Precario rabbioso: vado altrove!

di Lalla
ipsef

Lalla – Pubblichiamo la lettera di Tommaso, un docente che dopo 14 anni di lavoro quest’anno "subisce" le regole del salvaprecari e rimane senza incarico. Rabbioso, vuole andare altrove, in un luogo in cui non si debba subire l’umiliazione di perdere il posto di lavoro.

Lalla – Pubblichiamo la lettera di Tommaso, un docente che dopo 14 anni di lavoro quest’anno "subisce" le regole del salvaprecari e rimane senza incarico. Rabbioso, vuole andare altrove, in un luogo in cui non si debba subire l’umiliazione di perdere il posto di lavoro.

"Preg.ma Lalla, grazie ancora per esserci. Pongo una questione urgente che nel danno è una drammatica beffa: l’ultima di una spropositata serie che si consuma immoralmente ai danni di precari storici come me, che dopo incarichi annuali al 31 agosto del csa, mi vedono oggi sbattuto fuori nel senso letterale del termine dalla graduatoria salva- precari.

Su questo non mi dilungo perché seguo con una certa ritualità le note dei colleghi che come me ti scrivono e le tue puntuali e attente precisazioni, non parche di acume e sensibilità. Ma questa merita la
parola Fine!

Sono stato contattato da un istituto comprensivo della mia provincia che mi richiedeva disponibilità per avviare un progetto POR a seguito della pubblicazione dell’elenco docenti che avevano reso disponibilità ai corsi regionali per la Calabria – Cosenza. A pochi giorni sono stato ricontattato per la revoca e accusato di aver indebitamente accettato qualcosa a cui non avevo diritto: l’incarico medesimo per complessive 60 ore.

Chiarisco a onor del vero che l’anno scolastico precedente, ho conseguito il requisito “anno di servizio 12 punti ” in 2 scuole diverse, ho però presentato inclusione nelle dette graduatorie poiché intendevo rendermi disponibile almeno ai progetti POR; e promuovere con una associazione nazionale Ricorso al tar, del mio <<visibile>> servizio che aspetta una qualche giustizia, dopo 14 anni di << onorevole>> lavoro reso alla società ed allo stato.

A causare la mia revoca sarebbe stata, a dir loro, una circolare dell’usp di Cosenza che mi individua come docente non avente diritto e dunque, <<trasparente/invisibile>>. Costretto a 44 anni a pietire
rispetto e considerazione dico Basta alle umiliazioni e con la mia laurea, le 5 abilitazioni in diverse classi di concorso, i miei tre master, le pubblicazioni e tutto il resto ci vado altrove…

Grazie al Ministro ai Sindacati a questa Burocrazia insensata che spalanca le porte dell’inferno e delle infamie senza vergogna."

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