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Mobilità, quali precedenze: quale prevale?

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L’ordine di priorità delle precedenze previste per il trasferimento è stabilito nel contratto sulla mobilità. Per usufruirne devono essere rispettati criteri e requisiti

Un lettore ci scrive:

Sono un insegnante di ruolo titolare delle agevolazioni previste dalla L 104/art.3 per l’assistenza al genitore con grave disabilità non rivedibile e referente unico essendo figlio unico, e con punteggio per la mobilità più alto di tutti. Lo scorso anno essendosi liberata una cattedra credevo di avere il diritto a tale assegnazione ma le cose non sono andate come speravo nel senso che la cattedra è stata assegnata ad un collega soprannumerario nell’ottennio che, in questo modo, ha ottenuto il  trasferimento nella sede di precedente titolarità ai sensi dell’art.13 delle precedenze in mobilità. Da poco ho scoperto che il collega assegnatario della cattedra,  nell’ottennio, un anno non ha presentato domanda di mobilità (tale precedenza spetta a condizione che gli interessati abbiano prodotto domanda per ciascun anno dell’ottennio ). Che diritto ho di vedermi assegnata la cattedra erroneamente assegnata al collega?”

Le precedenze previste per la mobilità sono quelle indicate nell’art.13 del CCNI, dove sono inserite secondo l’ordine di priorità con il quale devono essere valutate nella mobilità.

Le precedenze indicate, dalla I) alla VIII) sono valide nelle operazioni della sola mobilità territoriale (trasferimento provinciale e interprovinciale), fatta eccezione per il solo punto I) che vale anche per la mobilità professionale (passaggio di cattedra e passaggio di ruolo).

Precedenza II) e precedenza IV): quale prevale?

Le precedenze che interessano il nostro lettore sono quelle individuate nel punto II) e nel punto IV) dell’art.13 comma 1.

Si tratta delle seguenti:

II) Personale trasferito d’ufficio negli ultimi otto anni richiedente il rientro nella scuola o istituto di precedente titolarità

IV) Assistenza al coniuge, ed al figlio con disabilità; assistenza da parte del figlio referente unico al genitore con disabilità; assistenza da parte di chi esercita la tutela legale

Sulla base dell’ordine con il quale sono inserite nel contratto, la precedenza prevista nel punto II) risulta, quindi, prioritaria rispetto a quella prevista nel punto IV)

Chiaramente per usufruire di una delle precedenze indicate devono essere rispettate condizioni, criteri e requisiti, come stabilito nel succitato art.13

Conclusioni

Il nostro lettore risulta beneficiario della precedenza IV) per assistenza al genitore disabile in situazione di gravità, con art.3 comma 3 della Legge 104/92.

Non ha ottenuto il trasferimento nel comune di ricongiungimento del genitore disabile, in quanto la scuola richiesta è stata assegnata ad altro docente beneficiario della precedenza II), che ha ottenuto, in questo modo, il rientro nella scuola di precedente titolarità.

Tutto regolare e in sintonia con l’ordine di priorità delle precedenze, come previsto nel CCNI, se il collega avesse rispettato tutte le regole necessarie per aver diritto alla precedenza.

Per potere usufruire del rientro con priorità nella scuola di precedente titolarità (precedenza II), il docente deve essere ancora nell’ottennio e deve aver presentato per ogni anno dell’ottennio domanda condizionata per il rientro nella scuola.

Non aver presentato domanda per un anno dell’ottennio fa, quindi, perdere il diritto al rientro con precedenza nella scuola.

Nel caso indicato dal nostro lettore, quindi, se i due docenti rientrano nella stessa fase della mobilità, è stato commesso un errore in quanto il docente che ha ottenuto il trasferimento non poteva essere trasferito con precedenza , non avendo presentato domanda condizionata per un anno, ma la sua domanda doveva essere valutata senza alcun beneficio legato all’art.13.

In questo modo risulta avere priorità la domanda del nostro lettore, beneficiario della precedenza IV),  grazie alla quale aveva il diritto di ottenere il trasferimento nella scuola richiesta.

Se le condizioni sono quelle indicate potrebbe fare segnalazione all’USP sull’errore di valutazione commesso

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