Premiare chi sa insegnare non chi lavora di più. Cosa ne pensi?

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red – E’, in sintesi, la risposta contenuta in  un articolo del Sole 24 ore che affronta la questione del merito e della premialità dei docenti alla proposta di Reggi su Repubblica.it

red – E’, in sintesi, la risposta contenuta in  un articolo del Sole 24 ore che affronta la questione del merito e della premialità dei docenti alla proposta di Reggi su Repubblica.it

Cosa valutare degli insegnanti? A cosa legare lo stipendio? Si tratta di quesiti che in questi giorni hanno fatto il giro del Web e che non mancano di infiammare dibattiti.

Secondo le anticipazioni di OrizzonteScuola, alla base della valutazione dei docenti si vorrebbe porre l’aumento (volontario) di ore lavorative, la formazione e gli obiettivi raggiunti dagli studenti.

Secondo un articolo del Sole 24 ore pubblicato domenica, gli insegnanti dovrebbero essere "valutati (e premiati) per come insegnano, non per quello che fanno al di fuori dell’insegnamento, ‘in ruoli organizzativi’ o in ‘attività specializzate’".

Insomma, no alla proposta di Reggi che vuole un merito legato agli incarichi (vicario, coordinatore, docente senior, docente specializzato etc)

 "E’ abbastanza sorprendente – continua l’articolo – che al ministero pensino di dare una medaglia (e dei soldi) non a chi fa bene il suo lavoro ma a chi s’impegna a farne (chissà se bene, chissà se basta segnare il proprio nome su una lista) uno diverso".

Certo, si riconosce nell’articolo, l’impegno in “ruoli organizzativi” e “attività specializzate” è quantificabile e dunque premiabile, più difficile è riconoscere se un professore è bravo o meno nello svolgere il lavoro che gli compete.

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