell’uscita di un suo volume, è in atto un processo culturale che sta cercando di far luce sui fatti del Risorgimento, in particolare sulla conquista del Sud e sulle reali motivazioni che portarono a quella siffatta Unità, ma finora tutti gli studi e le analisi sono venuti dall’alto, da docenti, studiosi, o semplici simpatizzanti della causa meridionalista.

Nel caso di Valentina è avvenuto il contrario. E’ una ragazza che si presentava agli esami di Stato, in un paesino del Nord, con un argomento che poteva anche non essere ben recepito o conosciuto da chi doveva esaminarla, pertanto è su questo che bisognerebbe riflettere: non lo ha scelto in funzione di un buon voto agli esami, lo ha scelto perché in modo autonomo ha sentito e voluto esprimere il suo pensiero critico nei confronti di una storia ancora  ostinatamente oleografica. La scelta di Valentina ha posto con forza  l’accento su come debba essere scritta o riscritta la storia in nome della verità, della memoria e dell’onestà intellettuale”.

L’intervista del 2015
Dobbiamo davvero continuare a raccontare ai nostri studenti che il divario che c’è oggi tra Nord e Sud risalga a prima del 1860?

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