Precario si iscrive a procedura abilitante invece che concorso straordinario, ricorre in tribunale perché ha ritenuto dicitura ingannevole. Sentenza

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Gli articoli di stampa che riportano la complessità delle domande per partecipare al concorso 2020 non giustificano gli errori commessi nella relativa compilazione. Lo ha chiarito il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione III Bis), nella Sentenza n. 13257 depositata il 10 dicembre 2020.

La richiesta di partecipare alla procedura straordinaria abilitante anziché al concorso straordinario

Un docente ha impugnato l’avviso del Ministero dell’Istruzione con cui sono stati resi noti i nominativi dei candidati ammessi a partecipare alle prove scritte del concorso straordinario per l’arruolamento di personale docente 2020, non figurando in tale elenco. Lo stesso ha dedotto che, al momento della presentazione della domanda di partecipazione online, ha erroneamente chiesto di partecipare alla procedura straordinaria abilitante anziché al concorso straordinario per l’arruolamento di personale docente, non figurando così tra i partecipanti alle prove scritte del concorso.

La scarsa attenzione prestata nel momento della compilazione della domanda

Il Tar ha respinto il ricorso, non ravvisando, nella specie, situazioni eccezionali che potessero superare il cd. principio di autoresponsabilità. L’errore commesso dal ricorrente è stato attribuito, dal collegio, alla poca attenzione posta al momento della compilazione della domanda, tenuto conto che dalla lettura delle ricevute rilasciate dal sistema informatico al termine della presentazione della domanda e delle operazioni di pagamento della quota di partecipazione alla procedura, si evince il riferimento ivi contenuto alla “Procedura straordinaria finalizzata all’accesso ai percorsi di abilitazione” e non già alla “Procedura straordinaria, per titoli ed esami, per l’immissione in ruolo di personale docente”. Un atteggiamento più attento e prudente, sia in sede di compilazione della domanda online, che nella successiva verifica sulla correttezza dei dati inseriti, avrebbe consentito al ricorrente di non incorrere in errore o, comunque, di poter riparare allo stesso prima della scadenza del termine per la presentazione delle domande.

La natura abilitante e non concorsuale della domanda proposta

Neppure meritevoli di pregio sono apparse le deduzioni sull’asserita complessità della procedura di compilazione delle domande di partecipazione online, ovvero sulla comune denominazione delle diverse procedure concorsuali attivate dal Ministero a partire dal mese di aprile 2020. A fronte della comune dicitura di “procedura straordinaria”, il collegio ha rilevato come soltanto quella indetta con il d.m. n. 510/2020 è protesa, previa selezione per titoli ed esami, all’immissione in ruolo di personale docente, come si evince dalla sua stessa denominazione, avendo il procedimento di cui al d.m. n. 497/2020 mera natura abilitante e non concorsuale.

Gli articoli tratti dalla stampa

Il ricorrente ha allegato al ricorso alcuni articoli, tuttavia il collegio ha ritenuto che non contengono argomentazioni spendibili per ritenere giustificabile l’errore commesso dal ricorrente, posto che negli stessi vengono esclusivamente riportate le difficoltà riscontrate da taluni utenti nell’inserimento della domanda, in conseguenza dei rallentamenti fatti registrare dal sistema informatico devoluto all’acquisizione delle domande di partecipazione, che nulla hanno a che vedere col fatto che il ricorrente abbia inavvertitamente selezionato la procedura sbagliata per la quale presentare istanza di partecipazione.

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