Premierato: dalla scuola uno spunto per riflettere. Lettera

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Inviata da Enrico Maranzana –  La riforma costituzionale sul premierato, se collocata all’interno della scuola, restituisce spunti di riflessione.

La lettura della situazione a partire dall’esperienza scolastica non intende semplificare, ma correggere.

Cinquant’anni fa, nel mese di maggio del 1974, la scuola fu rivoluzionata; i principi delle scienze dell’organizzazione furono il volano del cambiamento: la cultura sistemica guidò la mano del legislatore.

Venticinque anni dopo, nel mese di marzo del 1999, l’autonomia scolastica, che “si sostanzia di progettazione”, fu introdotta nelle scuole.

Nonostante ciò, i governi che negli anni si sono succeduti, non hanno garantito la corretta applicazione della volontà parlamentare. I libri di testo e i programmi sono ancora la stella polare degli insegnamenti, mentre la gestione delle aule rimane saldamente ancorata al tradizionale e obsoleto bottom-up.

I governi hanno trascurato la loro natura esecutiva, non avendo operato per realizzare quanto il legislatore aveva deliberato.

Tale inadempienza è stata posta all’attenzione della 7° commissione permanente del Senato, la quale darà seguito alla denuncia formulata nelle petizioni n. 854 e 887.

Questo il quadro che fornisce lo spunto per la riflessione inizialmente annunciata: è prioritario assicurare che le leggi producano gli effetti attesi; premessa essenziale per il potenziamento dell’organo che ha eluso il proprio mandato.

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