Premiare i docenti non solo per i progetti ma anche per i titoli culturali. Lettera

WhatsApp
Telegram

È un’idea buona quella di premiare il miglior docente che si è distinto nel mondo della scuola per professionalità e competenza, attraverso l’assegnazione di una somma di cinquantamila euro.

Per miglior docente non deve intendersi colui il quale elenca nel proprio curriculum un ventaglio di progetti, ma è colui che possiede anche numerosi titoli culturali conquistati sul campo e spiccate competenze linguistiche e trasversali.

Un buon docente è tuttavia quello che lavora nelle classi difficili, che riesce ad entusiasmare e interessare gli alunni indisciplinati, perché lavorare nelle classi tranquille è piacevole ma non è il metro giusto per dire che trattasi di un buon docente. È nelle classi problematiche che il docente di oggi soffre ed è quello che deve essere maggiormente valorizzato, pur nella consapevolezza che abbia saputo mettere in campo tutte le strategie didattiche possibili e immaginabili. Un alunno disciplinato, che studia, che si impegna assiduamente, che ha instaurato con l’insegnante un buon rapporto empatico, quell’alunno sicuramente va da sé, ossia va per la sua strada perché sa che quello è il suo lavoro. Il problema nasce con gli alunni difficili, con i quali a volte è complicato trovare la strategia didattico-operativa giusta ed efficace.

Un docente che a scuola presenta un vasto campionario di progetti di qualunque tipologia va tenuto in debita considerazione ma per conferirgli il premio di miglior docente bisogna considerazione anche la sua preparazione culturale e i titoli culturali che possiede. Per di più attribuire il merito ad un docente è una cosa abbastanza complicata e la legge della “Buona Scuola”, ossia la 107/2015 ha “inventato” il bonus dando discrezionalità al Dirigente Scolastico nella sua attribuzione.

Allora viene spontanea una domanda: il docente che fa tanti progetti è bravo e va premiato, quello, invece che non ha fatto alcun progetto non deve essere lo stesso premiato. In questo modo “la Buona Scuola” ha creato all’interno delle istituzioni scolastiche antagonismi e rivalità, nonché situazioni di prevaricazione che vanno ad “avvelenare” il clima all’interno delle mura scolastiche e deteriorano conseguentemente i rapporti interpersonali. È complesso valutare un docente secondo una scala docimologica e sulla base delle esperienze acquisite sul campo. Tra i titoli culturali che tuttora non sono valutabili per l’attribuzione del bonus non figura il “dottorato di ricerca”, il più alto titolo accademico, ma sembra che qualcosa si stia muovendo in questa direzione circa la possibilità di equipararlo all’abilitazione. Vanno bene le esperienze professionali acquisite, ma i titoli culturali che ciascun docente possiede nel suo curriculum, anche quelli devono essere presi in considerazione perché sono frutto di sacrificio, studio, impegno e costanza. Se dobbiamo essere più “Europei” è necessario dare peso ai titoli culturali, anche se da più parti si sta tentando di abolire il valore legale del titolo di studio e questo è un grosso errore!

Mario Bocola

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur